Pac, accordo Mipaaf-Regioni per applicare l’articolo 68

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Un compromesso che assomiglia più alla controproposta delle Regioni che all’ipotesi iniziale del ministero delle Politiche agricole. Ma che, finalmente, sembra accontentare tutti.

Giovedì 23 luglio scorso il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, e gli assessori regionali all’Agricoltura hanno raggiunto un’intesa per applicare in Italia l’articolo 68 della riforma Pac, l’ipotesi che prevede una trattenuta fino al 10% sugli aiuti diretti per finanziare polizze, progetti qualità e settori in crisi. L’accordo è stato formalizzato dalla Conferenza Stato-Regioni del 30 luglio, appena in tempo per comunicare a Bruxelles (la scadenza era fissata al 1° agosto) la decisione italiana. Decisione «sofferta», frutto di un lungo negoziato durante il quale più volte il tavolo ha rischiato di saltare. L’intesa prevede di assegnare alle misure dell’articolo 68 un plafond di 316 milioni, alimentato da un prelievo fino al 3,8% sui titoli Ue, con l’eccezione dei settori del tabacco e zucchero per i quali la riduzione dell’aiuto prevista sale al 10 per cento. Ad alimentare il plafond anche i circa 145 milioni provenienti dai cosiddetti titoli dormienti, i premi comunitari non utilizzati resi disponibili dall’Health check della Pac. Il budget è diviso tra premi accoppiati (147,25 milioni) e disaccoppiati (169 milioni). Tra i primi, la fetta più grossa delle risorse è quella assegnata alle carni bovine, con 51,25 milioni divisi tra premi alle vacche nutrici (24 milioni) e bovini tra 12 e 24 mesi (27,25 milioni). L’accordo rivede al rialzo la proposta avanzata da alcune Regioni che prevedeva di assegnare 49 milioni al settore contro i 59,5 della prima ipotesi del Mipaaf. Al settore ovicaprino andrebbero invece 10 milioni per incentivare il ricorso a sistemi di qualità, gli allevamenti estensivi e l’acquisto di arieti geneticamente selezionati resistenti alla scrapie.

Conserva un budget di 9 milioni (le Regioni ne chiedevano 10, il ministero proponeva 6) l’olio d’oliva, mentre per il sostegno alla produzione di latte di qualità l’intesa conferma i 40 milioni della proposta regionale ma esclude la caseificazione. Al tabacco sono invece assegnati 21,5 milioni, e altri 14 ai produttori di barbabietola da zucchero. Ma c’è spazio anche per la floricoltura: 1,5 milioni finanzieranno una nuova misura a sostegno della qualità della danae racemosa. Tra le misure disaccoppiate 99 milioni sosterranno l’avvicendamento triennale di grano duro, colture proteiche leguminose e oleaginose nelle regioni del centro sud, e 70 milioni (contro i 120 proposti dal Mipaaf) la sottoscrizione di premi assicurativi.

Per il ministro Zaia l’accordo è «un grande successo, frutto di un intenso lavoro di squadra e di un impegno comune per l’agricoltura italiana». Meno entusiastici i commenti della associazioni agricole: se per Confagricoltura l’intesa rappresenta «un compromesso che consente di applicare le novità dell’Health check e far fronte alle difficoltà di alcuni settori», per la Cia è «insufficiente per le reali esigenze degli agricoltori e conferma la mancanza di una strategia complessiva e condivisa».


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