Milleproroghe: Multe latte, slittano 7 milioni di rate

Via libera del Senato al provvedimento che ha rinviato al 30 giugno il pagamento delle eccedenze
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Alla fine le multe latte, nel maxi-emendamento del Governo al decreto milleproroghe, hanno finito per monopolizzare l’attenzione (e le casse) del pacchetto agricolo. Nell’Aula del Senato il provvedimento ha imbarcato infatti solo l’annunciata proroga di sei mesi – dal 31 dicembre al 30 giugno 2011 – del termine per pagare le rate di multe maturate a partire dal 1996 a seguito di surplus produttivi oltre le quote.
Un intervento che, contrariamente alle indicazioni circolate fino alla vigilia del voto, in compenso non costerà più all’Erario 30, ma 5 milioni di euro.
«Un provvedimento utile agli allevatori in un momento di crisi del settore lattiero-caseario», ha commentato Gianpaolo Vallardi, capogruppo in commissione Agricoltura al Senato della Lega Nord, unico partito a sostenere la «causa» di una minoranza.
La proroga interessa nel complesso 11.558 produttori: 232, in particolare, che hanno aderito al piano di rateizzazione previsto dalla legge 33/2009 (rate fino a 30 anni, con interessi variabili), per un importo totale di quasi 66 milioni di euro. Un piano introdotto per incentivare i produttori con problemi di eccedenze a mettersi in regola. I quali nel frattempo hanno già avuto in assegnazione 7,5 milioni di quintali di quote aggiuntive, ottenute dall’ex ministro Luca Zaia a fine 2008 nell’ambito dell’Health Check della Pac. Per questi 232 produttori si tratterebbe della prima rata (da 3,4 milioni) per saldare i conti con il passato, ma anche del secondo rinvio semestrale.
E poi ci sono 11.326 allevatori (in base agli ultimi dati disponibili a metà febbraio) che hanno aderito al piano di rateizzazione definito dalla legge 119/2003 (con rate diluite in 14 anni, senza interessi), per un importo di circa 191 milioni. In questo caso, il rinvio è riferito al pagamento della settima rata annuale, che vale 24 milioni.
Il differimento dei termini di pagamento, per le rate in scadenza previste dai due piani di rateizzazione, riguarderebbe in sostanza un importo di circa 27,4 milioni. Ma tenuto conto che la scadenza slittata è già trascorsa, nel frattempo agli allevatori debitori sono stati anche trattenuti automaticamente alla fonte aiuti Pac per circa 20 milioni. E quindi, l’importo per il quale viene prorogato il termine per pagare si riduce di fatto a 7,4 milioni.
Il via libera alla proroga ha scatenato un coro di critiche. Confagricoltura ha parlato di «slittamento iniquo », la Coldiretti di «proroga ingiustificata», la Cia di «arroganza di una maggioranza che calpesta la legalità ». E Fedagri-Confcooperative ha denunciato la penalizzazione dei produttori in regola.
Più articolato il commento della Copagri, secondo la quale «le proroghe non risolvono il problema». Tuttavia, il presidente Franco Verrascina ha fatto sapere che «per mettere fine a questa annosa questione siamo pronti ad avanzare una proposta in cinque punti che prevede: un piano di personalizzazione dell’importo della rata calibrato sulle reali capacità finanziarie delle aziende; la ridiscussione del tasso d’interesse, attualmente troppo oneroso; la ridiscussione del piano di ammortamento della rateizzazione; il trasferimento ad Agea di tutte le somme trattenute dai primi acquirenti fino al 2008-2009, al fine di utilizzarle per il pagamento delle rate».


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