DOSSIER BENESSERE ANIMALE

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Nei prossimi anni sarà vietata la costruzione o la ristrutturazione di stalle a posta fissa per l’allevamento dei bovini. La struttura delle stalle dovrà garantire alle bovine l’accesso contemporaneo all’alimentazione (in postura naturale e senza somministrazione ad libitum) e alle aree di riposo.

I pavimenti non potranno più essere totalmente grigliati, si dovranno quindi installare pavimenti in gomma. Il numero delle cuccette dovrà essere superiore a quello degli animali. Ogni bovina dovrà avere a disposizione almeno 6,5 mq. Ma soprattutto si dovrà dare agli animali la possibilità di stare all’aperto, addirittura di pascolare per almeno 90 giorni all’anno.

Princìpi costruttivi e gestionali di questo tipo sono evidentemente assai lontani dalla situazione italiana, basti pensare all’idea di tenere le bovine all’aperto, ma è proprio un orientamento di questo tipo quello che si sta profilando all’orizzonte, nel nome dell’idea di benessere animale. Il Consiglio d’Europa infatti sta lavorando a una nuova proposta normativa che riguardi l’intero comparto bovino, da sottoporre poi all’esame della Commissione europea; successivamente la Commissione dovrà emanare una specifica direttiva Ue. E le idee sul tavolo sono quelle citate.

Finora la zootecnia bovina era rimasta in gran parte esclusa dalle disposizioni Ue in materia di benessere animale (con due eccezioni: il Consiglio d’Europa ha emanato tempo fa una linea guida sul benessere dei bovini da ingrasso, ma non si tratta di una disposizione vincolante, ed è appena stata varata una normativa specifica sui vitelli; si può ben dire quindi che non c’è ancora una legge che riguardi i bovini adulti).

Ora per colmare questo vuoto legislativo i lavori sono in corso. Nonostante il periodo non sia dei migliori dal punto di vista dei conti aziendali, sembra quindi che anche per gli allevatori di bovini sia arrivato il momento dell’obbligo dell’esecuzione di pesanti investimenti per adeguarsi alle norme europee sul benessere animale.

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