Partite Iva e Srl, volàno per i giovani

Dai dati delle Finanze emerge che le aperture in agricoltura crescono più della media totale
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A resistere al tracollo delle imprese agricole (vedi «Agrisole » n. 19) sono state solo le società che nonostante la crisi continuano a crescere anche se a passo molto lento. Un’altra leva per la tenuta del settore sono i giovani le cui aziende risultano le più redditizie e innovative.
L’ultimo dato sulle aperture Iva a marzo, rese note dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, conferma anche su questo fronte la volata degli under 40. In agricoltura, infatti – ha sottolineato la Coldiretti – le aperture Iva crescono con un tasso di crescita doppio (+14,3%) rispetto alla media, a conferma del fatto che, nonostante le tante chiusure di aziende, il settore offre nuove opportunità a numerosi giovani che vogliono investire con idee innovative. «Dall’apertura degli agriasilo agli agriospizi per fornire servizi sociali avanzati nelle campagne, dalla cura del verde pubblico all’agricoltore spazzaneve per sostenere le pubbliche amministrazioni, ma – secondo l’organizzazione agricola – è soprattutto nella trasformazione e nella vendita aziendale dei prodotti agricoli che si registra un vero boom. Sono nati dei birrifici agricoli, delle agrigelaterie e una vera rete di vendita diretta con fattorie, botteghe e mercati degli agricoltori».
La Cia da parte sua ha sottolineato che sulle nuove partite Iva agricole «una su cinque riguarda le attività connesse alla produzione, vale a dire agro-energia, vendita diretta e fattorie sociali».
Per questo – secondo la Cia – contro la disoccupazione giovanile, che in Italia sfiora il 36%, sono sempre di più i ragazzi che decidono di tornare alla terra. E non si tratta più solo di figli che continuano l’attività dei genitori, ma di «new-entry» del settore che scommettono in modo nuovo sulla vita nei campi puntando su multifunzionalità e innovazione. Secondo un’elaborazione Cia delle contabilità Iva delle imprese agricole, oggi nel comparto il 20% delle partite Iva riguarda le cosiddette «attività connesse»: non solo le produzioni classiche, quindi, ma anche le fattorie sociali e didattiche, la vendita diretta, la produzione di energia da biomasse, i servizi per l’ambiente e la valorizzazione del territorio. In altre parole la multifunzionalità – osserva la Cia – cioè la diversificazione in termini di prodotti e di servizi, che si fa largo soprattutto tra le nuove leve dell’agricoltura, più disposte a investire sull’innovazione ma anche sulla sostenibilità del settore, con una più elevata sensibilità per i temi sociali e ambientali.
Il problema è che le aziende under 40 sono ancora una nicchia non arrivando al 3% del totale nazionale, poco meno di 70mila sulle circa 800mila totali (iscritte alle Camere di commercio).
Poche, ma meglio strutturate. Secondo un’analisi della Coldiretti gli under 35 realizzano un reddito superiore del 40% rispetto a quello medio del settore, mentre il 78% ha realizzato investimenti per ampliare l’azienda o per migliorare i prodotti. Altri elementi caratterizzanti sono la diversificazione e una maggiore propensione al marketing.
Ma oggi con le nuove misure messe in campo dal Governo potrebbe arrivare una scossa. Da un lato l’opportunità di costituire Srl a costi stracciati e dall’altro la vendita o la concessione in locazione di terreni pubblici. Oltre 338mila ettari che, sempre secondo la Coldiretti, potrebbero favorire la nascita di più di 40mila imprese giovani.
Ma se sui terreni il consenso all’intervento è incondizionato, sulle Srl semplificate i giovani sono perplessi.
Intanto il fatto che si possa costituire anche con il capitale di un euro interessa poco l’agricoltura che già con i terreni supera il tetto.
E poi raggiunti i 35 anni bisogna procedere, secondo quanto prevede la legge, alla trasformazione in Srl normale. Ma lo start up per le neo aziende è lungo e soprattutto se non si subentra a un genitore è difficile che a 35 anni l’impresa possa già considerarsi in fase di decollo.
Per questo la Coldiretti sostiene la necessità di ritocchi significativi. In vista dell’emanazione dei decreti attuativi, che sono attesi prima dell’estate, l’organizzazione agricola insieme con il suo Movimento giovanile sta lavorando per elaborare una serie di proposte. Perché se è vero che è importante costituire l’azienda con un euro – fanno sapere dall’associazione di Palazzo Rospigliosi – è altrettanto fondamentale che la società possa essere messa in cantiere in un giorno. Se bisogna aspettare anche sei mesi come accade oggi le iniziative perdono mordente. Anche con una fiscalità di vantaggio l’overdose di burocrazia frena la costituzione di aziende più strutturate e forti. Intanto bisogna dimostrare i requisiti Iap poi bisogna verificare che Inps e Regioni controllino quanto dichiarato. E allora la proposta Coldiretti lanciata all’assemblea del movimento giovanile è di tagliare lacci e lacciuoli.


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