Herbert Dorfmann: Abbandono evitato solo con il sostegno degli enti locali

Intervento di Herbert Dorfmann, della commissione Agricoltura e Sviluppo rurale Parlamento europeo
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Le istituzioni europee dovranno iniziare già nei prossimi mesi a progettare la politica agricola del dopo 2013. Il Parlamento europeo, rinforzato nel suo ruolo politico dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, comincerà, nei prossimi mesi, a sviluppare idee per il rinnovo della Pac.

In questo contesto l’agricoltura di montagna merita una particolare attenzione. Purtroppo la Pac in vigore, nonostante gli sforzi compiuti, non è riuscita ad arginare l’abbandono della montagna. Lungo l’arco alpino la produzione agricola si è mantenuta solo dove è stata fortemente sostenuta dagli enti locali. Lo stesso vale anche per le altre zone montane in Europa.

In un seminario tenutosi a Bruxelles a fine marzo, su iniziativa dell’Alto Adige, del Trentino, del Tirolo e della Baviera e in presenza del commissario Mariann Fischer Boel si sono studiate le criticità delle agricolture montane. In due incontri, a Krünn in Baviera a luglio e ad Alpbach in Tirolo poche settimane fa, sempre in presenza del commissaria responsabile, si è sviluppato un catalogo di misure politiche a favore dell’agricoltura montana. Il lavoro ha portato alla pubblicazione di un «working paper» da parte della Commissione, che è stato presentato dalla Fischer Boel ad Alpbach.

Quando si parla di agricoltura montana bisogna considerare che trattandosi di un’agricoltura che, oltre a produrre alimenti, ha funzioni molto importanti per l’intera società, il mantenimento di un paesaggio culturale è importantissimo anche per le altre attività economiche, turismo in primis. Risulta, inoltre, largamente sottovalutata la responsabilità dell’agricoltura montana nella protezione dai pericoli naturali. La gestione delle superfici agricole e degli alpeggi, ma soprattutto delle foreste montane, contribuisce in maniera significativa a rallentare il deflusso delle acque dopo abbonanti piogge. Senza contare che l’abbandono espone il territorio a pericoli di frane e valanghe. Va ricordata anche la funzione di insediamento delle aziende agricole di montagna e stagionalmente degli alpeggi.

Per garantire queste funzioni laddove sono ancora vitali e ripristinarle dove l’abbandono è già progredito, sembrano necessarie delle misure politiche particolari. Non bisogna arricchire il ventaglio di misure oggi disponibili, spesso già molto complesse. Con le indennità compensative, la Pac prevede oggi una misura che corrisponde bene alle richieste delle agricolture operanti in zone svantaggiate. Bisogna tuttavia innalzare i livelli medi di finanziamento per poter rispondere anche alle richieste di aziende che operano in situazioni particolarmente difficili.

Le misure agroambientali si sono rivelate importanti nella gestione delle aziende agricole in montagna e contribuiscono a mantenere i ruoli non strettamente agricoli come il mantenimento del paesaggio e della biodiversità. Nell’ambito delle misure agroambientali va posta particolare attenzione alle coltivazioni biologiche, al pascolo attivo nelle malghe, ai premi per lo sfalcio dei prati fortemente pendenti, e al mantenimento di razze animali e culitivar vegetali minacciate dall’estensione e in ultimo alla riduzione dell’utilizzo di concimi chimici.

Per mantenere un’agricoltura di montagna sostenibile sul lungo periodo si dovranno incentivare anche gli investimenti fatti dai singoli agricoltori. È necessario aumentare i massimali per i finanziamenti pubblici, anche di Stato, per dare alle amministrazioni locali la possibilità di intensificare i finanziamenti per degli interventi importanti quali la costruzione di stalle o di abitazioni.

Va posta particolare attenzione alla posizione sul mercato dei prodotti agricoli montani. In questo contesto è interessante la proposta della Commissione di marchiare questi prodotti per darne particolare visibilità. Per l’agricoltura di montagna il latte rimane un prodotto di primaria importanza. Soprattutto negli ultimi mesi l’Ocm latte ha mostrato le sue debolezze. Programmi operativi, simili a quelli introdotti nelle Ocm ortofrutta e vino, potrebbero in futuro contribuire a rinforzare le organizzazioni di commercio.

Importante è anche la semplificazione della Pac. Le aziende montane sono spesso piccole e non riescono a gestire tutti gli impegni burocratici imposti dalla regolamentazione attuale. Il Parlamento europeo ha creato, in questa legislatura, un Intergruppo «Montagna» che accompagnerà il lavoro politico parlamentare, ponendo particolare attenzione allo sviluppo di una politica agricola che permetterà alle aziende montane di svolgere anche in futuro il proprio ruolo.


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