Nuova Pac: La montagna gioca la carta-ambiente

Dalle regioni montane di Italia, Germania e Austria un pacchetto di richieste alla Commissione Ue
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Ambiente in prima linea nel pacchetto di proposte per la riforma della Politica agricola comunitaria presentato la settimana scorsa agli uffici del commissario Ue Ciolos dalle regioni di montagna di Italia, Austria e Germania. Le regioni montane hanno fatto fronte unico per sostenere a Bruxelles le loro richieste. Le linee d’azione sono state elaborate dall’assessore all’Agricoltura della Provincia di Bolzano Alto Adige, Hans Berger, con i colleghi di Baviera, Trentino, Lombardia, Tirolo e Vorarlberg. «Già il fatto stesso di essere stati invitati dalla Ue all’incontro a Bruxelles – ha dichiarato Berger – conferma che la nostra azione congiunta porta frutti. Un impegno che «vogliamo intensificare fino all’approvazione definitiva delle nuove direttive, prevista a fine 2011».
Tra i principali punti del documento presentato agli uffici di Ciolos i contributi per le misure a tutela del clima e dell’ambiente, semplificazione delle procedure, attenzione allo sviluppo rurale e all’attività diversificata. Soddisfazione per l’attenzione riservata alle problematiche delle aree montane è stata espressa dall’assessore di Bolzano.
Le regioni montane di Italia, Austria e Germania hanno anche sollecitato il mantenimento dell’indennità di compensazione per la produzione in zone difficili, la riduzione della burocrazia e la semplificazione delle procedure soprattutto per le piccole imprese, una maggiore attenzione verso le prescrizioni ambientali nel settore agricolo e un possibile contributo per le misure adottate in agricoltura a tutela del clima. Interventi, questi ultimi, che si collocano nel quadro della «condizionalità » voluta dall’Unione europea e in base alla quale gli agricoltori sono tenuti ad assicurare il rispetto di una serie di impegni di corretta gestione agronomica dei terreni, salvaguardia dell’ambiente, salute pubblica e degli animali, benessere animale. Non rispettare tali regole comporta per l’agricoltore la decurtazione dei pagamenti.
Berger si è dichiarato assolutamente favorevole alla proposta lanciata dal commissario Ciolos di migliorare l’assegnazione alle aziende degli incentivi in forma diretta: «Significherebbe – ha spiegato – meno aiuti alle grandi aziende delle aree meglio localizzate e maggiore sostegno alle zone svantaggiate».
Attraverso lo strumento dei contributi combinati, collegati anche all’innovazione e alla diversificazione dell’attività dell’impresa agricola, secondo l’esponente della Provincia di Bolzano – si potranno fronteggiare i problemi principali delle aree montane, quelli della salvaguardia della zootecnica e della produzione di latte. «I funzionari dell’Unione europea – ha aggiunto – hanno concordato anche sull’esigenza di potenziare la consulenza, ravvisando tra l’altro nei sistemi privati accreditati, sull’esempio del Beratungsring per la frutticoltura e la viticoltura in Alto Adige, un modello positivo applicabile in altri settori agricoli».
Il pacchetto di proposte messo a punto dalle regioni montane dei tre paesi, dopo la prima illustrazione a Bruxelles, verrà limato e precisato, per essere poi consegnato al commissario.


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