Il nuovo Prosecco teme il calo-prezzi

Il Consorzio studia le contromosse per limitare gli impianti e assicurare uno sviluppo equilibrato
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Sul «nuovo» Prosecco incombe l’incognita prezzi. Se da un lato i primi riscontri di mercato, dopo la profonda riorganizzazione della denominazione Prosecco, sono positivi, preoccupano però, nel medio termine, le ripercussioni negative che possono derivare dalla possibile crescita della produzione. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi da Giancarlo Moretti Polegato, titolare dei marchi Villa Sandi e La Gioiosa (si veda altro articolo in pagina), e confermato dai vertici del Consorzio Doc.
Ma andiamo con ordine. A partire dallo scorso mese di aprile è entrata in vigore la nuova Docg del Prosecco superiore di Conegliano Valdobbiadene (alla quale si affianca, con un proprio consorzio autonomo, anche la sottozona di Montello e dei Colli Asolani). Ma non solo. Oltre alla definizione di un’area Docg è stata poi creata una nuova macro Doc (che da Vicenza arriva a comprendere il paese di Prosecco in provincia di Trieste) nella quale è confluita la precedente produzione di Prosecco Igt.
Ricapitolando: oggi è possibile avere un Prosecco superiore Docg nelle varianti di Conegliano Valdobbiadene o di Montello e Colli Asolani. E poi un Prosecco Doc che invece può essere prodotto in nove province di Veneto (Treviso, Vicenza, Padova, Venezia e Belluno) e Friuli Venezia Giulia (Trieste, Gorizia, Pordenone e Udine).
Da questo riassetto però possono nascere difficoltà sul fronte dell’offerta. Perché se il territorio Docg è “blindato” è difficile che il potenziale produttivo possa crescere, diverso è invece il discorso per quanto riguarda il Prosecco Doc.
Innanzitutto, il primo effetto della creazione della nuova Doc Prosecco è stata la riduzione delle rese produttive di circa il 30 per cento. Dai circa 250 quintali a ettaro previsti per l’Igt si è passati ai 180 quintali della Doc (mentre per la Docg le rese sono intorno ai 135 quintali a ettaro e scendono ancora a 120 quintali a ettaro per il Prosecco di Montello e dei Colli Asolani). Un provvedimento dal quale ne deriverà – a breve – un incremento dei listini.
Le avvisaglie si sono avute nel corso della vendemmia 2010 quando si è partiti da un prezzo di circa 70 euro a quintale a inizio vendemmia e si è giunti fino ai 145-155 euro della scorsa settimana. Una quotazione superiore di oltre il 50% rispetto ai 100 euro a quintale che hanno rappresentato il prezzo medio della vendemmia precedente. Un incremento che non potrà non avere, nei prossimi mesi, ricadute sui prezzi finali del prodotto.
Ma ciò che preoccupa è, in prospettiva più ampia, il possibile boom del potenziale produttivo soprattutto per l’area Doc. Secondo Moretti Polegato, si prevede infatti che, sull’onda del positivo trend dei listini all’origine, possa proseguire la corsa agli impianti che si è registrata negli ultimi anni. Ipotesi confermata dai vertici del Consorzio del Prosecco Doc.
«Ci stiamo attrezzando per affrontare questo aspetto – spiega il presidente del Consorzio Doc, Fulvio Brunetta –, in particolare stiamo cercando di mettere a fuoco quali potranno essere le linee di intervento per evitare un boom produttivo e un eccesso di offerta. Il consiglio del Consorzio sta lavorando per dettare linee operative che ci consentano un’efficace gestione del potenziale produttivo. Abbiamo già valutato le varie possibilità sul fronte del futuro incremento produttivo e presto metteremo a punto le soglie di incremento della produzione da tenere d’occhio. L’altra linea di intervento che stiamo predisponendo prevederà l’apertura di un tavolo di discussione con i responsabili delle due Regioni coinvolte nella produzione del Prosecco Doc (Veneto e Friuli Venezia Giulia) per individuare gli eventuali strumenti di intervento che potranno andare da un’azione di contingentamento della produzione e degli ettari da mettere a dimora oppure riguardare la riduzione delle rese produttive».
«Per la Docg invece un problema non sembra esserci – spiega il direttore del Consorzio di Conegliano Valdobbiadene, Giancarlo Vettorello –. Il nostro potenziale resterà invariato e i valori del prodotto o resteranno stabili oppure se in futuro dovessero crescere lo faranno in modo contenuto e congruo con il reale valore del prodotto e in linea con la realtà dei costi che per il Prosecco Docg, prodotto prevalentemente in collina, sono superiori a quelli del Prosecco realizzato in pianura».


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