Il patto tra agricoltori riduce i costi

A Cuneo il trattore è in comproprietà con tariffa a chilometro
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Se il mercato non aiuta le aziende agricole, ad aiutarsi devono pensarci da sole. Mettendosi insieme per vincere così le tante criticità di un settore colpito da una crisi devastante e ancora in cerca di potere contrattuale. La crisi aguzza l’ingegno e la collaborazione, anche in agricoltura: lo testimonia una realtà nella zona di Fossano (Cuneo) creata da alcuni imprenditori agricoli che hanno messo in comune un «parco macchine» per i lavori in agricoltura. Il risultato è una forte economia di scala, che darà presto origine a nuovi progetti.

«Siamo partiti due anni fa con la cooperativa – dice il presidente Giovanni Eandi –, che abbiamo voluto chiamare Noemi, dal nome di una cascina dove ci ritrovavamo abitualmente per stare insieme e confrontarci sulle nostre esigenze. In quel periodo si sentivano già i sintomi della crisi, e così abbiamo deciso di lavorare sempre più insieme e di condividere macchinari utili alle nostre aziende».

L’input era venuto anche dal confronto con una cooperativa che, nella zona di Cavallermaggiore, da quasi mezzo secolo effettua acquisti congiunti di macchinari agricoli. Il discorso è stato portato avanti nell’ambito del Catac locale, finché si sono messi insieme i soci: oggi sono sette (sei fossanesi e uno della vicina Sant’Albano Stura), tutti titolari di imprese agricole medio-piccole e a conduzione familiare.

Tra i macchinari della cooperativa ci sono un laser, una botte per il diserbo e una spandiliquami, una macchina per rincalzare il mais, un dumper, due trattori (l’ultimo acquisto, circa sei mesi fa) e altre attrezzature minori. «Ogni macchina – spiega il vicepresidente della cooperativa, Raffaele Tortalla – ha il suo contatore o contachilometri, ciascun socio paga per l’utilizzo effettivo del mezzo e ogni sei mesi riceve la fattura. Il costo complessivo può andare dai 6mila ai 9mila euro l’anno, cifra certo non paragonabile con l’acquisto completo dei macchinari. Questi ultimi, poi, vengono utilizzati quando servono e non gravano sui bilanci della singola azienda. Inoltre siamo anche riusciti a ottenere un contributo su un bando regionale sulla meccanizzazione agricola finalizzato alle cooperative».
«Il giudizio è più che positivo e i soci sono molto soddisfatti – aggiunge –, si risparmia e si hanno mezzi tecnologicamente all’avanguardia. Abbiamo passato troppi anni spendendo un sacco di soldi per i macchinari, ora in questo modo riusciamo ad abbassare i costi di produzione, risultato fondamentale in una fase così difficile. Quando la situazione è positiva non si pensa a queste cose, mentre le difficoltà portano a collaborare tra imprese e i risultati ci sono».

E crescono ulteriormente, a quanto pare: «Sulla base delle esperienze – conclude Tortalla – stiamo pensando a nuove scelte, come quella di tentare forme di trasformazione del latte prodotto dalle nostre aziende, magari con un piccolo caseificio. Facciamo tutto questo perché crediamo nel nostro lavoro e nelle potenzialità dell’agricoltura”.


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