Grano in fioritura, scatta l’ora del trattamento anti-Fusarium

La pioggia complica la difesa in Emilia-Romagna e nel Centro. In ritardo il Piemonte
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Le piogge di aprile, cadute su buona parte della Pianura Padana, hanno per fortuna trovato il grano nella fase di spigatura. Septoriosi e oidio hanno colpito soprattutto le aziende che non sono riuscite ad eseguire tempestivamente (all’accestimento) il primo intervento fungicida (soprattutto nel caso di conce senza prodotti a lungo effetto).

Per quanto riguarda l’oidio le infezioni presenti in campo non destano particolari preoccupazioni fino a quando queste non arrivano a interessare la foglia a bandiera. Più problematiche le infezioni di septoriosi registrate su varietà particolarmente suscettibili (es. San Carlo).

Da questa settimana si entra però nella fase più suscettibile per gli attacchi di fusariosi. L’attenzione (dopo le contaminazioni di Don) è alta soprattutto per il frumento duro: già dal 78 maggio, è prevista in Pianura Padana l’inizio della fioritura delle varietà più precoci (Orobel) o comunque di quelle più avanti nel ciclo colturale perchè seminate prima (10 ottobre in provincia di Bologna), mentre la settimana successiva si prevede la fioritura delle varietà più tardive e di quelle seminate più tardi. Il modello previsionale Fusarium Head Blight cast messo a punto dall’Università di Piacenza e utilizzato dal servizio fitosanitario dell’Emilia-Romagna aiuta a individuare il periodo più pericoloso per le infezioni a partire dalla fioritura. In genere la fase più a rischio si verifica quando in campo la coltura arriva al 10-15% di emissione delle antere.

Il trattamento fungicida (già è stata rilasciata una specifica deroga per il secondo trattamento, per chi segue i disciplinari di produzione integrata dell’Emilia-Romagna), per essere efficace dev’essere effettuato tempestivamente, in previsione di una pioggia infettante.

Il “trucco” per la buona riuscita della difesa del grano è proprio questo: interventi troppo precoci rischiano di essere superflui e inefficaci (e di dover essere ripetuti), inutili quelli troppo tardivi.

Le piogge hanno ritardato l’esecuzione delle operazioni colturali, tra cui la fertilizzazione.

Per chi la esegue frazionata, la tentazione di anticipare il trattamento anti-fusarium per accoppiarlo alla concimazione di copertura e risparmiare così i costi, può però essere controproducente. L’indicazione è quella di seguire le indicazioni meteo.

Secondo le previsioni a lungo termine del servizio meteo della Regione Emilia-Romagna la tregua (relativa) concessa dalle piogge sembra destinata a cessare già nel secondo fine settimana di maggio. Una circostanza che potrebbe complicare la gestione della difesa anti-fusarium.


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