LE MIGLIORI VARIETÀ DI BIETOLA

Per le semine primaverili 2010
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La campagna bieticola appena trascorsa ha presentato un andamento meteorologico caratterizzato da abbondanti piogge, cadute durante e subito dopo l’emergenza della coltura, che hanno causato problemi di compattazione, crosta superficiale e ristagno idrico. E’ seguito un periodo siccitoso con forti venti che, in diverse zone, ha causato severi stress alla coltura. Tale condizione è perdurata per tutta la stagione estiva e non ha consentito il raggiungimento degli incrementi in peso attesi. Al fine di limitare al massimo i danni si è fatto ricorso all’irrigazione ottenendo risultati soddisfacenti. Infine, la cercospora è comparsa, con aggressività, tardivamente, ed ha avuto una progressione molto rapida su apparati fogliari comunque già debilitati da stress idrici e termici. Solo una prova in provincia di Venezia è stata abbandonata per eccessiva variabilità dei dati.

Le prove varietali realizzate nel 2009 sono:
• La Serie Base nella quale vengono confrontate varietà con buone performance da alcuni anni diffuse sul mercato;
• La Serie Catalogo, nella quale vengono confrontate varietà di recente introduzione;
• Le varietà tolleranti il nematode (Heterodera schachtii), valutate in terreni infestati e sani;
• Le varietà tolleranti la rizoctonia (Rizoctonia solani), fungo presente nel terreno che in determinati areali è causa di perdite produttive e qualitative.
 

LA SPERIMENTAZIONE

Le prove varietali 2009 sono state realizzate in 9 località, dislocate nei comprensori dei 3 stabilimenti operanti al nord. La tabella sotto riporta le principali caratteristiche dei terreni e le pratiche colturali effettuate.
 

Località delle prove varietali 2009


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Il disegno sperimentale adottato è stato il blocco randomizzato a 4 ripetizioni. La parcella elementare (superficie raccolta: m2 6,075) nei terreni esenti dal nematode è composta di 3 file, con interfila di m 0,45 e lunghezza di m 4,50. Nei terreni infestati da nematodi invece la prova è impostata su una parcella di 6 file lunghe m 4,50 e la superficie alla raccolta è sempre di 6,075 m2, ottenuta raccogliendo 3 file interne e limitando così eventuali interferenze delle tesi vicine (diverso portamento fogliare, diverso grado di tolleranza).
La distanza di semina in tutte le prove è stata di 15 cm.
La fertilizzazione è stata guidata dal software NIB in base a campionamenti autunnali mentre le irrigazioni dal software Acquafacile.
L’emergenza di campo, per entrambe le epoche di raccolta, è stata determinata conteggiando tutte le piante delle file destinate alla raccolta. Per ottenere il dato di emergenza, per ogni varietà delle Serie Base e Catalogo, sono state conteggiate mediamente 1.500 – 1.600 piante, rapportandole al numero di semi teorico deposto. Tali dati sono poi stati divisi in 3 classi di emergenza di campo (metodo Furthest Neighbor) definite rispettivamente sopra la media, in media, sotto la media.
La tolleranza alla cercospora è stata valutata in 2 località con apposite prove non protette contro il patogeno, nelle quali sonostati eseguiti 3 rilievi in tempi successivi per la determinazione dell’evoluzione dell’ area fogliare ammalata (A.F.A.). I risultati, confrontati con gli standard sensibili, sono poi stati trasformati in classi con la stessa metodologia usata per l’emergenza di campo.
La produzione lorda vendibile è stata calcolata adottando il solo prezzo bietole cosiddetto di parte industriale, pari a 26,29 €/t bietole a 16 °S che rappresenta circa il 70% del prezzo che verrà in realtà pagato alle bietole prodotte nel nord. Ciò per evitare differenze (per la verità minime) che potrebbero aversi tra diverse aree bieticole.
• I dati della serie Base e Catalogo sono stati visionati ed elaborati a cura del professor Rossi e dott.ssa Girometta (Comitato scientifico di Beta) che qui cogliamo l’occasione di ringraziare per la collaborazione.

I RISULTATI 2009

L’emergenza di campo, in tutte le serie sperimentali, è risultata generalmente buona con valori medi dell’ 84% nella Serie Base, dell’ 81% nella Serie Catalogo e dell’ 84% nella Serie Nematolleranti. I dati medi di ogni varietà, sia per l’emergenza che per la tolleranza alla cercospora sono stati divisi in 3 classi con analisi cluster e sono riportati in tabella 1.

TAB. 1 – Varietà delle Serie Base, Catalogo e Nematodi 2009


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LA SERIE BASE

In tabella 2 sono sintetizzati i risultati della Serie Base 2009. I valori sono espressi in percento sulle 3 varietà standard Dorotea, Leila e Rima e sono distinti nelle due epoche di raccolta: precoce (inizio agosto) e tardiva (fine settembre-inizio ottobre).

Le varietà consigliate della Serie Base per il 2010, riportate in tabella 3, sono state attenute elaborando dati relativi al triennio 2007-2009. Tutte le varietà che, nell’ambito della stessa epoca di raccolta, hanno raggiunto valori medi di produzione lorda vendibile (Plv) superiori agli standard, entrano a far parte delle liste di varietà consigliate per le semine 2010.

Complessivamente 17 sono le varietà entro le quali può orientarsi la scelta del bieticoltore per la semina. Tali varietà, è importante sottolinearlo, sono indicate per terreni esenti dal nematode, non essendovi tra di loro nessun materiale tollerante.

Le differenze produttive all’interno della lista sono del 9% in raccolta precoce e al 4% in tardiva, diventando più ampie se si considerano tutti i materiali provati in Serie Base.


TAB. 2 – Dati espressi % media standard rilevati in 3 località e ordinati per PLV decrescente


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VARIETÀ CONSIGLIATE PER LE SEMINE 2010

TAB. 3 – Comportamento produttivo delle varietà della Serie Base nel triennio 2007-2009 Dati espressi in % media standard e ordinati per PLV decrescente


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LA SERIE CATALOGO

I risultati produttivi della Serie Catalogo sono riportati nella tabella 4, dai quali emergono o si confermano alcune varietà di interesse, con buone caratteristiche nei parametri peso e polarizzazione quali Ariete, Massima (tollerante anche il nematode), Vincent, Elvis, Lennox, Diamenta, Radar, Ninfea, Montana e Fabrizia, alcune delle quali dotate anche di un discreto livello di tolleranza alla cercospora.


TAB. 4 – Dati espressi in % media standard rilevati in 3 località e ordinati per PLV decrescente


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LA SERIE NEMATOLLERANTI SU TERRENO INFESTATO

Le varietà tolleranti il nematode H. schachtii hanno raggiunto nel 2009 una diffusione del 25% sul totale seminato nei comprensori del nord Italia (grafico 1). In particolare negli ultimi anni tutti i principali centri di miglioramento genetico stanno lavorando molto su questa caratteristica, stimolati anche dal crescente interesse di francesi e tedeschi che, nel passato, non avevano dato il giusto peso a tale problematica, probabilmente per i minori danni che il parassita causa nelle loro aziende a parità di livello di infestazione del terreno.

In ogni caso, nel 2009 le nuove varietà proposte sono aumentate (ed è un fatto positivo) tanto che sono state predisposte due linee di confronto, su terreno infestato e su terreno sano. L’esigenza di valutare il loro comportamento anche su terreno sano è dettata dalla previsione che, in un futuro assai prossimo, buona parte delle varietà di barbabietola avranno la duplice tolleranza alla rizomania e al nematode, cui potrà aggiungersi anche quella alla cercospora.

In tabella 5 sono riassunti i risultati 2009 derivanti da due località con livello di infestazione medio alto e una con leggera presenza del parassita (vedi box materiali e metodi). I dati produttivi confermano i risultati degli anni precedenti, con le migliori varietà che mostrano incrementi di Plv, rispetto agli standard sensibili, attorno al 40% in entrambe le epoche di raccolta.


TAB. 5 – Dati rilevati in 3 località con terreno infestato espressi in % media standard e ordinati per PLV decrescent
e

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Foto 1 – La produttività della barbabietola è aumentata grazie al miglioramento genetico. In particolare le tolleranze alla rizomania (dal 1984) e al nematode (dal 2004) segnano due grandi passi per la competitività della coltura. Nella foto, scattata a giugno 2009 in un terreno rizomane e infestato da H. schachttii , la freccia rossa indica una parcella seminata con varietà sensibile e le frecce gialle due parcelle seminate con varietà tolleranti la rizomania e il nematode. Nel 2009, in terreni esenti dal nematode, alcune varietà tolleranti hanno mostrato produzioni in linea con gli standard sensibili, se non addirittura superiori.

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LA SERIE NEMATOLLERANTI SU TERRENO SANO

Se si analizzano i risultati di tabella 6 relativi a due località con terreno non infestato, si osserva che alcune varietà tolleranti si piazzano ai medesimi livelli produttivi degli standard sensibili (se non superiori), segno che il “distacco” produttivo nei terreni sani è ormai superato. Su alcune di queste varietà restano tuttavia da migliorare alcuni aspetti qualitativi, soprattutto l’elevato contenuto di azoto alfa amminico e il basso titolo zuccherino.


TAB. 6 – Dati rilevati in 2 località con terreno non infestato espressi in % media standard e ordinati per PLV decrescente

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Grafico 1. Diffusione nei comprensori del nord Italia delle varietà tolleranti al nematode e alla rizoctonia (2009)
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VARIETÀ TOLLERANTI LA RIZOCTONIA

Tali varietà rappresentano appena il 3 % del totale seminato nel 2009, tuttavia sono tradizionalmente impiegate in alcune aree dove, soprattutto in certe annate, la rizoctonia può arrecare seri danni alla coltura. Dopo diversi anni che queste varietà non erano in sperimentazione, nel 2009 è stata impostata una prova a Mira (VE), dove peraltro non si sono manifestati in alcun modo i sintomi della malattia, neppure sugli standard sensibili. I risultati, esposti in tabella 7, confermano quanto già osservato nel passato, e cioè la minore produttività di queste varietà in raccolta precoce. In raccolta tardiva si segnala la varietà Cantata per l’elevata polarizzazione.


TAB. 7 – Dati rilevati a Mira (VE) su terreno sano espressi in % media standard (Leila) e ordinati per PLV decrescente

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di M. Zavanella, G. Bettini, A. Fabbri, A. Vacchi

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