OCM zucchero: Bietole, «patto» produttori-industria

Al via le semine con una previsione di almeno 60mila ettari – Al Nord prezzo base a 39,70 euro
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I detrattori dicono che la coltura è finita, gli agricoltori più affezionati (e accorti) fanno i conti. E nei prossimi giorni, in buona parte delle aree vocate del Nord Italia e in qualche zona del Centro-Sud, torneranno a seminare barbabietole da zucchero. Con tutte le incognite legate quest’anno alla fine del sistema di aiuti, garantiti fino al 2010 in base alla riforma comunitaria del 2006-07. E con le quotazioni dei cereali, da qualche mese di nuovo in risalita, che certo non facilitano le scelte degli indecisi.
Dalle prime proiezioni la filiera sembra decisa a crederci. Siglando un «patto» non scritto per il rilancio del settore bieticolo saccarifero nazionale. «L’autunno scorso – ricorda Giorgio Sandulli, direttore di Unionzucchero (imprese di trasformazione) – abbiamo attraversato una fase davvero difficile: tra la concorrenza di colture alternative, soprattutto cereali e oleaginose; la mancata erogazione degli aiuti nazionali 2009 e 2010; l’attesa di una corretta informazione sugli accordi interprofessionali». Ma ora questi aspetti sembrano superati. «Il 18 novembre – continua Sandulli – il Cipe ha sbloccato i primi 64 milioni e adesso aspettiamo solo che vengano erogati; mentre per i restanti 21 milioni, un emendamento al decreto milleproroghe ha reintestato l’importo nel bilancio Agea».
Intanto, per la prossima campagna, società saccarifere e associazioni bieticole hanno sottoscritto accordi per definire un prezzo di riferimento delle bietole che tenga conto – da quest’anno – della mancanza di nuovi aiuti, comunitari e nazionali. Coprob- Italia Zuccheri ed Eridania Sadam, per il Nord Italia, hanno fissato con Anb e Cnb un prezzo di 39,70 euro a tonnellata, comprensivo della valorizzazione energetica delle polpe (5,90 euro). E lo Zuccherificio del Molise, già l’estate scorsa in vista delle semine autunnali al Sud, aveva concordato con le associazioni 45 euro a tonnellata.
Certo, piogge e condizioni climatiche avverse hanno rallentato la preparazione dei terreni. Ma le semine stanno comunque partendo e la raccolta degli impegni di semina è proseguita. «Questo – riflette Mario Guidi, presidente dell’Anb – a conferma che il settore ha compreso che si può autosostenere e che non avrà bisogno di altri aiuti esterni. La filiera si è ottimizzata, sia sul versante agricolo, che industriale, rendendo più competitivi anche gli zuccherifici. Il futuro, a questo punto, dipenderà molto dal mercato comunitario che è in fibrillazione. Intanto stiamo lavorando per un nuovo modello di Ocm post-2015».
Con circa 10mila aziende agricole e quattro zuccherifici in attività, con 2mila occupati diretti, la filiera conta di almeno di confermare gli investimenti produttivi dell’anno scorso, pari a 60mila ettari. Di questi, 10mila sono già stati seminati in autunno al Sud, dove con le prossime semine primaverili si dovrebbe salire a 13-14mila ettari.
«L’anno scorso – osserva Giovanni Tamburrano, responsabile Sud del Cnb – le semine effettive consolidate nel bacino molisano sono risultate pari a 900 ettari, in Capitanata, nel Foggiano, a 7.340 ettari. Per cui quest’anno siamo di fronte a un aumento di circa 1.000 ettari delle superfici investite».


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