La Camera chiede di rivedere l’Imu

Tutte le forze politiche a favore di un trattamento agevolato per gli agricoltori professionali
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Il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo, lo aveva promesso: «Il balzello dell’Imu per i fabbricati strumentali alle aziende agricole sarà cancellato dal Parlamento». Russo aveva spiegato infatti che «Pensare di gravare sulle imprese agricole mentre Bill Gates da una parte e Monti dall’altra riconoscono all’agricoltura un ruolo centrale oltre che un valore sociale ed etico, significa non aver compreso la straordinaria valenza di un settore che va sostenuto e non danneggiato».
A spingere per una decisa presa di posizione del Parlamento sono intervenute le manifestazioni delle organizzazioni agricole, martedì Confagricoltura, Cia e Copagri e giovedì la Coldiretti. Per ora comunque è arrivato solo un ordine del giorno della Camera che impegna a rivedere la tassazione Imu sui fabbricati rurali. L’Odg infatti «chiama» «il governo a promuovere una revisione del meccanismo dell’Imu, di cui le aziende agricole sentiranno tutto il peso nel corrente anno fiscale, prevedendo una tassazione diversa per gli stabili agricoli non più funzionali all’attività agricola e trasformati in abitazioni e i fabbricati che servono a lavoro e che da sempre sono stati inseriti nel valore dei terreni».
E il governo, che aveva inizialmente espresso parere negativo, si è associato alla proposta rimettendosi all’Aula.
Anche perché le manifestazioni hanno avuto l’immediato effetto di coagulare sulla richiesta pressante degli agricoltori tutte le forze politiche e quasi tutti i gruppi hanno voluto firmare l’ordine del giorno.
Secondo il leader dell’Udc, Ferdinando Casini «Per il mondo agricolo la questione significa l’affossamento di molte imprese di un settore tartassato e dimenticato. Le aziende che falliscono non servono a un rilancio dell’economia».
«Il governo – ha dichiarato il democratico Marco Carra componente della commissione Agricoltura della Camera – deve assumere un’iniziativa per tradurre nei fatti l’impegno assunto in Parlamento, senza furbizie e senza astuzie. Il Pd vigilerà costantemente perché questo avvenga in tempi rapidi, nel caso contrario tradurremo l’ordine del giorno in norma su cui ricercheremo la stessa maggioranza, indipendente dalla volontà del governo».
L’Italia dei Valori ha assicurato che Imu e caro-gasolio sono i problemi su cui il partito sta lavorando.
«Il settore agricolo– ha aggiunto Alessandro Montagnoli, vice capogruppo della Lega alla Camera – è già in crisi, messo a dura prova dal caro benzina e l’esecutivo dei professori aveva avuto la grande idea di far gravare sulle loro spalle anche un miliardo di euro di Imu. Fortunatamente il governo, dopo aver espresso parere contrario sull’Odg, si è rimesso alla decisione dell’aula che ha così forse evitato l’affossamento di centinaia di imprese agricole, concentrate soprattutto in Padania».
Anche il Pd appoggia la battaglia anti-Imu del mondo agricolo. Il capogruppo democratico nella commissione agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio, ha ribadito che «Il settore sta vivendo una situazione già molto grave e in assenza di una revisione delle misure rischierebbe di restare vittima di un vero e proprio dumping fiscale. Nell’agricoltura i terreni sono il fattore di produzione per eccellenza e l’incremento dell’imposizione fiscale sul patrimonio produrrà un danno rilevante: 250mila aziende agricole, già duramente provate, sono a rischio sopravvivenza e la politica non può ulteriormente attendere». Grande soddisfazione è stata espressa da Cia, Confagricoltura e Copagri per il sì bipartisan della Camera all’ordine del giorno interpretato come il primo risultato ottenuto dopo la manifestazione unitaria.
Mentre Confeuro chiede al governo di pensare all’abolizione in maniera assoluta dell’Imu che potrebbe essere per gli agricoltori italiani un carico troppo pesante.


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