Origine in etichetta per tutte le carni

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L’Unione europea sta riscrivendo le regole per etichettare i prodotti agroalimentari inmaniera ancor più trasparente specie per quanto riguarda l’indicazione dell’origine o della provenienza. E intende farlo progressivamente per tutti i prodotti cominciando però dal settore delle carni.
D’altra parte non è la prima volta che le carni sono state il campo di sperimentazione e attuazione di nuove norme in materia di rintracciabilità e di tutela dei consumatori, anche se per la carne bovina lo spunto fudatodal casodrammatico della crisi della mucca pazza.
Ma se allora l’obbligo dell’indicazione dell’origine della carne bovina fu una necessità, per fronteggiare il panico dei consumatori e la legittima richiesta di conoscere la provenienza della carne per evitare il rischio di contrarre il morbo della Bse, oggi invece il principio è che i consumatori devono essere comunque informati almeglio fornendo loro tutte le informazioni sul prodotto compresa l’origine e la provenienza.
Il Consiglio dei ministri dell’agricoltura della Ue ha approvato infatti in prima lettura, il 22 febbraio 2011, uno schema di regolamento relativo alle informazioni da fornire ai consumatori per i vari alimenti e quindi cosa riportare obbligatoriamente in etichetta.
Lo scopo di questo regolamento, che verrà ora riproposto al Parlamento europeo in seconda lettura dopo che lo aveva già esaminato a giugno 2010, è quello di assicurare chele etichette degli alimenti portino le informazioni essenziali in modo chiaro e leggibile. Il doppio passaggio al Parlamento e al Consiglio deiministri dell’Ue è previsto dalla procedura di codecisione in quanto il regolamento deve essere emanato congiuntamente dai due organi comunitari.
La proposta di regolamento approvata dai Ministri europei ha fra le più importanti norme quella riguardante l’obbligo di riportare in etichetta l’indicazione di origine o provenienza del prodotto.
Questa dichiarazione di principio, che apre la strada ad accogliere le richieste italiane in materia che peraltro si sono già tradotte in una legge nazionale subito contestata dalla Commissione, trova immediata attuazione nel settore della carne di altre specie diverse da quella bovina.
Infatti lo schema di regolamento approvato prevede che l’indicazione del paese d’origine o il luogo di provenienza è obbligatoria:
a) se l’assenza di qualsiasi indicazione possa indurre in errore il consumatore;
b) per i suini, ovini, caprini e pollame, oltre ai prodotti per i quali è già obbligatoria in virtù della legislazione verticale; e la Commissione viene impegnata a presentare una relazione entro 5 anni dalla data di applicazione dell’etichettatura obbligatoria.
La Commissione è tenuta a presentare una relazione, entro tre anni dall’entrata in vigore del regolamento, per valutare la fattibilità, in termini di analisi costibenefici, compresi gli aspetti giuridici per quanto riguarda ilmercato interno e le conseguenze per il commercio internazionale, che possono che derivare dall’obbligo di indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza per questi prodotti:
• altri tipi di carne, latte, latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari;
• carni utilizzate come ingredienti in alimenti non trasformati;
• ingredienti che rappresentano oltre il 50% di un prodotto alimentare.
La proposta prevede inoltre l’indicazione della origine del principale ingrediente, se non è lo stesso dell’origine del prodotto alimentare o almeno l’indicazione che le origini non sono le stesse.
Lo schema di regolamento dopo la seconda lettura e approvazione da parte del Parlamento europeo ritornerà al Consiglio dei ministri per la definitiva approvazione ed emanazione, cui faranno seguito i regolamenti applicativi emanati dalla Commissione; per cui l’obbligo per altre carni diverse da quelle bovine andrà in vigore solo dal 2012.


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