I cacciatori? Proteggono l’ambiente

Dopo i progetti del Pdl sulla 157, il Pd rilancia su Regioni ed enti locali
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I problemi della caccia sono sempre tenuti sotto stretto controllo come dimostrano le numerose proposte di revisione della legge 157/92 presentate alla Camera e al Senato sia dalla maggioranza che dall’opposizione.

L’ultima presa di posizione risale al seminario su “Caccia, fauna, territorio” organizzato dal Pd e in particolare da Susanna Cenni deputata e Responsabile caccia e fauna per il Pd.

Il seminario nasce soprattutto dalla constatazione che si è di fronte a numerose iniziative legislative, 10 tra Camera e Senato, quasi tutte del Pdl (tranne alcune dei radicali) che avrebbero tutte un comune denominatore: stravolgere l’impianto della legge 157/92. Si teme che le modifiche proposte possano avere come conseguenza da un lato una rinnovata intolleranza da parte dell’opinione pubblica, dall’altra di un certo mondo ambientalista fondamentalista.

Il Pd vuole aprire un ampio confronto con tutte le forze in campo partendo dal principio che il cacciatore dev’essere considerato come il protettore dell’ambiente e pertanto occorre gestire, da parte dello Stato e delle Regioni, l’intera problematica in termini tecnici e scientifici.

La riforma della 157 dev’essere realizzata puntando a una maggiore aderenza alle norme comunitarie, alla ridefinizione del rapporto Stato–Regioni attraverso l’istituzione di un Ufficio di governo della gestione faunistica nazionale, oltre a una maggiore rilevanza all’approccio tecnico-scientifico e al rifiuto della depenalizzazione del bracconaggio.

A questo proposito è stato ricordato che nel 2008 l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha sostituito l’Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs). Si propone ora di recuperare dall’Ispra un istituto autonomo, in materia di caccia e fauna, dove sia prevista una presenza più adeguata di Regioni ed enti locali e un collegamento funzionale con gli Osservatori regionali sulla gestione faunistico venatoria in modo da poter disporre di uno strumento super partes con competenze scientifiche per esprimere pareri tecnici sulla programmazione venatoria e la riproducibilità della fauna.

Il piano del Pd presenta anche un punto di interesse nei confronti degli agricoltori e in particolari di quelli che vedono un aumento continuo dei danni provocati dalle incursioni di cinghiali inseguiti dai cacciatori. Si propone infatti di contenere l’immissione di cinghiali fatta al solo scopo di caccia, e prevedere norme per alleggerire i danni provocati all’agricoltura, al paesaggio, alle biodiversità e alle persone. E’ necessario quindi valutare l’estensione della risarcibilità dei danni e, soprattutto, rafforzare i rapporti tra l’attività venatoria e il mondo rurale, per raggiungere soluzioni condivise.


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