Diossina, si alza lo scudo della Salute

Il ministro Fazio concorda con Nas e Regioni un piano di controlli straordinari sul made in Germany
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È già scattato un piano straordinario di controlli anti-diossina. Lo ha messo a punto il ministero della Salute, guidato da Ferruccio Fazio, insieme con il sottosegretario, Francesca Martini, il comandante dei Carabinieri del Nas, Cosimo Piccinno, e le Regioni.
E sono stati proprio i Nas i primi a scendere in campo tra gli scaffali e controllare possibili contaminazioni di prodotti provenienti dalla Germania: sotto al microscopio sono passati oltre 27 tipi di latte e, ha annunciato Fazio, altri controlli proseguono sui prodotti derivati dalle uova e sui suini vivi. «Attualmente – ha sottolineato il ministro – non risulta alcuna positività in Italia».
Con le Regioni, inoltre, il ministro della Salute ha concordato un monitoraggio dei siti di interesse nazionale che possono essere fonte di dispersione di diossina nell’aria e nell’ambiente con l’evidente obiettivo di prevenire eventuali emergenze che potrebbero chiamare in causa le cozze allevate a Taranto. «Aspettiamo comunicazioni ufficiali dalla Regione – ha chiarito Silvio Borrello, direttore generale per la sicurezza degli alimenti della Salute –. Naturalmente se fosse confermata la positività dei campioni chiederemo il ritiro immediato di questi prodotti dal commercio». A tirare in ballo i molluschi pescati nei fondali del Mar Piccolo di Taranto è il laboratorio Inca (Consorzio interuniversitario nazionale di chimica per l’ambiente) di Venezia cui è stata commissionata una ricerca dalla onlus Fondo anti-diossina Taranto: i risultati indicano un inquinamento pari a 13,5 picogrammi per grammo rispetto alla legge che ne fissa il limite a 8 con uno sforamento di circa il 69 per cento.
In ogni caso, assicura la Salute, i valori di diossina riscontrati nelle carni provenienti da alcuni allevamenti tedeschi non devono preoccupare. «Sono molto bassi – ha spiegato Fazio nel corso di un question time alla Camera – tanto che, per fare un esempio, c’è più diossina in una bistecca alla brace, non originariamente contaminata, che in una bistecca contaminata in Bassa Sassonia ». Il ministro ha ricordato che i valori massimi previsti sono di un picogrammo per grammo di grasso per le carni suine e 3 pg/g di grasso per quelle bovine, ma «i criteri con cui vengono posti i valori massimi da parte delle autorità competenti sono sempre estremamente conservativi in termini tossicologici per la salute umana», ossia un parametro di sicurezza «di circa 100 volte inferiore al limite che può indurre una tossicità nell’uomo». Così sono risultati fuorilegge i campioni di uova e di carne suina tedeschi con un valore registrato di 1,51 picogrammi. In condizioni normali, ha sottolineato Fazio, un uomo che pesa 60 kg ha un carico corporeo di diossina dovuto alle normali esposizioni ambientali di circa 350mila picogrammi complessivi e «per modificare questo carico corporeo un uomo dovrebbe ingerire centinaia di kg di carne suina contaminata allo stesso livello trovato in Bassa Sassonia ». Il ministro ha anche ricordato che in occasione della contaminazione di carni suine in Irlanda nel 2008, con un livello di 100 volte superiore a quello attualmente riscontrato nella carne tedesca, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva dichiarato che «anche con un consumo giornaliero a base esclusiva di carne suina altamente contaminata non si sarebbero avuti necessariamente eventi avversi per la salute ».
In ogni caso l’import dalla Germania riguarda una quantità limitata di uova che, grazie all’etichettatura, è possibile rintracciare guardando il marchio di produzione e provenienza. Obbligatoria l’etichetta d’origine anche per carne bovina e pollo (in questo caso il «passaporto » è stato introdotto unilateralmente dall’Italia in dissenso da Bruxelles) ma non per la carne suina. «Con la prossima approvazione della legge d’etichettatura trasparente – ha precisato il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan – disporremo finalmente di uno strumento che ci difenderà da chi vuole imbrogliarci in ogni senso perché di questo o di quel prodotto conosceremo tutto».


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