Maltempo, danni per 100 milioni

Cresce il ricorso al riscaldamento nelle serre e nelle stalle
AS_12_6_maltempo.jpg

Il maltempo ha messo in ginocchio l’agroalimentare italiano. I danni sono gravissimi: 100 milioni di euro secondo le stime delle organizzazioni agricole. Neve e ghiaccio stanno praticamente paralizzando il trasporto di latte, frutta, ortaggi e carne. «L’agricoltura – sottolinea la Cia – è stravolta.
L’ondata di freddo ha devastato i campi coltivati, soprattutto ortaggi, distrutto serre e strutture aziendali. Centinaia le imprese agricole ancora isolate e in molte zone di campagna manca l’energia elettrica». A forte rischio, inoltre, ci sono numerosissimi allevamenti bovini, suini, ovini e avicoli: a causa dell’impercorribilità delle strade rurali è, infatti, impossibile l’approvvigionamento di mangime e foraggio. «In questo modo – avverte la Cia – oltre alla perdita di interi raccolti orticoli in campo aperto, sono andate distrutte tonnellate di prodotti deperibili che non è stato possibile trasportare.
Tante le piante da frutta, ma anche olivi e viti, che hanno ceduto per il peso della neve.
Non solo. La mancanza di energia elettrica ha spento le celle frigorifere delle aziende agricole, dove vengono conservati gli alimenti deperibili, e ha bloccato, addirittura, la mungitura degli animali e i meccanismi di funzionamento per distribuire il mangime nelle stalle».
La Cia, che chiede di proclamare «subito lo stato di emergenza per le aree colpite » ha promosso sul territorio centri per assistere gli agricoltori in difficoltà, avviando un immediato monitoraggio necessario per le procedure dello stato di calamità.
E la situazione, secondo un monitoraggio della Coldiretti, rischia di peggiorare nei prossimi giorni «per il permanere delle basse temperature. In pericolo ci sono cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli, ma se la temperatura dovesse rimanere a lungo sotto i 10 gradi a soffrire sarebbero anche le piante di olivo e la vite, come è accaduto con il grande freddo del 1985». Intanto, secondo Coldiretti, è impossibile procedere alla raccolta nei campi.
Una situazione che, abbinata, al caos dei trasporti, ha reso impossibile la distribuzione dei prodotti alimentari, anche quelli già raccolti come mele e pere. «I mercati generali sono bloccati o lavorano a rilento mentre in molti casi si segnalano – sottolinea la Coldiretti – nei piccoli e grandi centri corse all’accaparramento di prodotti alimentari da parte dei cittadini che mandano in tilt le scorte disponibili. La situazione peggiore è per le produzioni importate dall’estero che devono affrontare lunghi viaggi sulle strade mentre i rifornimenti nei mercati rionali sono più garantiti».
Una situazione che rischia di avere pesanti riflessi anche sulla «bolletta» pagata dagli agricoltori. A sottolinearlo è Confagricoltura secondo cui il freddo costringe gli agricoltori a «ricorrere massicciamente al riscaldamento delle serre e delle stalle (per suini e avicoli), con gli impianti al massimo e costantemente accesi per evitare che gelino le tubature. Con il gasolio a costi record (l’aumento supera i 250 milioni di euro annuali) è un ulteriore salasso per le imprese agricole; e ora i conti in rosso rischiano di aggravarsi ulteriormente». Insomma, l’agricoltura è costretta a fare i conti con un’altra crisi, dopo quella dei Tir, che, per Confagricoltura, «non ci voleva proprio».


Pubblica un commento