Milleproroghe: Il pacchetto agricolo resta «appeso»

Inammissibili gli emendamenti approvati dalla commissione Agricoltura su gasolio, zucchero e Apa
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Dopo il rituale dentro/fuori, alla fine il «pacchetto agricolo » è stato escluso dal Milleproroghe. Sono stati bocciati infatti gli interventi su gasolio, zucchero e Apa. La contestata proroga delle rate delle multe latte invece è arrivata (quasi) a fine percorso (si veda altro servizio in pagina). Nonostante il via libera della commissione Agricoltura, le commissioni Bilancio e Affari costituzionali hanno dichiarato inammissibili la tassa agevolata sul gasolio utilizzato nelle serre, i 60 milioni per il settore bieticolo saccarifero e i circa 80 milioni di fondi per le Apa, le associazioni degli allevatori impegnate in particolar modo nella tenuta dei libri genealogici.
E così ancora una volta si ripete un copione già scritto con il Milleproroghe dello scorso anno, con la manovra estiva e con la legge di stabilità. Quest’ultima ha portato a casa due risultati importanti: la stabilizzazioni delle aliquote contributive super scontate nelle aree montane e svantaggiate e delle agevolazioni sugli acquisti dei terreni con lo strumento della piccola proprietà contadina.
Ora il «milleproroghe» sembrava il treno giusto per agganciare le nuove misure agricole, ma dopo la schiarita è arrivata, puntuale, la doccia fredda.
In particolare per il gasolio si tratterebbe di risarcire i produttori in serra che da circa due anni non beneficiano più dell’accisa zero a seguito di un’apertura di infrazione dell’Unione europea. L’ipotesi che circola ormai da quasi due anni è di prevedere una tassa di 21 euro ogni mille litri subordinata all’impegno dei produttori a ridurre l’impiego di carburante. Una misura che non troverebbe neppure l’opposizione di Bruxelles che l’ha già autorizzata in altri paesi.
Per quanto riguarda lo zucchero all’appello mancano circa 64 milioni degli iniziali 86 richiesti, mentre 21 milioni sono stati già sbloccati da Agea. E infine i fondi delle Apa, senza rifinanziamenti le associazioni sono in crisi.
La decisione del Senato ha fatto esplodere la protesta delle organizzazioni agricole e sindacali.
«La misura è ormai colma – ha tuonato Giuseppe Politi, presidente della Cia – così si distrugge l’agricoltura. Migliaia di imprese sono a serio rischio chiusura. Il ministro Galan deve intervenire immediatamente e fare in modo che anche per gli agricoltori arrivino concrete risposte. Se ancora una volta i problemi del settore verranno completamente ignorati, scenderemo in piazza. Svilupperemo una forte mobilitazione sull’intero territorio nazionale. Faremo sentire la voce della protesta in modo fermo e determinato». Politi afferma anche che per mesi ha tenuto banco l’etichetta, «Il governo si è impegnato con molta energia, cosa che non è stata fatta per gli altri gravi “mali” che condizionano pesantemente le imprese agricole del nostro paese».
La Confagricoltura parla di «episodio estremamente grave, al quale si dovrà assolutamente porre rimedio se non si vuole dichiaratamente cancellare dal panorama dell’economia italiana un settore già duramente provato dalla crisi ed escluso dalla concessione di incentivi fiscali, come quelli attribuiti all’industria e al commercio».
Stefano Mantegazza, segretario generale della Uila, lancia invece un Sos per le Apa «tremila dipendenti delle associazioni provinciali degli allevatori stanno vivendo con il fiato sospeso, perché vedono messo a rischio il proprio posto di lavoro».
«Senza i controlli sul miglioramento genetico – aggiunge– è difficile immaginare un percorso di qualità per le produzioni del settore». La Coldiretti da parte sua giudica positivo «il nulla osta alla riformulazione dell’emendamento sulle Apa. Peraltro l’annuncio del presidente della commissione Agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Buora, di voler ripresentare in aula al Senato gli emendamenti di interesse agricolo, secondo l’associazione «è un importante segnale di attenzione al settore».
Intanto il ministro Galan sostiene che «il Milleproroghe non è lo strumento giusto » per risolvere le emergenze dell’agricoltura. Secondo il ministro, infatti, l’agricoltura negli ultimi mesi ha ottenuto tutto quello che chiedeva, salvo alcune cose. Inoltre Galan ha spiegato che il settore non ha bisogno di contributi a pioggia, la grande opportunità si chiama Pac.

 

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