NITRATI. Corsa a ostacoli per ottenere la deroga

Dossier Trattamento e spandimento reflui
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Percorso a ostacoli per la richiesta italiana di una deroga ai vincoli imposti dalla direttiva Ue sui nitrati: l’innalzamento da 170 chili a 250 chili del quantitativo massimo di azoto di origine zootecnica che è possibile distribuire in un anno su un ettaro di terreno nelle zone vulnerabili potrebbe incontrare le resistenze di alcuni paesi europei.

Alla riunione del Comitato nitrati del 4 maggio scorso a Bruxelles, le 5 regioni del bacino padano friulano (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) hanno continuato a rispondere ai quesiti posti dai 27 membri di questo organo consultivo che a settembre dovrà votare sulla proposta italiana. Nel prossimo incontro, in programma per settembre, il comitato nitrati dovrà votare sulla proposta italiana. La decisione finale della Commissione europea è attesa verso fine ottobre o metà novembre di quest’anno.

Esclusi solo gli avicoli
«Stiamo andando avanti , ma ci sono posizioni ostili di alcun paesi europei – spiega Giuseppe Bonazzi, del Crpa (Centro di ricerche produzioni animali) di Reggio Emilia e responsabile dell’elaborazione  del dossier scientifico di supporto alla richiesta di deroga su incarico delle Regioni e del ministero delle Politiche agricole, forestali e alimentari – ad esempio da parte della Francia e dei paesi del Nord Europa. Non sarà una passeggiata, ma contiamo in questi mesi di fare opera di convincimento e metterci al riparo da eventuali imboscate. Tra l’altro, la deroga che Bruxelles ha concesso a Danimarca, Olanda e Germania riguarda solo i bovini e i prati permanenti come tipologia colturale. L’Italia l’ha chiesta invece per i bovini e per i suini, lasciando fuori solo gli avicoli e non solo per prati permanenti, ma anche per mais, frumento e orzo».

Le Deroghe alla Direttiva Nitrati(clicca per ingrandire)

La proposta italiana stabilisce infatti che almeno il 70 % della superficie debba essere destinata ad almeno una delle seguenti tipologie colturali: mais a maturazione tardiva; mais più erbaio autunno-vernino, destinato ad essere asportato; cereale autunno-vernino più coltura estiva da asportare; prati permanenti o avvicendati (con meno del 50% di leguminose); altre colture ad elevato assorbimento di azoto e cicli ripetuti nell’anno. La deroga è stata finora riconosciuta a Danimarca, Olanda, Germania, Austria, Irlanda, Fiandre (Belgio) e Vallonia (Belgio). Il 5 febbraio scorso è stata inoltre prorogata fino al 31 dicembre 2013 la deroga già concessa all’Olanda dal 2006 al 2009.

Approvato il Piano strategico nazionale
È stato intanto approvato dalla Conferenza Stato Regioni del 29 aprile scorso il Piano strategico nazionale sui nitrati, un documento di programma realizzato congiuntamente dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, Regioni e ministero dell’Ambiente con l’obiettivo di agevolare il rispetto degli adempimenti stabiliti dalla direttiva e sostenere la competitività delle aziende agricole.

Il piano si propone di indicare anche possibili soluzioni migliorative del contesto normativo e di tracciare possibili linee di intervento per mitigare gli effetti legati al rispetto di questi vincoli, in primo luogo quello dei 170 chili per ettaro l’anno di azoto di origine zootecnica da distribuire nel terreno nelle zone vulnerabili.

Questo vincolo, come si legge nel documento, comporta modifiche di gestione, organizzative e strutturali costose per le imprese, anche se l’impatto è nettamente diversificato rispetto alle tipologie di aziende coinvolte nelle zone vulnerabili: in certe aree è disponibile del terreno per gli spandimenti, mentre nelle aree a forte specializzazione zootecnica resta difficile reperire nuove superfici agronomiche per gli spandimenti dei reflui.

Il rispetto delle norme determinerà un incremento dei costi di produzione distribuito in modo disomogeneo tra aziende zootecniche che producono effluenti qualitativamente diversi, in zone di produzione differenti.

Sette obiettivi da raggiungere

Il piano stabilisce sette diversi obiettivi a livello nazionale: la richiesta di una deroga in sede comunitaria, un aggiornamento, razionalizzazione e semplificazione degli aspetti normativi; uno studio sulle dinamiche legate all’inquinamento da nitrati e sulle fonti agricole ed extra-agricole per un aggiornamento della normativa comunitaria; il coordinamento e miglioramento degli strumenti di programmazione esistenti e delle relative risorse; l’utilizzo della programmazione negoziata per soluzioni che coinvolgano i soggetti dei territori interessati; la creazione di un mercato degli effluenti zootecnici e suoi derivati e infine la realizzazione di un network permanente sul tema nitrati nell’ambito della rete rurale nazionale.

Gran parte di queste attività sono già in corso, come la richiesta di una deroga da parte dell’Italia o l’aggiornamento del decreto sull’utilizzazione agronomica sugli effluenti del 7 aprile 2006 che dovrebbe definire anche il ruolo del digestato, ossia, il prodotto in uscita dall’impianto di biogas alimentato con reflui zootecnici, con l’obiettivo di utilizzarlo come fertilizzante.
 


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