NUOVA PAC 2014-2020: Due opzioni per i pagamenti diretti

Aiuti a livello nazionale o regionale? Gli Stati decideranno. Cosa cambia
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La nuova Pac 2014-2020 porterà un grande cambiamento nei pagamenti diretti. Le proposte legislative del 12 ottobre 2011 vanno in una triplice direzione: ridistribuzione, ridefinizione e sostegno più mirato.

La ridefinizione e il sostegno più mirato significano una nuova modalità di erogazione del sostegno, che sarà basata su sei tipologie di pagamenti diretti:

1) pagamento di base (obbligatorio);

2) pagamento ecologico o greening (obbligatorio);

3) pagamento alle aree svantaggiate (facoltativo);

4) pagamento ai giovani agricoltori (obbligatorio);

5) pagamento ai piccoli agricoltori (obbligatorio);

6) pagamento accoppiato per settori strategici (facoltativo).

La ridistribuzione è il punto più delicato del futuro dei pagamenti diretti. Il riferimento storico dei pagamenti diretti sarà abbandonato, infatti gli attuali titoli della Pac scadono il 31 dicembre 2013. Gli Stati membri potranno prevedere un periodo transitorio di cinque anni (dal 2014-2018) per passare dal vecchio al nuovo regime. Tuttavia la ridistribuzione produrrà effetti considerevoli già dal 2014.

Entro il 1° gennaio 2019, gli Stati membri sono obbligati a uniformare il sostegno con il passaggio a titoli omogenei tra tutti gli agricoltori, a livello nazionale o regionale.

La scelta di effettuare una ridistribuzione nazionale o regionale dovrà essere adottata entro il 1° agosto 2013, ma fin da ora si preannuncia molto dibattuta e contrastata.

 

AIUTI ATTUALI REGIONALI: NOTEVOLI DIFFERENZE

L’obbligo della ridistribuzione è molto rilevante in Italia, data la grande differenziazione delle diverse realtà produttive e, con essa, del valore dei titoli storici posseduti dai nostri agricoltori.

L’attuale distribuzione del sostegno della Pac tra le regioni italiane è molto differenziata, perché deriva da riferimenti storici che premiavano alcuni settori rispetto ad altri.

La media nazionale dei pagamenti diretti, calcolata al 2013 quando il disaccoppiamento sarà completato, è di 320 €/ha. Tale media è stata calcolata in base alla Sau (superficie agricola utilizzata) del Censimento dell’Agricoltura del 2010, che coincide con l’attuale superficie ammissibile all’abbinamento dei titoli.

La distribuzione regionale dei pagamenti diretti mostra differenze notevoli: la Calabria, la Lombardia e il Veneto hanno una media per ettaro dei titoli superiore a 500 €/ha (tab. 1, fig. 1). All’opposto, la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige, la Sardegna e l’Abruzzo presentano una media inferiore a 200 €/ha.

 

MASSIMALI NAZIONALI O REGIONALI?

Gli Stati membri possono applicare alcuni pagamenti diretti a livello nazionale o regionale. Precisamente due pagamenti diretti possono essere applicati a livello nazionale o regionale: il pagamento di base e il pagamento ecologico.

Nel caso in cui i pagamenti sono assegnati a livello regionale, gli Stati membri suddividono il massimale nazionale tra le regioni nel rispetto di criteri obiettivi e non discriminatori, tenendo conto della loro struttura amministrativa o istituzionale e del potenziale agricolo regionale. In altre parole, il massimale può essere suddiviso anche tra le regioni amministrative. Inoltre, gli Stati membri possono decidere che i massimali regionali siano modificati in tappe progressive annuali.

Al fine di valutare gli effetti della distribuzione nazionale o regionale, occorre fare un’ipotesi di suddivisione del massimale nazionale tra le varie componenti dei pagamenti diretti.

Il pagamento ecologico ha una percentuale fissa del 30%, prevista a livello comunitario. Le altre componenti dipendono dalle scelte che lo Stato membro effettuerà entro il 1° agosto 2013. Si può ipotizzare che l’Italia preveda il 10% del massimale nazionale per il pagamento accoppiato, il 2% per i giovani agricoltori, lo 0% per le aree svantaggiate e il 58% per il pagamento di base.

Partendo da questa ipotesi, si può operare la ripartizione delle risorse finanziarie nazionali al 2019 (anno a regime) tra le componenti dei pagamenti diretti (tab. 2, fig. 2).

 

DUE DIVERSI IMPATTI

Una distribuzione del sostegno a livello nazionale porterebbe all’uniformazione dei titoli a livello nazionale (tab. 4), con una forte ridistribuzione (fig. 4) dalle regioni con pagamenti diretti per ettaro più elevati (Lombardia, Veneto, Puglia, Calabria) a regioni con pagamenti diretti più bassi della media nazionale (Sardegna, Toscana, Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Basilicata).

Invece, la distribuzione del sostegno a livello regionale (tab. 3) manterrebbe l’invarianza del sostegno per regioni omogenee, che potrebbero essere anche le regioni amministrative. Questa scelta, pur conservando le risorse della Pac a livello regionale, implica comunque l’uniformazione dei pagamenti diretti tra gli agricoltori della stessa regione.

La scelta tra il massimale regionale o nazionale sarà difficile perché le due opzioni presentano vantaggi e svantaggi speculari.

Una distribuzione del sostegno a livello nazionale significherebbe una forte ridistribuzione tra regioni del pagamento medio per ettaro. D’altra parte, la scelta per massimali regionali, con pagamenti uniformi tra agricoltori della stessa regione, cristallizzerebbe differenze territoriali consistenti e poco giustificabili rispetto al nuovo assetto dei pagamenti diretti, creando un grosso squilibrio tra agricoltori simili in regioni diverse.

 

LA RIDISTRIBUZIONE: CHI GUADAGNA E CHI PERDE?

Se facciamo una simulazione, partendo dall’attuale plafond dell’Italia, e operiamo una ridistribuzione a livello nazionale, i pagamenti diretti medi sono pari a circa 300 €/ha (tab. 4).

A livello regionale, i risultati della simulazione mostrano un forte impatto per alcune regioni (tab. 4, fig. 4).

I territori che subirebbero una maggiore decurtazione dei pagamenti diretti, in termini assoluti, sono la Lombardia (-205 milioni di euro), il Veneto (-139 milioni di euro), la Puglia (-127 milioni di euro) e la Calabria (–105 milioni di euro).

Viceversa, le regioni premiate dalla ridistribuzione nazionale sono la Sardegna (+192 milioni di euro), il Trentino-Alto Adige (+91 milioni di euro), la Sicilia (+85 milioni di euro), la Toscana (+70 milioni di euro) e l’Abruzzo (+69 milioni di euro).

In termini relativi, che è il valore più importante, i risultati sono diversi: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Sardegna sarebbero le più avvantaggiate.

 

UNA SCELTA DIFFICILE

Prendendo spunto da questi dati, si possono ipotizzare le possibili posizioni negoziali delle singole regioni, considerando l’interesse a sostenere il criterio che più si addice alla propria agricoltura.

Partendo dalla considerazione che la distribuzione è un fatto acquisito, la prima decisione da prendere riguarda il livello territoriale a cui applicare l’uniformazione dei pagamenti diretti: Italia, regione, provincia, circoscrizione, zona altimetrica.

Le regioni oggi più premiate dalla Pac, chiaramente, preferiscono una distribuzione a livello territoriale più piccolo: regione o provincia.

Il dibattito su questo punto sarà molto acceso. Qualsiasi scelta comporta un vantaggio o uno svantaggio; tenendo conto che questa decisione implica l’intesa della Conferenza Stato-Regioni, gli assessori regionali avranno difficoltà ad accordare ipotesi che penalizzano la loro regione.

La proposta di regolamento offre molteplici opportunità per una distribuzione diversificata sia a livello territoriale (Italia, regione, provincia, circoscrizione, zona altimetrica) sia a livello temporale (variazioni progressive). La decisione nazionale dovrà essere adottata entro il 1° agosto 2013 e dovrà conciliare le diverse esigenze delle agricolture regionali.


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