Gasolio agricolo, un salasso

Gli aumenti del combustibile minano la ripresa ed erodono la redditività colturale
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Sui primi germogli della ripresa s’abbatte la scure del caro-petrolio. E il conseguente aumento del gasolio agricolo. Il prezzo del barile è da tempo stabilmente sopra i 100 dollari e il rally del gasolio non sembra arrestarsi. L’impennata iniziatanello scorso autunnodeve ancora concludersi. Dai 55 centesimi al litro di fine settembre siamo oggi attorno agli 80 cent/litro di gasolio agricolo (fig1). L’aumento è di circa 25 centesimi, quasi il 40% in nemmeno 6 mesi.
 

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Uno scenario che rischia così di peggiorare sensibilmente la redditività delle colture. Alcuni esempi sono particolarmente significativi. «L’aggravio per un agricoltore medio – sottolinea Eros Gualandi, responsabile del settore agromeccanizzazione della Legacoop – è notevole. Il consumo di gasolio nel grano su terreno lavorato, indicativamente, varia fra 185 e 210 litri/ ettaro. Consumo che scende a 70-100 l/ha su sodo. Sul mais non irriguo si sale a 230 l/ha medi, per arrivare a 350 l/ha medi con punte fino a 500 l/ha su mais irriguo. Il sorgo è agli stessi livelli del grano, mentre si scende di circa 15-20 l/ha su girasole e soia».
Proviamo a tradurre in euro queste cifre, considerando l’aumento sopra riportato di circa 25 centesimi al litro. Ci troviamo di fronte ad aumenti variabili dai 50 €/haper il grano ai 60-70 €/haper mais non irriguo, fino a superare i 100 €/ha nel caso dimais irriguo.
Come dire che alcuni quintali di prodotto della prossima campagna 2011 se ne sono già andati.
Sacrificati al gasolio.
Sembra poi imminente l’aumento delle tariffe di lavorazione degli agromeccanici. I quali, dopo aver cercato per un buon periodo di limitare gli incrementi, non riescono più ad assorbirli. Si tratta, ovviamente, di una questione che verrà gestita a livello delle singole aree, ma la tendenza è delineata.
È Roberto Guidotti di Unima a fornire un quadro dettagliato della situazione (tab.).

 

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«A seconda delle lavorazioni – evidenzia Guidotti – gli aumenti possono arrivare fino a 25 €/ha, come nel caso di trinciature e interventi con vendemmiatrici semoventi, ma anche una ‘semplice’ aratura di media profondità ha un aggravio di 13 €/ha. Fino a 10 €/ ha in più si spende per una ripuntatura, 8 per una semina conminima lavorazione, 7 per un’erpicatura/ fresatura. E così, il solo assorbimento dell’aumento del costo del gasolio dovrebbe comportare un incremento di tutte le tariffe delle imprese agromeccaniche di una percentuale variabile, che può arrivare fino al 10% rispetto agli attuali listini»


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