Inps, torna l’incubo cartella pazza

Una raffica di diffide agli agricoltori per incassare gli arretrati
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Diffide agli agricoltori. Dopo una regolarizzazione complessa e delicata e un lungo periodo di tregua si riapre il fronte dei contenziosi tra le aziende agricole e l’Inps. Un segnale di allarme era arrivato in occasione dell’audizione alla commissione Agricoltura della Camera del vertice Inps (si veda «Agrisole» n. 7). La relazione indicava un «buco» di oltre 460 milioni risultato del mancato versamento dei contributi 2007 da parte di datori di lavoro e autonomi (in misura ridotta). Ora l’Istituto di Via Ciro il Grande è partito alla fase successiva, l’invio delle diffide accompagnate dalla segnalazione alla Procura della Repubblica. A segnalare la nuova emergenza è la Confagricoltura che ha inviato una lettera direttamente al presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua.

Secondo l’organizzazione, che già in occasione della trattativa sulla «sanatoria» aveva denunciato il mancato aggiornamento degli elenchi Inps, la gran parte delle diffide risulta a carico di agricoltori che hanno versato regolarmente i contributi. Questa la situazione che risulterebbe dal confronto con le strutture territoriali. «Nella maggior parte dei casi – spiega la Confagricoltura – si tratta di aziende che hanno adempiuto all’obbligazione contributiva mediante pagamento diretto ovvero attraverso la compensazione con gli aiuti comunitari». Il meccanismo di detrazione dei contributi non versati dai premi Pac assegnati dall’Agea, funziona a pieno ritmo. E come confermano anche i dati Inps la compensazione ha interessato nel 2007 oltre 70 milioni. In molti casi poi le imprese sostengono di aver pagato anche i soldi che invece poi sono stati «recuperati» dai contributi Ue. Insomma il solito pasticcio che ha portato negli anni ad accumulare quella voragine di circa 6 miliardi da cui poi è scaturita l’operazione-ristrutturazione con l’intervento delle banche. Anche in quella occasione, come si ricorda, sorsero mille contestazioni sulla vera entità del buco.Ora si sta creando una situazione di forte allarme nelle campagne.

La Confagricoltura denuncia «malcontento e forte preoccupazione tra gli agricoltori già provati dagli effetti di un profonda crisi economica e costretti da questa estemporanea iniziativa dell’Istituto a una defatigante ricerca di documenti e a un estenuante pellegrinaggio tra le amministrazioni competenti (Inps, Agea, Procura della Repubblica)».

Confagri lamenta anche che le sedi Inps non sono in grado di annullare le diffide. Da qui una protesta rivolta ai vertici Inps per aver dato il via libera all’invio di diffide senza aver verificato le situazioni e in assenza di procedure informatiche che permettano di intervenire a livello locale.
 


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