INEA: Dal Sud il 40% del gettito fiscale

Secondo l’analisi Puglia e Sicilia sono i maggiori contribuenti rispettivamente con il 12% e il 10%
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Sono diminuiti gli stanziamenti di bilancio assegnati al ministero delle Politiche agricole (1,8 miliardi con una perdita di circa 124 milioni) mentre è aumentata la pressione fiscale e tributaria anche se il gettito è rimasto stabile. Resta comunque ancora evidente il gap rispetto al resto dell’economia.
Sono alcuni elementi relativi al 2009 che emergono dall’ultimo Annuario dell’agricoltura presentato dall’Inea a fine anno. Il settore agricolo resta ai livelli più bassi di imposizione grazie alla presenza di agevolazioni fiscali per un ammontare pari al 13% in calo rispetto al 18% dei primi anni 2000.
La diminuzione ha riguardato i contributi sociali a carico dei lavoratori indipendenti e l’Irpef a carico degli imprenditori agricoli a reddito catastale, tipologie di prelievo in cui gli elementi forfetari nella determinazione dell’imponibile risultano prevalenti. L’annuario ha anche analizzato l’andamento su base territoriale e ha rilevato che il 40% del gettito proviene dalle regioni del Sud. In cima alla lista dei super contribuenti ci sono la Puglia (12% circa) e la Sicilia (10%).
La pressione tributaria in alcune regioni del Nord, in particolare Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia- Romagna e Piemonte, ha registrato tassi pari a quasi il doppio di quelli attribuibili alle regioni meridionali. «La differenza tra i due scenari – sostiene il rapporto – va riportata alla distribuzione della forza lavoro nelle diverse aree e, in particolare, al diverso peso rivestito dai contributi sociali pagati dai datori di lavoro e dai lavoratori indipendenti ». Complessivamente gli agricoltori italiani hanno beneficiato nel 2009 di un sostegno pubblico quantificato in 15,5 miliardi dei quali 12,2 miliardi pari al 78,7% per trasferimenti e 3,3 miliardi (21,3%) come agevolazioni, con un incremento del 10,7% rispetto all’anno precedente. Il sostegno rappresenta così il 65% del valore aggiunto e il 34% della produzione, con un significativo incremento rispetto al 2008. La quota principale degli aiuti e cioè il 51% arriva direttamente dalla Ue, il 22% dalle Regioni e il 27% dallo Stato. Dal primo pilastro della Pac proviene l’88% dei trasferimenti.
Per quanto riguarda le agevolazioni, in calo del 7% sul 2008, la parte del leone la fanno le agevolazioni contributive (43,4%) seguono i carburanti ( 25%) e l’Irpef (14,9 per cento).
L’Inea ha scomposto il sostegno pubblico complessivo evidenziando come la voce più consistente sia quella del primo pilastro con 4,9 miliardi (32,1%) a seguire agevolazioni tributarie (21,3%), aiuti alle produzioni (13%) e infrastrutture (10,5%).
Secondo l’Inea il sostegno pubblico nel 2009 è aumentato in valore assoluto, mentre perdono peso le agevolazioni. In calo poi le politiche nazionali che hanno ridotto il peso percentuale. Il paese risulta comunque spaccato, con un Centro-Nord che sfrutta al meglio le risorse Ue e un Mezzogiorno più dipendente dalla politiche regionali.


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