È italiano il millesimo prodotto di qualità riconosciuto dalla Ue

Agroalimentare

Nel catalogo dei prodotti di qualità riconosciuti dall’Europa il prestigioso traguardo del numero mille è stato raggiunto grazie al pecorino siciliano “Piacentinu Ennese” che ha ottenuto il riconoscimento Dop (Denominazione di origine protetta). Il formaggio, tipico della provincia di Enna, è elaborato a partire da latte ovino crudo con l’aggiunta di zafferano (Crocus Sativus anch’esso proveniente da Enna) nonche’ di pepe e di sale. Le pecore pascolano in collina (tra i 400 e gli 800 metri) e la loro alimentazione e’ integrata con foraggi, fieno, paglia e stoppie di grano. Il formaggio deve la sua specificità all’uso dello zafferano, ai pascoli e alla maestria dei produttori locali.

Un primato europeo
Che il riconoscimento numero 1000 sia spettato proprio all’Italia non desta in realtà eccessive sorprese: il nostro Paese, con le sue 221 specialità riconosciute, è leader in Europa davanti alla Francia e alla Spagna per numero di prodotti a Denominazione di origine (Dop), Indicazione geografica protetta (Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg). I prodotti italiani di qualità protetti dal riconoscimento comunitario hanno sviluppato nel 2010 un fatturato al consumo superiore ai 9 miliardi di euro dei quali circa 1,5 miliardi realizzati sui mercati esteri attraverso l’esportazione. «Sono orgoglioso di questo riconoscimento che rappresenta un traguardo importante sia per l’Italia, che consolida così il suo primato con 221 specialità tra Dop e Igp, sia per l’Europa che raggiunge quota 1.000 prodotti di qualità riconosciuta», è stato il commento del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Giancarlo Galan.

Un 2010 da ricordare
Secondo quanto riferisce la Coldiretti il 2010 è stato un anno positivo per l’agroalimentare italiano di qualità: il fatturato complessivo è cresciuto grazie soprattutto alle buone performance ottenute da prodotti più rilevanti economicamente. Ad esempio il Grana Padano ha realizzato un valore al consumo di quasi 2,4 miliardi di euro per effetto dell’aumento del 5,3% dei consumi familiari e del boom nelle esportazioni, cresciute del 7,1% in Europa, del 14,8% in America e del 27% in Asia. Buoni risultati anche per il Prosciutto di Parma, che ha raggiunto nel 2010 il record delle vendite negli Stati Uniti, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente. In generale formaggi e salumi sono i settori dove i prodotti a denominazione di origine italiani realizzano il fatturato più rilevante, mentre a prevalere numericamente nei riconoscimenti ci sono nell’ordine gli ortofrutticoli, i formaggi, i salumi, gli oli di oliva e i prodotti della panetteria.

Il pericolo della falsificazione
Un’ulteriore diffusione dell’agroalimentare made in Italy è però frenata dalla proliferazione dei prodotti alimentari taroccati all’estero che – precisa la Coldiretti – sono causa di danni economici, ma anche di immagine. «Il rischio reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili. È il caso dei formaggi tipici dove il Parmesan è la punta dell’iceberg diffuso in tutto il mondo, dagli Usa all’Australia, ma ci sono anche il Romano, l’Asiago e il Gorgonzola prodotti negli Stati Uniti dove si trovano anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano “spacciati” come italiane. E in alcuni casi sono i marchi storici a essere “taroccati” come nel caso della mortadella San Daniele e del prosciutto San Daniele prodotti in Canada», spiega l’associazione dei produttori agricoli.


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