Pero: Varietà vecchie e nuove

Produttive, resistenti, dalla buccia più rossa e per tutto l’anno
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Il panorama delle varietà di pero coltivate in Europa è statico e fortemente regionalizzato: in Spagna prevale la cultivar Blanquilla (Spadona estiva), in Portogallo la pera Rocha, in Belgio e Olanda la Conference, in Francia la Dr. Guyot e in Italia l’Abate Fetel; in questi ultimi due paesi si riscontra anche una discreta superficie coltivata a William. Si tratta di varietà datate, la cui costituzione risale al periodo compreso tra il 1796 (William) e il 1885 (Conference) e perciò non facilmente scalzabili.

Lo scarso assortimento varietale, unito alla difficoltà che questo frutto incontra nei confronti del consumatore – è noto come la pera sia un frutto preferito quasi esclusivamente da un pubblico adulto (dai 50 anni in su) – fa sì che negli ultimi anni si sia registrato un calo dei consumi di questo frutto in tutta Europa.

 

OBIETTIVI DELLA RICERCA E CULTIVAR ESTIVE

Per cercare di stimolare l’interesse e rilanciare i consumi, le principali stazioni di ricerca a livello internazionale stanno conducendo programmi di breeding tesi a ottenere nuove cultivar dotate di caratteristiche diverse da quelle attualmente coltivate. Ricercatori pubblici e privati stanno lavorando da anni in Francia, Italia, Spagna e Belgio su diversi obiettivi quali: ampliamento del calendario di raccolta, resistenza alle principali malattie (es. ticchiolatura e colpo di fuoco), produttività elevata e costante, sovraccolore rosso della buccia, caratteristiche organolettiche di pregio.

Benché la gran parte delle nuove varietà di pero licenziate (se ne contano circa 350 dal 1980 a oggi) sia miseramente fallita o relegata al ruolo di germoplasma, alcune di esse sembrano tuttavia dotate di caratteristiche tali da conquistare nicchie di mercato potenzialmente interessanti. Di seguito si riporta una breve descrizione di quelle più conosciute o ritenute promettenti per gli ambienti di coltivazione tipici del nostro paese.

Tra le nuove cultivar a maturazione estiva Carmen è senz’altro quella che finora ha conseguito maggiore successo. Ottenuta dal Cra Frutticoltura di Forlì e diffusa commercialmente dalla fine degli anni ‘90, questa varietà si distingue per la precoce entrata in produzione, la produttività costante e, soprattutto, per il calibro e l’aspetto attraente dei frutti dotati di un bel sovraccolore rosso sul 30-40% della superficie (foto 1). Carmen è giudicata positivamente anche in Francia e Spagna, sia per l’epoca di maturazione precoce (sostituisce le ormai superate Ercolini-Coscia e Dr. Guyot), sia per le performance produttive e le qualità del frutto.

Qualche giorno prima di Carmen si raccoglie Boheme, varietà che si caratterizza per la tolleranza al colpo di fuoco batterico e la produttività elevata e costante. I frutti, di media pezzatura, presentano un aspetto simile a quelli della cultivar William; buone le caratteristiche organolettiche: polpa fine, succosa, aromatica e di buon sapore.

Altra cultivar tollerante al fire-blight è Aida (foto 2). Questa varietà si raccoglie qualche giorno dopo William ed è in grado di produrre frutti di ottimo sapore, grossa pezzatura (leggermente polimorfi) con sovraccolore rosso sul 30-35% della superficie; non sempre però il colore è uniforme in tutti gli ambienti. Si segnala inoltre una certa disaffinità con il cotogno.

Come Carmen, anche Aida e Boheme sono state ottenute dal Cra di Forlì.

 

A RACCOLTA AUTUNNALE

Elliot è una varietà non recente ottenuta dall’Università di Davis (California) che da qualche anno è stata rilanciata in Europa con il marchio Selena®, etichetta commerciale che ne identifica la produzione biologica. È una cultivar caratterizzata da elevata produttività, ottime caratteristiche qualitative e buona conservabilità, ma con frutti di calibro medio-piccolo per il periodo di raccolta, che in Italia coincide con Abate Fetel.

Altra varietà che si raccoglie nella prima metà di settembre è Harrow Sweet (foto 3). Licenziata dalla Stazione sperimentale di Harrow in Ontario (Canada) nell’ambito di un programma di breeding teso a ottenere nuove cultivar di pero resistenti al colpo di fuoco, la varietà è stata introdotta in Francia nei primi anni ‘90 per cercare di contrastare questa grave malattia che ha drasticamente ridimensionato la pericoltura d’oltralpe. Harrow Sweet è una varietà produttiva, con frutti di aspetto attraente (sovraccolore rosso sul 10-20% della superficie), pezzatura media e sapore ottimo. L’elevato polimorfismo dei frutti, unito al calo d’interesse per le varietà resistenti al fire-blight, ne ha però fortemente limitato la coltivazione nel nostro paese.

Qualche anno dopo, dalla stessa stazione canadese sono state diffuse Harrow Gold (foto 4) e Harrow Crisp (foto 5), due cultivar che maturano a cavallo di William e che, nonostante la diversa origine genetica, presentano caratteristiche pomologiche simili a Harrow Sweet. Anche queste due nuove varietà resistenti al colpo di fuoco sembrano tuttavia seguire la medesima sorte commerciale della precedente cultivar canadese.

Dalla Svizzera sono state di recente introdotte due nuove varietà denominate Champirac e Valerac (foto 6) che si caratterizzano più per l’aspetto attraente (è presente una leggera bronzatura) e la buona pezzatura dei frutti, che per la loro qualità e conservabilità. Da verificare la produttività e l’affinità con il cotogno. Entrambe si raccolgono 20-25 giorni dopo William.

Doyenne Bronzeé e Doyenne Noblesse sono due nuove cultivar francesi capaci di produrre frutti in epoca e di forma simile a Decana del Comizio, ma caratterizzati nel primo caso da una leggera bronzatura su quasi tutta la superficie (foto 7) e da un sovraccolore giallo-arancio, non particolarmente attraente, evidente nei frutti dell’altra varietà (foto 8). Per entrambe resta da verificare sia la produttività che l’affinità con il cotogno.

 

LE INVERNALI

Di recente l’olandese Next Fruit Generation ha lanciato con il marchio commerciale Dazzling Gold® la varietà Uta (foto 9) ottenuta alcuni anni fa in Germania dall’Institute breeding research fruit di Dresda-Pilnitz. Molto produttiva, con frutti di grossa pezzatura (circa 300 g) di sapore medio, la varietà si raccoglie tra la fine di settembre e i primi di ottobre e viene proposta con la formula del club: lo scorso inverno sono stati impiantati i primi frutteti in Europa.

Ma l’innovazione più interessante in questo periodo è rappresentata dalla francese Angelys (foto 10). Diffusa commercialmente con la formula del club (in Francia è coltivata su poco più di 140 ha), questa varietà, che si raccoglie in epoca Passa Crassana, è stata giudicata abbastanza positivamente negli ambienti dell’Italia settentrionale per la precoce entrata in produzione, la pezzatura dei frutti bronzati, la polpa fondente e aromatica. Recentemente ha però dimostrato una certa difficoltà ad adattarsi alle diverse condizioni ambientali della pericoltura, sia in Francia che in Italia. Già scartata in Spagna a causa della scarsa adattabilità anche nelle migliori aree produttive iberiche.

 

A BUCCIA ROSSA O BICOLORI

Le cultivar con frutti a buccia quasi (bicolori) o completamente colorata di rosso rappresentano molto probabilmente l’innovazione più importante nell’ambito del panorama varietale di questa specie.

La prima pera rossa in grado di affiancare le varietà tradizionali è stata Max Red Bartlett. Introdotta dagli Stati Uniti nei primi anni ‘50 come mutante naturale di William (e per questo conosciuta anche come William Rossa), questa varietà ha mantenuto le stesse caratteristiche della cultivar originaria, ad eccezione del colore rosso della buccia evidente su quasi tutta la superficie del frutto. Nel tempo sono stati rilasciati altri mutanti di William tra cui Rosired Bartlett, Red Bartlett e Sensation che però non si sono diffusi commercialmente a causa di alcuni difetti come la regressione del carattere buccia rossa, la produttività incostante e la pezzatura eterogenea.

Nei primi anni ‘90 è stata diffusa in Francia William Rouge (foto 11), altro mutante di William in grado di produrre frutti ben colorati, ma dotati di pezzatura leggermente inferiore al clone originale.

Sweet Sensation è un’altra varietà commercializzata dalla Nord europea Next Fruit Generation. Si tratta di una mutazione di Decana del Comizio a buccia rosso striato, caratterizzata da un elevato contenuto in zuccheri e per questo molto dolce. Sweet Sensation è una varietà club: tra Olanda e Belgio sono stati finora messi a dimora circa 300 ha, con una previsione massima di 420 ha nei prossimi anni. È prevista un’espansione simile anche in Italia.

Dicolor è una nuova varietà a buccia rossa di tipologia Decana del Comizio proveniente dalla Repubblica Ceca. Molto produttiva (è affine al cotogno), produce frutti di discreta pezzatura e buon sapore; fiorisce precocemente, dando origine a una seconda fioritura che la rende sensibile al colpo di fuoco. Negli ambienti del nord Italia si raccoglie la seconda decade di agosto.

Oltre a Uta, nei primi anni ‘90 sono state licenziate dall’istituto di Dresda-Pilnitz una serie di altre varietà (Isolda, Hermann, Hortensia, David, Gerburg, Elektra) resistenti alla ticchiolatura e con un diverso grado di suscettibilità al fire-blight. In particolare Isolda (foto 12) e Hortensia (foto 13) si caratterizzano per il frutto, rispettivamente, bicolore e completamente rosso; ma benché dotate di frutti di aspetto attraente e di produttività medio-elevata, queste cultivar (che maturano in agosto) non si sono ancora diffuse a causa della mediocre qualità e la scarsa conservabilità dei frutti.
 

 

L’autore è del Crpv


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