Le quattro strade del risparmio energetico

Non consumo, maggior efficienza, riduzione degli scambi termici o recupero energia
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Parlare di risparmio energetico in ambito zootecnico non significa solo descrivere sistemi e attrezzature che consentono di ottenere tale obiettivo. È necessario anche cercare di dare una giusta collocazione all’argomento. Ciò in considerazione del fatto che, crisi o non crisi energetica, l’attivazione di comportamenti virtuosi rivolti ad un migliore utilizzo dei fattori produttivi coinvolti non può che risolversi positivamente anche dal punto di vista del risparmio energetico, soprattutto se accompagnati da innovazioni di tipo tecnologico e organizzativo. Tra le problematiche quotidiane dell’allevamento spiccano quelle di tipo ambientale, con diversi livelli di urgenza ed importanza a seconda del tipo di allevamento. E cosa c’entra l’energia con l’ambiente, si potrebbe obiettare. C’entra, eccome!
 

Rispetto dell’ambiente

Si consideri, ad esempio, la direttiva Ippc (Integrated Pollution Prevention Control) che ha, tra le finalità, la riduzione preventiva delle emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente (gas, polveri, rumori, ecc.). Per questa direttiva, in ambito agricolo, sono coinvolti da un punto di vista degli adempimenti tecnico-burocratici solo alcuni allevamenti di suini ed avicoli.

Nel settore zootecnico, e con riferimento ai sistemi di stabulazione e di gestione degli effluenti, sono state a tale proposito individuate una serie di “migliori tecniche disponibili” (Mtd, ne sanno qualcosa gli allevatori di suini e di avicoli) caratterizzate da livelli di “emissioni” giudicate accettabili per la salvaguardia dell’ambiente.

Tra i fattori da porre sotto controllo c’è anche il consumo di energia, dato che alcune soluzioni stabulative e trattamenti degli effluenti, essendo eccessivamente “energivore” (consumatrici di energia), non possono fregiarsi dell’attributo Mtd e quindi non possono essere più adottate. Trasferendo questa logica anche a quegli allevamenti non interessati dall’Ippc (ad esempio i bovini) avremo uno strumento in più per individuare quelle soluzioni progettuali, impiantistiche e gestionali che consentono, a parità di obiettivi conseguibili, di risparmiare energia e di contenere le emissioni.

E veniamo ora a descrivere le modalità attraverso le quali si può risparmiare energia in un allevamento. Da questo punto di vista, facendo riferimento ad un generico allevamento zootecnico, possiamo individuare le seguenti possibilità:

A) risparmio energetico come non consumo/minore consumo;
B) risparmio energetico come maggiore efficienza;
C) risparmio energetico come riduzione degli scambi termici;
D) risparmio energetico come recupero di energia.

Nella descrizione che segue faremo riferimento anche ad alcune soluzioni viste ad Eurotier 2008, una rassegna (tenutasi recentemente ad Hannover, in Germania) che per dimensioni e completezza di argomenti è un emblema, a livello europeo emondiale, dell’attuale stato dell’arte delle tecnologie di allevamento.

 
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