INDICE DI CONVERSIONE ALIMENTARE

Così produrre costa meno
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Molti allevamenti sono dotati di sistemi informatizzati di distribuzione dell’alimento sia in forma liquida sia di farina. Tali sistemi sono dotati di un computer che gestisce tutte le operazioni di preparazione e di distribuzione dell’alimento ai singoli box. Un corretto utilizzo del software prevede l’inserimento di alcuni dati (il peso di ingresso dei suini, la curva di accrescimento e quella di ingestione di mangime) utili per eseguire un’analisi zootecnica ed economica, sia in corso che a fine ciclo, allo scopo di valutare incrementi medi giornalieri, resa del mangime e mortalità.

La resa del mangime o l’indice di conversione alimentare possono essere utili nella valutazione economica della produzione del suino poiché oltre la metà del costo di produzione è imputabile all’alimentazione, tanto è vero che confrontando i dati di efficienza alimentare di allevamenti ad elevati standard produttivi con quelli di allevamenti a basso livello manageriale, si notano differenze molto marcate: gli indici di conversione alimentare possono variare di oltre il 25%.

Di che cosa si tratta
L’indice di conversione alimentare misura l’attitudine di un suino a trasformare la propria dieta in aumento di peso corporeo nelle condizioni di allevamento in cui si trova. Può essere definito come la quantità di mangime, espressa in kg, necessaria per depositare 1 kg di peso vivo. Ad esempio, la quantità di mangime che un suino di 30 kg mangia per arrivare al peso di 31 kg. È un valore adimensionale.

Più piccolo è l’indice di conversione alimentare più efficiente risulta essere la trasformazione del mangime in carne (tabella 1).

La resa alimentare è invece il suo reciproco, ossia l’incremento di peso di un suino dopo che ha consumato 1 kg di mangime. Se consideriamo, ad esempio, il caso di un suino di 30 kg che dopo aver mangiato 1 kg di mangime pesi 30,5 kg, la resa sarà espressa dal rapporto tra gli 0,5 kg di incremento e il kg di mangime ingerito e quindi sarà pari a 0,5 o. come più spesso si usa esprimere. al 50%.

Più grande è il valore percentuale della resa e più efficiente risulta essere la trasformazione del mangime in carne (tabella 2). Come si vede, nessuno dei due indici è una misura temporale, in quanto nella loro definizione non sono tenuti in considerazione né i giorni necessari a registrare l’incremento di peso di 1 kg, nel caso dell’indice di conversione, né quelli necessari a ingerire 1 kg di alimento, nel caso della resa.

Esistono diversi indici utili per valutare l’andamento economico dell’azienda:

L’indice di conversione globale misura il consumo di mangime complessivo dell’intero allevamento per ottenere l’incremento di peso dei suini a fine ciclo e/o carriera.

Nel caso di un allevamento a ciclo chiuso, l’indice di conversione globale, è il rapporto tra il mangime complessivamente consumato da scrofe, suinetti e suini all’ingrasso ed il peso totale dei suini venduti al macello (suini da macello, scrofe riformate e suinetti scarti).

Nella valutazione tecnico/economica dell’impresa questo indice mette a confronto l’unica fonte di reddito dell’allevatore, rappresentata dalla vendita dei suini, con il più rilevante tra i costi di produzione, che è proprio quello del mangime. I suini che sono morti nel corso del ciclo non vengono conteggiati fra i venduti anche se hanno consumato il mangime fino al giorno della morte.

Viene anche definito come indice di conversione alimentare economico, distinto dagli indici di conversione tecnici.

– Gli indici di conversione alimentare tecnici forniscono indicazioni di tipo tecnico e non considerano fattori come la mortalità e lo spreco di mangime.

L’indice di conversione alimentare di un gruppo di animali in un periodo di tempo ristretto può essere utilizzato per valutare la validità di un programma alimentare o la risposta ad una variazione della composizione del mangime.

– Si possono definire indici di conversione parziali per ogni fase di allevamento:
– nella fase di ingrasso;
– nella fase di svezzamento;
– nella fase di svezzamento-ingrasso;
– nella fase dei riproduttori;
Si dimostrano utili per valutare le performance zootecniche ed economiche dei singoli settori dell’allevamento.

Come si calcola e con quale formula

Il calcolo dell’indice di conversione alimentare globale espresso dalla formula richiede:
– l’inventario del mangime acquistato e delle scorte all’inizio e alla fine del periodo esaminato;
– l’inventario dei suini venduti e presenti in allevamento all’inizio e alla fine del periodo esaminato ed il loro peso;
– il calcolo dell’incremento di peso totale dei suini venduti (e presenti in allevamento) nel periodo esaminato;
– il calcolo del consumo totale di mangime nel periodo esaminato.

L’indice di conversione alimentare può essere calcolato sulla sostanza secca ingerita dal suino o sull’alimento tal quale. Nel secondo caso si comprende anche l’acqua contenuta nel mangime (in cartellino viene espressa come umidità), che per mangimi commerciali dovrebbe essere contenuta in quantità pari al 13-14%.

Se nel mangime aziendale vengono utilizzati alimenti liquidi (siero di latte, malasso) o umidi (pastone di mais, polpe umide di barbabietola), possono insorgere errori nel calcolo degli indici di conversione alimentare in quanto bisogna tener conto del diverso contenuto di acqua dei vari alimenti impiegati.


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