Lanci di bombi anche nei frutteti

Più resistenti rispetto alle api, sono sempre più usati su pero, melo e susino
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Bombi in soccorso delle impollinazioni. Oltre al tradizionale impiego per il pomodoro sotto serra, sono sempre più utilizzati per la fragola in tunnel (nel veronese, in Basilicata e in provincia di Caserta) e per pero, melo e susino in pieno campo (tra Ravenna e Ferrara in particolare). «Sono ormai più di un centinaio testimonia Stefano Foschi di Bioplanet gli ettari ”sorvolati” da questi impollinatori. E quest’anno sono già state prenotate più di 100 arnie per questo utilizzo».

Non c’entrano (solo) le ansie innescate dalla moria delle api: la maggiore resistenza al freddo assicura a questa specie un’azione più pronta (sono già attivi a 10°). E l’impollinazione non viene disturbata più di tanto dalle piogge (così frequenti quest’anno).

In pieno campo invece la prima specie frutticola “conquistata” è il pero. Il fiore non è infatti particolarmente appetito dalle api. In più le reti antigrandine, attivate sempre più precocemente per la protezione degli impianti, ne minacciano l’incolumità.«I bombi invece afferma Claudio Pirani, tecnico dell’azienda ferrarese “La Frattina”, abituati alle serre, non volano oltre i 3,5 metri di altezza, sono più robusti, e assicurano un’impollinazione continua perchè escono in continuazione dalle arnie, non potendo contare su grosse “scorte” alimentari. Le api invece non distinguevano il colore bianco delle reti e finivano per impigliarsi in gran quantità».

Esperienze aziendali su questa coltura sono già attive da 67 anni, più recente invece l’utilizzo sul melo. «Da tre anni racconta Annamaria Minguzzi, dell’omonima azienda del ravennate li utilizziamo su 40 ha di pero e su 30 ha di melo cv Pink Lady. L’azione è continua su entrambe e rispetto alle api, si evitano anche i costi per la rimozione delle arnie (che rimangono in campo anche dopo il loro uso)». Incoraggianti anche le prime esperienze su susino e ciliegio: in questo caso chi ricorre ai bombi vuole evitare l’alternanza di risultati registrati con l’impollinazione naturale, a causa delle bizzarrie del clima.


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