L’OFFERTA POCO ELASTICA GONFIA I PREZZI

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I concimi combattono la crisi alimentare

Negli ultimi mesi la richiesta di cereali a livello mondiale è cresciuta in maniera esponenziale e ha fatto sì che le scorte strategiche dei paesi sviluppati, Usa ed Europa in testa, già ridotte ai minimi storici, si siano praticamente azzerate.
La spinta mondiale alla produzione di biomasse a fini energetici e per biocarburanti sottrae superfici alla produzione di colture alimentari; si stima infatti che, solo per l’Europa a 25, da qui al 2020, occorra che venga convertita a colture per le bioenergie almeno il 25% della superficie agricola (circa 104 milioni di ettari) per raggiungere il target del 20% di sostituzione del quantitativo totale dell’energia fossile immessa sul mercato che l’Uniene europea si è prefissata (fonte: Enea). Da questi e altri fattori, primo fra tutti l’aumento dei costi energetici, si è innescata una crescente domanda che ha fatto lievitare i prezzi internazionali dei cereali e di tutti i mezzi tecnici necessari per produrli: sementi, fertilizzanti, agrofarmaci e carburanti.
 

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Investire in agricoltura per sconfiggere la fame

I concimi hanno un ruolo determinante nella lotta all’emergenza alimentare mondiale

L’agricoltura è tornata prepotentemente sulle pagine dei giornali ed è tra le priorità iscritte nell’agenda dei lavori dei grandi summit mondiali che tentano di analizzare i fattori che sono intervenuti ad alterare il ciclo delle materie prime alimentari e individuare soluzioni e proposte. Gli aumenti di prezzi dei generi alimentari registrati nell’ultimo anno (+31% il mais, +74% il riso, +87% la soia e +130% il grano – periodo marzo 2007marzo 2008) hanno provocato importanti crisi nei Paesi in via di sviluppo, al punto che le Nazioni Unite hanno definito la situazione come uno tzunami silenzioso.
 

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La filiera produttiva non deve avere criticità

È fondamentale diffondere i risultati delle ricerche per evitare prese di posizione penalizzanti nei confronti dei concimi minerali

L’anno scorso, in questo stesso periodo, certe situazioni, interpretate come timidi segnali di ripresa, si sono poi rivelate decise spinte alla domanda di fertilizzanti, accompagnata da un’impennata dei prezzi senza precedenti. L’analisi del fenomeno ha evidenziato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che esso è stato innescato da una crescita esponenziale della domanda di derrate alimentari da parte di quelle popolazione che si stanno affacciando ad un nuovo livello di benessere dovuto allo sviluppo a due cifre del Pil che stanno vivendo.
 

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Non ci sono più i margini per fare magazzino ai clienti

Agricoltori, consorzi agrari e commercianti dovranno programmare per tempo acquisti e ritiri di fertilizzanti…

Dalla seconda metà del 2007 ad oggi ci sono stati tanti e tali cambiamenti che nemmeno negli ultimi 15 anni si erano verificati. Il 2007, fino alla prima metà circa, si può considerare lo spartiacque fra un modo di considerare la produzione e la vendita di fertilizzanti e un altro. Fra quanto era stato instaurato negli anni scorsi e quanto si dovrà mettere in atto nei prossimi mesi e forse anni. Si è passati da una fase di tranquillità relativa sul piano della disponibilità di materie prime, loro quotazioni, prospettive commerciali, impostazioni finanziarie a una fase dove occorre una estrema e costante precisione e controllo di tutti i flussi generati dalle attività dei produttori di concimi. La disponibilità e i costi delle materie prime tendono a condizionare sempre di più la loro attività.
 

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I ritardi burocratici frenano l’innovazione

Proliferano le piccole aziende, ma c’è veramente spazio per tutti? Le situazioni da sbloccare

Consultando il Registro dei fabbricanti di fertilizzanti disponibile sul sito del Mipaaf ci si trova dinnanzi a quasi ottocento nomi di aziende che, nella maggioranza dei casi, si occupano di prodotti specialistici. Ma esiste veramente lo spazio per tutti i prodotti commercializzati da queste aziende? E di che qualità potranno essere? Quale contenuto di innovazione e di ricerca potranno avere?
 

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Concimi, un prezzo elevato spinto da una forte domanda

Servono nuovi impianti ma i tempi d’apertura sono lunghi: da 3 a 7 anni

Durante la Commissione delle Nazioni Unite (Onu) sullo sviluppo sostenibile che si è tenuta agli inizi di maggio, in tutti gli interventi dei rappresentanti dei vari Governi è stata citata la crisi alimentare che il mondo sta attualmente attraversando. In più il Segretario generale dell’Onu, Ban KiMoon, ha istituito una speciale taskforce e promosso una serie di meeting ad alto livello per affrontare la situazione durante un summit sulla sicurezza alimentare da tenersi a Roma dal 3 al 5 giugno presso la sede della Fao.
 

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Indagine Icqf 2007: migliora la qualità dei fertilizzanti

I risultati del campionamento dell’Istituto per il controllo della qualità

La situazione continua a migliorare (vedi grafico). I risultati dell’indagine dell’Icqf, l’Istituto per il controllo e la garanzia dei fertilizzanti parlano chiaro: sono pochi, ormai, i prodotti che risultano essere notevolmente fuori titolo.
 

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Direttiva nitrati, entro il 2008 è necessario essere in regola

Scattano gli obblighi per la comunicazione alle amministrazioni provinciali

Il 2008 rappresenta, per molte regioni d’Italia, l’anno della concreta applicazione della direttiva nitrati 91/696 Cee. Con tempistiche e modalità differenti, su gran parte del territorio italiano, le aziende agricole implicate nella produzione o nell’utilizzazione degli effluenti di allevamento, stanno adempiendo agli obblighi derivanti dal Dm 7 aprile 2006 che riguardano aspetti burocratici, amministrativi, comportamentali e strutturali. In questi ultimi mesi, tra gli agricoltori e gli allevatori, sono divenuti di uso comune i termini “atto di assenso”, Pua, comunicazione completa, zona vulnerabile, e ciò ha contribuito a sminuire quel terrore iniziale che accompagnava la fama della direttiva nitrati.
 

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Semina dei cereali, concimi con quotazioni a “tre zeri”

In un anno raddoppia l’ammoniaca, lo zolfo cresce di sette volte e le fosforiti del 250%

Due mesi fa, in questa rubrica, abbiamo segnalato l’importanza dei concimi di origine mineraria. Oggi ci sembra opportuno evidenziare che buona parte delle materie prime, indispensabili per le produzioni, hanno subito aumenti ancor più significativi. L’ammoniaca, principale fonte d’azoto, ha visto raddoppiare il prezzo a cavallo tra il 2007 ed il 2008. Le quotazioni dello zolfo sono cresciute di 7 volte in appena 12 mesi, in pratica da 100 a 700 $/t. Si tratta della principale materia prima per ottenere acido solforico, direttamente coinvolto per la produzione del perfosfato semplice e impiegato per ricavare l’acido fosforico.
 

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Fosforo e agricoltura biologica, ecco cosa guardare in etichetta

Interpretare le diciture per riconoscere le caratteristiche dei concimi

Torniamo a parlare di diciture ed etichettatura dei concimi dopo l’articolo pubblicato a pag. 22 di Fertilizzare Oggi n. 2 allegato al n. 16 di Terra e Vita. In quell’occasione abbiamo concentrato la nostra attenzione su due tipologie di concimi e ne descrivemmo l’etichetta per intero. Questa volta desideriamo portare all’attenzione dell’utilizzatore finale due “parti” di etichetta la cui interpretazione ha risvolti di varia natura. Da un lato le solubilità del fosforo dalla cui lettura si possono trarre utili indicazioni di carattere agronomico; dall’altro le tematiche, legate ai fertilizzanti consentiti in agricoltura biologica, che si riflettono su aspetti commerciali e di certificazione.
 

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Potassio, subito dopo l’azoto è l’elemento più gettonato

Nel suo assorbimento le radici entrano in competizione con le argille del suolo

Il potassio (K) è, dopo l’azoto, l’elemento nutritivo maggiormente richiesto dalle piante ed è quello più abbondante nei succhi cellulari. Il K è caratterizzato da un’elevata mobilità all’interno della pianta dove viene rapidamente trasferito da un comparto cellulare all’altro, da cellula a cellula, sia a breve che a lunga distanza.
 

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Il compost nel pescheto può dare ottimi risultati

Una ricerca di sei anni presso l’azienda sperimentale Marani di Ravenna

L’attività antropica è il principale fattore di degrado della sostanza organica (s.o.) dei suoli. In molte aree agricole la continua specializzazione aziendale, la chiusura della maggior parte degli allevamenti zootecnici e la conseguente difficoltà nel reperire letame di qualità hanno determinato, negli ultimi decenni, una progressiva depauperazione della s.o., che in certe aree ha raggiunto valori inferiori all’1,5%. In questa situazione rientrano anche i frutteti, per i quali, al fine di ripristinare adeguati livelli di s.o. nel suolo, si rende necessario considerare l’apporto di ammendanti, non solo all’impianto, ma anche in copertura.
 

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Melo Pink Lady, azioni mirate per una produzione di qualità

Apofruit Italia ha attivato da alcuni anni una task force sulla concimazione

La tecnica di fertilizzazione delle colture arboree da frutto è un importante strumento in grado di influenzare il comportamento vegetoproduttivo delle piante, la qualità dei frutti e la fertilità del terreno. I parametri da considerare per impostare un corretto programma di fertilizzazione delle colture frutticole sono numerosi e riguardano, essenzialmente, le conoscenze relative alle caratteristiche del suolo, le esigenze nutrizionali degli alberi, il tipo di gestione del frutteto (es. presenza dell’inerbimento e dell’irrigazione) nonché la densità di piantagione.
 

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Preparazione di una soluzione, ecco “le istruzioni per l’uso”

Bisogna fare attenzione ai precipitati insolubili e alle variazioni del pH

Gli impianti di microirrigazione hanno avuto in questi ultimi anni una notevole evoluzione e sviluppo e ciò ha portato ad una localizzazione dell’acqua più precisa e più efficiente. Il volume di terreno bagnato dal punto goccia, in cui si sviluppa l’apparato radicale, ha uno sviluppo in volume limitato e molto intensivo, pertanto la concimazione controllata e mirata è una necessità. L’incorporazione dei fertilizzanti nell’acqua e la loro somministrazione con l’impianto d’irrigazione, chiamata fertirrigazione, serve proprio a realizzare questo obiettivo.
 

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Spandiconcime molto più sicuri grazie alle verifiche dell’Enama

Le prove vengono effettuate presso la sede del costruttore in Italia e all’estero

La certificazione Enama riguarda anche le macchine spandiconcime per concimi solidi trainate e portate e prevede le verifiche di sicurezza (VS Enama) e quelle di prestazioni. Per le prime, che vengono svolte nell’ambito dell’accreditamento Sincert, l’Enama effettua le verifiche presso la sede del costruttore in Italia e all’estero e, nel caso di esito positivo delle stesse, provvede al rilascio della certificazione VS Enama dove con VS si intende “Verifica Sicurezza”.
 

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