Latte, l’Italia rischia nuove multe

Dopo due anni senza penalità a fine campagna gli allevatori potrebbero pagare anche gli arretrati
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I conti definitivi saranno pronti, come sempre, non prima dell’estate.
Ma intanto, i dati sulle consegne mensili ai primi acquirenti – aggiornati a gennaio – indicano che quest’anno la produzione di latte in Italia è di nuovo in crescita di quasi il 2 per cento. E questo, dopo due anni di «percorso netto », senza penalità, aumenta la possibilità che l’Italia si ritrovi a dover pagare nuove multe per aver superato la quota produttiva fissata dall’Unione europea.
Un paio di settimane fa, il primo a paventare questa ipotesi era stato il ministero delle Politiche agricole. Che con un comunicato aveva invitato gli allevatori a moderare la produzione di latte per evitare il rischio di splafonamento. «Sulla base delle consegne effettuate dai produttori fino a tutto il mese di dicembre 2011 – riferiva la nota – si profila la fondata possibilità di un superamento complessivo, ancorché di ordine percentuale minimo, della quota di produzione totale assegnata all’Italia dall’Ue per la campagna 2011-12».
Poi, nei giorni scorsi, è stata l’Agea a confermare l’incremento produttivo in corso. Ricordando che «il dato esatto, inclusa la rettifica in base al tenore di materia grassa, e del quantitativo nazionale di riferimento sarà disponibile soltanto a campagna terminata, quando saranno registrate, da parte delle amministrazioni regionali, tutte le movimentazioni della quota e le istanze di mobilità presentate dai produttori per la campagna in corso».
Detto questo, e in attesa che il 31 marzo si concluda la campagna di commercializzazione, gli ultimi dati visibili sul sito web del Sian riferiti alle consegne rettificate di latte tra aprile 2011 e gennaio 2012, indicano che la produzione in Italia ha superato quota 8,9 milioni di tonnellate, con una crescita di quasi il 2% rispetto agli 8,7 milioni di tonnellate circa dello stesso periodo dell’annata precedente.
A livello regionale la Lombardia, pur confermando il primato produttivo registra un incremento limitato dell’1,6%; mentre l’Emilia Romagna figura al secondo posto, ma con un aumento di quasi il 7 per cento. Tra i principali produttori, il Veneto sale a 913mila tonnellate (+1,2%), il Piemonte cresce verso quota 776mila (+4,1%), la Puglia supera le 307mila tonnellate, con una crescita del 3% circa.
In ordine decrescente, diminuisce invece del 3% la produzione di latte in provincia di Bolzano, a 312mila tonnellate, analogamente al Lazio (-3%), a poco più di 287mila tonnellate.
Le norme comunitarie in materia sono chiare e, fino a prova contraria, resteranno in vigore fino al termine della campagna 2014-15 quando è prevista la fine del regime quote latte. Le regole attuali prevedono che i produttori che hanno commercializzato latte in esubero rispetto alla propria quota individuale possono evitare il pagamento delle multe solo nel caso in cui lo Stato membro non supera la quota nazionale avuta in assegnazione da Bruxelles. Nel caso dell’Italia, alla voce «consegne», si tratta di circa 10,89 milioni di tonnellate. Un tetto che nelle ultime due campagne il nostro Paese è riuscito nel complesso a rispettare.
Ma se la quota nazionale viene superata, anche di un solo chilo, i singoli produttori che hanno superato la propria quota non possono più usufruire della compensazione e sono tenuti a pagare per intero tutte le multe arretrate. Un dispositivo altrettanto chiaro, come previsto dalle ultime due leggi nazionali di riferimento per il settore, la n. 119/2003 e la 33/2009.
Per questo, ha ricordato nei giorni scorsi l’Agea, «in caso di superamento accederanno alla restituzione del prelievo soltanto i produttori in regola con il versamento mensile». Questo, con priorità per i titolari di aziende che si trovano nelle zone di montagna e in aree svantaggiate, per i produttori che non hanno superato la produzione nella campagna di commercializzazion e 2007-08, o per quelli che non hanno superato di oltre il 6% la propria quota individuale.
Per tutti gli altri che hanno prodotto latte in più, le multe versate o comunque dovute, confluiranno integralmente nel fondo per gli interventi nel settore lattiero- caseario istituito al Mipaaf in base alla legge 33.


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