Maltempo, si moltiplicano i danni

Secondo le organizzazioni agricole la bolletta è salita a 500 milioni
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Sale il conto dei danni legato all’ondata di gelo polare che ha attraversato l’Italia: secondo le prime stime delle organizzazioni agricole la bolletta ha già superato i 500 milioni di euro. Un terzo delle coltivazioni di ortaggi (cavolfiori, radicchio, carciofi, indivia, cicoria) è stato completamente distrutto mentre il 15% delle aziende agricole ha subìto danneggiamenti alle strutture e ai macchinari.
Neve e ghiaccio, inoltre, hanno penalizzato i trasporti. Secondo la Confederazione italiana agricoltori-Cia «centomila tonnellate di frutta, verdura e carne, oltre a 70mila litri di latte, sono bloccati nelle aziende agricole a causa della paralisi del traffico».
Il maltempo, dunque, non ha risparmiato nessuno, neanche il bestiame tanto che la Coldiretti stima la morte di circa 10mila animali. Non solo quelli che vivono nei boschi ma anche quelli in cattività rimasti uccisi dal crollo delle stalle. Una strage quindi di mucche, pecore, cavalli, conigli e polli che potrebbe non essere finita qui: «il maltempo mette a rischio almeno un milione di animali allevati che rischiano di rimanere senza cibo per le difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi sulle strade. La neve sta ostacolando le operazioni di soccorso degli animali rimasti privi di ricovero, ma anche le consegne dei mangimi necessari per l’alimentazione».
Confagricoltura fa anche altri conti: quelli sui rincari che hanno coinvolto i prezzi di frutta e verdura sui banchi dei mercati e sugli scaffali della grande distribuzione. «È il copione di un film già visto troppe volte – dicono al Centro studi di Confagricoltura –. Il gelo ha colpito alcune produzioni come indivia, radicchio e cavolfiori, con una conseguente diminuzione dell’offerta. Ma i rincari al consumo non riguardano gli incassi delle aziende agricole. In altre parole, i prezzi di frutta e verdura, nei casi in cui sono aumentati per i consumatori, hanno determinato per gli agricoltori variazioni in positivo assolutamente marginali e solo per i prodotti colpiti da forti cali produttivi, mentre per la frutta le variazioni sono praticamente nulle».
Insomma, una situazione d’emergenza per la quale gli agricoltori chiedono provvedimento eccezionali. «I danni – rileva la Cia – sono ingenti. Per questo motivo è necessario che le autorità competenti si muovano al più presto nel dichiarare lo stato di calamità naturale. Il tutto per intervenire concretamente e in tempi rapidi a sostegno degli agricoltori, molti dei quali hanno perso gran parete del loro lavoro.
Allo stesso tempo è indispensabile il rinvio di tutti i pagamenti dai mutui al fisco e alla previdenza, per le aziende situate nelle zone agricole devastate dal maltempo».


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