Incentivi biogas, piccoli penalizzati

Con dieci mesi di ritardo arriva l’ok al decreto. Bonus difficili da raggiungere
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sono stati pubblicati i decreti che stabiliscono i nuovi regimi di incentivazione per le fonti rinnovabili elettriche e per il fotovoltaico (v. pag. 12-13).

Analizziamo di seguito il decreto sulle fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Sono stati apportati solo pochi e marginali miglioramenti senza intervenire sulle diverse criticità, peraltro segnalate sia dalle Associazioni di categoria, sia dalle Regioni in sede di Conferenza unificata.

Rispetto allo schema di decreto inviato alla Conferenza stessa sono state introdotte le seguenti novità.

 

TETTO DI SPESA

Il costo indicativo cumulato di tutte le tipologie di incentivo degli impianti a fonte rinnovabile, con esclusione di quelli fotovoltaici, non può superare i 5,8 miliardi di € annui (in precedenza 5,5 miliardi). A tal fine il Gse aggiorna e pubblica mensilmente il costo indicativo cumulato degli incentivi alle fonti rinnovabili così come già avviene per il contatore degli incentivi per il fotovoltaico.

 

ENTRATA IN VIGORE

Il Dm., così come previsto dal Dlgs. 28/11, si applicherà agli impianti che entreranno in esercizio dal 1° gennaio 2013. Per gli impianti con titolo autorizzativo acquisito prima dell’entrata in vigore del decreto e che entrano in esercizio entro aprile 2013, è stato introdotto un periodo transitorio di 4 mesi durante il quale possono optare per l’attuale sistema di incentivazione al quale, però, è applicata una riduzione mensile dell’incentivo pari al 3% a decorrere da gennaio 2013; in modo alquanto controverso tale deroga però, non solo viene estesa agli impianti alimentati da rifiuti, ma viene previsto un periodo transitorio più favorevole; anche in questo caso, le ulteriori agevolazioni per le zone colpite dai recenti sismi in Pianura Padana sono rinviate alle decisioni del Capo del Dipartimento della protezione civile.

 

ISCRIZIONE AL REGISTRO

La soglia per l’iscrizione al registro per accedere agli incentivi viene fissata a 200 kW per le biomasse e a 100 kW per il biogas (per ambedue era prevista una soglia di 50 kW).

 

PLAFOND ANNUALE

Il plafond di potenza annuale messo a registro per il periodo 2013 passa da 145 MW a 170 MW per le biomasse, biogas, gas di depurazione e bioliquidi (160 MW per il periodo 2014-2015).

 

PRIORITÀ PER IL REGISTRO

Dall’elenco delle priorità per la graduatoria del registro è stata tolta quella relativa a “impianti iscritti al precedente registro”; per cui gli impianti di proprietà di aziende agricole, singole o associate, alimentati da biomasse e biogas che utilizzano coltivazioni dedicate e sottoprodotti con potenza non superiore a 600 kW hanno la priorità di accesso.

 

BONUS TECNOLOGIE

È stato modificato l’articolo 26 sui premi per gli impianti a biogas che utilizzano tecnologie avanzate per la parte relativa al premio azoto (sono previsti tre premi scalari, 30-20-15 €/MWh, in relazione alla percentuale di abbattimento dell’azoto calcolata all’ingresso dell’impianto e all’assetto cogenerativo).

 

E TELERISCALDAMENTO

Il premio per gli impianti a biomasse che utilizzano sottoprodotti, qualora il calore cogenerato sia utilizzato per teleriscaldamento viene elevato da 10 euro a 40 euro.

 

I PROBLEMI IRRISOLTI

Sicuramente rispetto alle prime bozze del decreto si sono fatti passi in avanti nell’individuazione di un sistema tariffario più in linea con le esigenze di garantire da una parte il contenimento dei costi e un aumento dell’efficienza del sistema e dall’altra l’ulteriore sviluppo delle bioenergie.

Permane comunque una serie di problemi legati alle tariffe base previste, che rischiano comunque di non essere sufficienti per realizzare gli investimenti, ai premi che richiedono tecnologie non facilmente applicabili agli impianti di potenza inferiore ad 1 MW, alle procedure di accesso, sia in relazione al registro che alla tipologia di alimentazione dell’impianto (nella categoria sottoprodotti è confermato il vincolo di poter utilizzare solo il 30% di coltivazioni dedicate).

In tale quadro c’è il rischio che gli impianti maggiormente penalizzati siano proprio i piccoli impianti a biogas che rivestono una grande importanza per il settore agricolo.


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