L’esercito dei predatori per proteggere ortaggi e fiori nelle serre

INSETTI UTILI. Sono sempre piĆ¹ numerose le specie disponibili. Ecco una piccola guida
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I corretti piani di difesa passano necessariamente attraverso la sintesi di tecniche appartenenti a tre diverse categorie: lotta chimica, lotta biologica e microbiologica, lotta naturale. Ogni singolo problema fitoiatrico va, quindi, affrontato cercando la soluzione migliore tra le tecniche disponibili, ma sempre in una visione globale dell’agroecosistema, dove ogni intervento determina una risposta che ha aspetti positivi e negativi che possono aprire nuovi problemi: ogni singolo trattamento deve essere considerato e soppesato anche in relazione agli effetti che può determinare sulla globalità dell’agroecosistema. La difesa più razionale è quella che globalmente fornisce il maggior equilibrio e, dunque, tutti i mezzi che possono aumentare la risposta dell’ambiente sono da privilegiare.

Quando si parla di lotta biologica con insetti utili, i cosiddetti ausiliari, ci si riferisce convenzionalmente a macro organismi che comprendono acari ed insetti predatori, Imenotteri parassitoidi e nematodi entomopatogeni. Le numerose specie, entrate nell’uso comune negli ultimi 20 anni, soddisfano, come nessun altro metodo di controllo, i requisiti che sono alla base di qualsiasi definizione di lotta integrata (Integrated pest management Ipm).
Basti citare la specificità rispetto al target, la massima compatibilità ecologica ed ambientale, ed il totale rispetto della salute degli operatori e dei consumatori.

Le tecniche d’impiego hanno ormai assunto un ruolo ben consolidato.
Si tratta di un insieme di metodologie che offrono soluzioni a portata di mano e che trovano il loro utilizzo sì in contesti di agricoltura biologica, ma soprattutto nell’ambito di strategie di lotta integrata. Con riferimento a questo secondo punto va sottolineato che, negli anni, la migliore conoscenza delle tecniche e delle problematiche da parte di tutti gli operatori del settore consente oggi di operare su superfici maggiori, con un minore impiego di risorse umane specializzate.

Gli insetti ed acari utili oggi a disposizione degli agricoltori rappresentano senz’altro un sistema di facile applicazione, che può fornire dei risultati molto soddisfacenti; consideriamo in particolare le colture di serra con ciclo relativamente lungo come peperone, pomodoro e fragola. I maggiori vantaggi dell’uso degli organismi utili riguardano:

1 – facilità di applicazione e manipolazione del prodotto commerciale;
2 – tossicità zero per gli operatori e per i consumatori;
3 – effetto che si protrae nel medio e lungo periodo;
4 – potenziamento delle capacità di risposta dell’ambiente;
5 – nessun tempo di carenza da rispettare;
6 – nessun problema di fitotossicità;
7 – nessun rischio d’insorgenza di fenomeni di resistenza.

Gli organismi utili attualmente sono commercializzati secondo due modalità principali:

1 – le forme mobili (ad esempio gli adulti di Orius laevigatus) vengono accompagnate a materiale disperdente racchiuso in bottigliette di materiale plastico, che non temono gli urti;
2 – le forme immobili (ad esempio le pupe di Encarsia formosa), che, contenute in bottigliette o incollate su appositi cartellini, sfarfallano successivamente all’introduzione direttamente nell’ambiente in cui vengono immesse.

In ogni caso il materiale è facilmente maneggiabile ed altrettanto semplice è la distribuzione; nel primo caso si tratta di spargere il materiale disperdente sulla coltura, o in punti di lancio stabiliti mediante l’uso di appositi bicchierini, mentre i cartellini devono essere appesi alle piante in attesa che fuoriescano gli ausiliari. Sono numerose le specie di organismi utili impiegate nelle tecniche di lotta biologica, ma non tutte rivestono un’uguale importanza, anzi la maggior parte trova impiego solo in ben precisi e determinati periodi dell’anno e solo su colture specifiche.

Le specie di ausiliari più conosciute e commercializzate sono quelle deputate al contenimento dei fitofagi chiave delle orticole e floricole: tripidi, aleurodidi e ragnetto rosso. Eccone una sintetica descrizione.


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