LATTE: nulla di fatto al vertice UE sulle misure anticrisi

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I cantieri restano aperti. E la tensione alle stelle. Per fare fronte alla crisi del latte proseguono i lavori per arrivare a definire in tempi stretti misure condivise per tentare di stabilizzare i prezzi, incentivare i consumi e creare i presupposti per un sistema di regolazione del settore che vada oltre le quote produttive.

Gli allevatori, esasperati da prezzi che non coprono i costi di produzione, sono ormai sul piede di guerra permanente. Il 5 ottobre scorso, a Bruxelles, a margine dell’incontro informale convocato «ad hoc» dalla presidenza di turno svedese, mentre le delegazioni agricole dei 27 paesi membri si confrontavano nel Palazzo sulle possibili strategie da intraprendere, alcune migliaia di manifestanti con i trattori provenienti da mezza Europa (tra loro anche rappresentanti della Copagri) hanno ingaggiato una battaglia con la polizia. Che a lanci di petardi, bottiglie molotov e liquame ha risposto con gli idranti per reprimere la sommossa.

Intanto, un primo incontro tra i 20 paesi – tra cui l’Italia – firmatari di un documento francese presentato la settimana scorsa, ha portato a un accordo per una «nuova regolazione» del mercato del latte in sostituzione del regime delle quote. Il «G20» – così è stato battezzato il gruppo di paesi «regolazionisti» – al prossimo Consiglio dei ministri agricoli Ue, in agenda il 19 ottobre, indicherà in pratica quattro linee di intervento. Nell’occasione sarà presentata la proposta della Commissione con le misure da adottare a breve termine per fronteggiare la crisi. Non molto, per ora: estensione anche al latte dell’articolo 186 del regolamento 1234/2007 (Ocm unica), che consente alla Commissione di attivare misure di mercato di fronte al calo dei prezzi, e un sistema di riacquisto nazionale delle quote. Oltre alla possibilità (per tutti i settori agricoli) di concedere aiuti di Stato fino a 15mila euro per beneficiario, che entrerà in vigore con una semplice modifica del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato. Mentre per l’eventuale regolamentazione del settore in vista dello smantellamento delle quote è stato costituito un «Gruppo di alto livello» presieduto dalla stessa Commissione con il compito di formulare proposte entro giugno 2010. Ma il commissario all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, ha confermato ancora una volta che Bruxelles non intende ridiscutere il phasing out delle quote.


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