Latte, road map contro la crisi

CONSIGLIO UE. Rapporto finale entro giugno 2010. Fischer Boel: margini di manovra limitati
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Le proposte relative alla questione crisi del mercato del latte sul tavolo dei Ministri agricoli che il 19 e il 20 ottobre 2009 si riuniranno a Lussemburgo sono diventate tre.

Accanto alla iniziale proposta del Commissario all’agricoltura Mariann Fischer Boel presentata in Commissione Ue lo scorso 17 settembre, vi è quella del Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, e ora quella del pacchetto di 20 stati membri tra i quali l’Italia e la Francia.

La proposta della Fischer Boel è stata oggetto di critiche sin dal momento della sua presentazione in quanto si basa sulla possibilità, da parte degli stati membri, di riacquistare le quote dagli allevatori che intendono abbandonare la produzione di latte in modo da ridurre il livello comunitario delle eccedenze.

Il punto debole della proposta è costituito dal fatto che le quote dovrebbero essere riacquistate attraverso fondi nazionali o utilizzando le multe a carico degli agricoltori che individualmente superano la quota loro assegnata, anche nel caso in cui la quota nazionale non venga globalmente esaurita.

Il blocco di opposizione degli Stati membri ha fatto presente che i bilanci nazionali, e quello italiano meno che mai, non dispongono di fondi per finanziare il riacquisto delle quote e inoltre il meccanismo delle compensazioni messo in piedi soprattutto in Italia, non consente di disporre con immediatezza di fondi da destinare all’operazione comunitaria.

In ogni caso la proposta della Commissione punta anche ad aumentare il livello massimo di aiuti di Stato per la ristrutturazione del settore passando dagli attuali 7.500 euro per azienda a 15.000 euro. Anche questa ipotesi non desta entusiasmo nel momento in cui i bilanci degli Stati membri si trovano a lottare con una crisi congiunturale particolarmente grave e che non ha ancora invertito definitivamente la sua tendenza negativa.

La proposta del Parlamento europeo di cui è portavoce il Presidente della Commissione agricoltura De Castro, mentre approva in linea di massima il piano della Commissione, introduce come ulteriore richiesta lo stoccaggio del formaggio fra le misure di aiuto.

UN TAVOLO DI DISCUSSIONE
Le proposte che si apprestano a lanciare i paesi produttori di latte, 20 stati tra cui Germania, Italia, Francia, Spagna e Polonia, comprendono ugualmente un piano per l’ammasso privato dei formaggi e soprattutto l’avvio di un tavolo di discussione sulle misure nazionali per il piano di abbandono.

L’Italia ha già fatto sapere tramite il ministro Luca Zaia che i punti qualificanti della road map che proporrà sono: l’aiuto all’ammasso privato dei formaggi; la possibilità di continuare a regolamentare la produzione anche dopo la fine del regime delle quote latte, almeno per quanto riguarda quelli destinati alla produzione di formaggi dop; la tracciabilità e soprattutto, piani di abbandono.

NO A NUOVE SPESE

La risposta della Commissione è stata immediata in quanto il Commissario all’agricoltura Fischer Boel ha ricordato che le sue proposte sono conformi rispetto a quanto deciso con lo health check della Pac e inoltre non è possibile ipotizzare al momento nuove spese in quanto il margine di manovra nel bilancio 2010 è molto limitato.

Perciò o gli stati membri accettano di pagare di più oppure, se si vuole rispettare il massimale, per dare più soldi al settore del latte bisognerebbe diminuire i pagamenti diretti a tutti gli agricoltori.


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