DOMANDA PAC: Sementi, l’aiuto disaccoppiato

Periodo di riferimento 2005-2008. Non si possono invocare le circostanze eccezionali
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dal 2012, la riforma della Pac porterà al disaccoppiamento totale del sostegno alle sementi.

In realtà, questo aiuto doveva essere disaccoppiato fin dal 2005, ma il Governo italiano aveva deciso di escludere l’aiuto alle sementi dal regime di pagamento unico, allo scopo di stimolare la produzione di sementi in Italia, finalizzata in particolare alla qualità delle produzioni e all’ottenimento di sementi esenti da organismi geneticamente modificati.

L’Health check della Pac obbliga la soppressione e il disaccoppiamento di tutti i pagamenti accoppiati, a partire dal 2012, compreso anche l’aiuto alle sementi.

 

GLI AIUTI FINO AL 2011

Fino al 2011, i produttori di alcune sementi (riso, graminacee, leguminose, lino, ecc.) usufruivano di un pagamento accoppiato alla produzione, in funzione dei quantitativi di sementi prodotte e ufficialmente certificate (Reg. Ce 73/2009, Reg. Ce 1121/2009), nell’ambito di un contratto stipulato tra un’azienda sementiera e un moltiplicatore (agricoltore). Il livello dell’aiuto era variabile in funzione della specie (tab. 1). Ad esempio, la produzione di sementi di erba medica (di varietà) consentiva di fruire di un aiuto di 36,59 euro/100kg, quella di trifoglio alessandrino e di trifoglio incarnato un aiuto di 45,76 euro/100kg.

 

DAL 2012

A partire dal 1° gennaio 2012, è prevista la soppressione e il disaccoppiamento dell’aiuto alle sementi certificate. Lo stanziamento disponibile per questo aiuto (13,321 milioni di euro per l’Italia) viene integrato nel regime di pagamento unico, andando ad aumentare il valore dei titoli.

Per tale scopo, gli agricoltori, gli operatori dei CAA, Agea e gli Organismi pagatori regionali dovranno eseguire nei prossimi mesi una serie di procedure amministrative abbastanza lunghe e complesse, già sperimentate in occasione dell’implementazione del disaccoppiamento della riforma Fischler.

 

IL CALCOLO DELL’IMPORTO

I beneficiari sono i produttori (agricoltori) che hanno incassato l’aiuto alle sementi per almeno un’annualità nel periodo di riferimento 2005-2008.

L’importo da disaccoppiare per ogni agricoltore viene calcolato sulla base della media quadriennale degli importi ricevuti, relativi all’aiuto alle sementi, nel periodo di riferimento 2005-2008.

L’importo totale a disposizione dell’Italia è di 13,321 milioni di € (tab. 2).

Nel quadriennio di riferimento, non si possono invocare le circostanze eccezionali, al contrario di quanto avvenuto nelle precedenti procedure di disaccoppiamento (seminativi, olio di oliva, ecc.). L’unica possibilità di avere una media diversa sui quattro anni è concessa ai nuovi agricoltori (che hanno iniziato l’attività dal 2005 al 2008); in tal caso, la media si basa sugli anni in cui hanno svolto l’attività agricola.

 

IL CALCOLO DEI TITOLI

Il calcolo dei titoli prevede due casi:

agricoltore che ha titoli in portafoglio: l’importo da disaccoppiare verrà sommato ai titoli in portafoglio di ogni singolo agricoltore; quindi, aumenta il valore dei titoli già in possesso dell’agricoltore, ma non il numero dei titoli;

agricoltore che non ha titoli in portafoglio: vengono assegnati nuovi titoli pari al numero degli ettari dichiarati al 15 maggio 2012.

I suddetti conteggi saranno effettuati da Agea che invierà ad ogni agricoltore l’importo di riferimento e il valore dei titoli all’aiuto.

Per la fissazione dei titoli, il beneficiario dev’essere un agricoltore con un dimensione minima aziendale di 0,3 ha.

 

LA RICOGNIZIONE

Com’è avvenuto per il disaccoppiamento degli altri sostegni (seminativi, olio di oliva, ecc.), il processo di attribuzione agli agricoltori degli importi dell’aiuto alle sementi avviene attraverso una serie di fasi procedurali: ricognizione dei beneficiari, determinazione dei titoli provvisori, fissazione provvisoria dei titoli, fissazione definitiva dei titoli.

La ricognizione è una fase che consiste nell’invio di una comunicazione agli agricoltori da parte di Agea e/o gli Organismi pagatori regionali, entro il 31 marzo 2012. Tale comunicazione riporta i seguenti dati di riferimento: superficie a premio nel periodo di riferimento 2005-2008, importo, numero e valore dei titoli provvisori.

Gli agricoltori replicheranno alla lettera di Agea con due possibili risposte:

– la conferma dei dati;

– la comunicazione di eventuali eventi modificativi del beneficiario: successione, cambio di denominazione, fusioni, scissioni.

 

LA FISSAZIONE DEI TITOLI

I titoli provvisori dovranno essere “fissati”, prima di essere utilizzati. Per questo scopo l’agricoltore, entro il 15 maggio 2012, dovrà presentare ad Agea o agli Organismi pagatori regionali una domanda di fissazione dei titoli, congiuntamente alla Domanda Unica.

I titoli fissati il 15 maggio 2012 sono provvisori; infatti l’importo di riferimento e il valore dei titoli potranno ridursi per rientrare nel massimale di spesa nazionale (13,321 milioni di €).

I titoli definitivi saranno calcolati da Agea soltanto dopo la presentazione e la verifica di tutte le domande di fissazione che perverranno agli Organismi Pagatori entro il 15 maggio 2012.

Dopo tali calcoli, gli agricoltori riceveranno, entro il 1° aprile 2013, un’ultima comunicazione di Agea con i titoli definitivi.

 

CRITICITÀ PER LE FORAGGERE

L’aiuto alle sementi per alcune produzioni (foraggere, leguminose, graminacee) ha consentito fino ad oggi una discreta produzione nazionale, che in qualche modo ha arginato (anche se non fermato) l’importazione di sementi di indubbia qualità da paesi terzi (vedi erba medica dalla Cina o dall’Afghanistan, loietto dal nord-america, ecc.).

Con il disaccoppiamento, gli agricoltori storici di foraggere – non avendo più l’aiuto accoppiato – non saranno più invogliati a produrre le sementi e ciò comporterà una drastica riduzione di queste produzioni in Italia. A meno che l’azienda sementiera non sia disposta ad aumentare i prezzi all’agricoltore. Ma questo è difficile per ragioni di mercato; già oggi le sementi di foraggere circolano prevalentemente non certificate e in più c’è concorrenza delle produzioni estere a basso costo.

 

IL SETTORE SEMENTIERO E IL DISACCOPPIAMENTO

Il settore sementiero in Italia è stato fortemente influenzato dalla Pac, soprattutto per effetto delle misure sul seme certificato per gli aiuti al grano duro. L’impatto del disaccoppiamento dell’aiuto alle sementi certificate sarà invece molto limitato, in quanto le specie di sementi interessate sono poche (graminacee, foraggere leguminose, riso, lino e canapa) e il plafond è abbastanza limitato (13,321 milioni di euro).

L’impatto sarà rilevante solo per alcune produzioni e in alcune Regioni. Le specie di sementi maggiormente interessate al disaccoppiamento sono il riso, che assorbe circa il 73% dell’aiuto, e le leguminose foraggere con il 23%. Nell’ambito delle Regioni, il disaccoppiamento interessa prevalentemente il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia-Romagna, la Toscana, il Lazio e la Sicilia.

Oltre all’aiuto alla sementi, gli effetti della riforma della Pac nel settore sementiero sono relativi soprattutto a due conseguenze indirette:

1. le variazioni nelle scelte colturali operate dagli agricoltori in conseguenza del disaccoppiamento, che ha portato dal 2005 ad oggi ad una forte diminuzione del grano duro e della barbabietola e a un leggero aumento dei cereali minori e delle foraggere;

2. l’obbligo di utilizzare le sementi certificate che, dal 2005 al 2009, ha interessato molte colture con l’Articolo 69 del Reg. Ce 1782/2003, poi è stato limitato al solo grano duro nel 2010 con l’Articolo 68 del Reg. Ce 73/2009, successivamente abolito nel 2011-2012 ed infine sarà reintrodotto nel 2013 (semine autunnali del 2012) (vedi Terra e Vita n. 1/2012).

Accanto alla riduzione della domanda di sementi certificate (tra il 2008 ed il 2011 secondo i dati Inran-Ense il quantitativo certificato di sementi di grano duro è sceso da 295.000 a circa 148.000 t, il 50% in meno), è il continuo cambiamento della Pac che ha generato le maggiori criticità, in quanto non ha dato il necessario tempo alle ditte sementiere di adeguare i loro programmi di produzione al nuovo scenario, creando una diffusa difficoltà nel settore.


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