Manovra: Fotovoltaico e filiere, si volta pagina

Nel decreto sulle liberalizzazioni รจ spuntato un pacchetto di misure per lo sviluppo agricolo
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Nel decreto legge sulle liberalizzazioni è spuntato un pacchetto agricolo. Fotovoltaico, filiere e dismissione dei terreni i principali capitoli dedicati all’agricoltura.
Sul fotovoltaico il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha mantenuto l’impegno assunto a fine dicembre. E cioè mettere dei paletti alla proliferazione dei pannelli solari sui terreni agricoli, dichiarando lo stop agli incentivi. Al fotovoltaico con i decreti di marzo che rendevano operative le norme comunitarie erano stati già imposti vincoli più stretti. Ora chi realizzerà pannelli solari a terra non otterrà neppure un euro di incentivo. I contributi restano per gli impianti sui tetti di stalle e serre a sancire così lo stretto vincolo con l’attività agricola. E per tutte le domande arrivate prima dell’entrata in vigore del provvedimento approvato dal governo venerdì 20 gennaio l’incentivo potrà essere incassato solo per i progetti che saranno realizzati entro un anno.
Rimodulata anche la dismissione dei terreni pubblici. Si tratta di un intervento già introdotto nella manovra d’estate e riconfermato nel «Salva-Italia». Ma Catania ha voluto «ritoccarlo» per garantire all’operazione-vendita la massima trasparenza.
Ogni anno entro il 30 giugno il Mipaaf d’intesa con l’Economia dà il via alla vendita con un decreto nel quale vengono individuati i terreni a vocazione agricola non utilizzati, sulla base dei dati forniti dal Demanio e su segnalazione dei soggetti interessati all’acquisto.
Prevista la trattativa privata per aree del valore inferiore a 100mila euro e asta pubblica per importi superiori a quella cifra (400mila nel precedente decreto). Viene confermato il diritto di prelazione per i giovani agricoltori. I terreni possono ottenere la destinazione urbanistica, diversa da quella agricola, prima di venti anni (era 5 nella precedente versione).
E nel decreto trovano spazio anche le regole per offrire garanzie agli agricoltori sulla commercializzazione dei prodotti. I contratti, con la sola eccezione di quelli conclusi col consumatore devono essere in forma scritta e devono indicare caratteristiche del prodotto, prezzo, tempi di pagamento. Per le merci deteriorabili il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dalla consegna o dal ritiro. Termine allungato a 60 giorni per le altri merci.
E per il mancato rispetto delle condizioni sono previste anche sanzioni. A vigilare è chiamata l’Autorità garante per la concorrenza.
Il decreto rimette in moto anche i contratti di filiera ai quali saranno dirottati il rientro di capitali e interessi dei mutui erogati per conto del Mipaaf da Isa per un importo di 5 milioni all’anno per tre anni.
Soddisfatti i produttori ortofrutticoli. Secondo il presidente di Unaproa, Ambrogio De Ponti, «Le disposizioni ci consentono di immaginare rapporti più equi all’interno della filiera». Alla vigilia del varo del pacchetto era esplosa la protesta delle organizzazioni per il «rigetto» da parte del governo di un emendamento al milleproroghe che prevedeva un trattamento differenziato della tassazione sui terreni e la proroga dell’accatastamento degli immobili rurali. Un intervento definito «sacrosanto» dallo stesso ministro delle Politiche agricole che aveva parlato di «un problema di non coordinamento degli uffici ministeriali».
Per la Coldiretti si tratta di una provocazione nei confronti del mondo agricolo: «Un provvedimento – ha precisato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – che a costo zero per lo Stato riportava equità in una norma nata male e che aveva già avuto il via libera del Parlamento e dei ministeri dell’Economia e delle Politiche agricole».
E rincara la dose il presidente della Cia Giuseppe Politi: «Non possiamo accettare ulteriori discriminazioni. Gli agricoltori sono assillati dai costi e tantissime imprese rischiano di andare fuori mercato. Vanno risolti i problemi della tassazione sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli e del caro-gasolio».
Lancia l’allarme anche il presidente della Confagricoltura: «Il carico fiscale, insopportabile, sui fabbricati rurali, è rimasto invariato e continuano a non arrivare le misure per lo sviluppo dell’agricoltura. Non intendiamo morire senza difenderci».
Sul piede di guerra anche Fedagri-Confcooperative. «Con il ritiro dell’emendamento al decreto Milleproroghe che avrebbe ridotto l’impatto già pesante dell’introduzione dell’Imu sull’agricoltura – ha dichiarato il presidente Maurizio Gardini, anche a nome di tutte le organizzazioni cooperative – il nostro paese dimostra ancora una volta di non avere alcuna attenzione verso il comparto agricolo».


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