Dichiarazione Imu quasi al buio

Per aliquote e relative detrazioni sugli immobili bisogner√† aspettare dopo l’estate
TV_12_18_fabbricato_rurale.jpg

Lo scorso 24 aprile il Senato ha approvato definitivamente la legge di conversione del Dl. 2 marzo 2012, n. 16, nel testo identico votato dalla Camera il 18 aprile. Le modifiche apportate alla disciplina dell’Imu sono dunque definitive (in attesa di pubblicazione in Gazzetta). Bisogna però aggiungere un “quasi”: perché la questione delle aliquote, comprese quelle da applicare agli immobili “agricoli”, si risolverà solo nella prima decade di dicembre.

Le aliquote base Imu, da applicare al valore imponibile degli immobili agricoli, stabilite dalla legge vigente sono quelle riportate nella tabella a fianco.

Tuttavia, con il provvedimento in esame, è stato disposto che entro il 10 dicembre prossimo il presidente del Consiglio dei Ministri provvederà:

a) sulla base dell’andamento del gettito derivante dal pagamento della prima rata dell’imposta, alla modifica dell’aliquota da applicare ai fabbricati rurali e ai terreni così da garantire che il gettito complessivo non superi, per il 2012, l’ammontare previsto dal ministero dell’Economia per i fabbricati rurali strumentali e per i terreni (modifiche all’art. 13 del Dl. n. 201/2011, conv. L. n. 214/2011);

b) sulla base del gettito della prima rata dell’Imu propria nonché dei risultati dell’accatastamento dei fabbricati rurali, alla modifica delle aliquote, delle relative variazioni e delle detrazioni stabilite, per assicurare l’ammontare del gettito complessivo previsto per il 2012 (c. 12-bis aggiunto all’art. 13).

Inoltre, il nuovo comma 12-bis sopra citato, stabilisce che entro il 30 settembre 2012, sulla base dei dati valutativi che verranno aggiornati dal ministero dell’Economia, i comuni possono approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo.

Insomma, come si capisce, la questione delle aliquote Imu e delle relative detrazioni è ancora aperta: occorrerà attendere le eventuali delibere modificative dei comuni, nonché i decreti detti sopra. È chiaro, quindi, il motivo per cui, i versamenti dovuti il 16 giugno prossimo, nella misura indicata nell’articolo pubblicato su TV 17, costituiranno acconti da calcolare applicando le aliquote e le detrazioni base previste dalla legge. I calcoli di seguito illustrati determinano l’imposta totale su cui calcolare l’acconto.

 

TERRENI AGRICOLI ESENTI?

Il provvedimento prevede, a titolo però di sola possibilità, che possa essere stabilita l’esenzione dall’Imu, dei terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate dall’art. 15 della L. n. 984/77. Questa eventuale esenzione verrà stabilita con un decreto dell’Economia e del Mipaaf, che potrà individuare i comuni nei quali si applica l’esenzione, sulla base dell’altitudine riportata nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat, nonché, eventualmente, anche sulla base della redditività dei terreni.

 

ABITAZIONE PRINCIPALE

Se il fabbricato rurale costituisce abitazione principale, alla base imponibile si applicherà l’aliquota base pari allo 0,4%, ottenendo così l’imposta totale.

Dall’imposta totale per l’abitazione principale e per le relative pertinenze (anche se si tratta di un fabbricato rurale), si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200, rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Per gli anni 2012 e 2013 la detrazione è maggiorata di € 50 per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’abitazione principale. L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di € 400. I comuni possono disporre l’elevazione dell’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. In tal caso, il comune che ha adottato detta deliberazione non può stabilire un’aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione.

Il provvedimento ha modificato la definizione di abitazione principale: “L’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano (catasto fabbricati) come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile“ (nuovo testo del c. 2 del già citato art. 13).

 

ABITAZIONI NON PRINCIPALI

Ai fabbricati rurali abitativi che non sono abitazione principale, al pari delle altre abitazioni, alla base imponibile si applica l’aliquota ordinaria dello 0,76%.

 

FABBRICATI RURALI ABITATIVI

Ai fabbricati rurali abitativi si applicano le regole generali dell’Imu previste per la generalità delle abitazioni. La base imponibile, quindi, si ottiene rivalutando la rendita catastale (o, in mancanza, quella presunta) del 5% e applicando il moltiplicatore pari a 160 (vedi sopra schema 1).

 

FABBRICATI RURALI STRUMENTALI

Esenti: il provvedimento stabilisce che sono esenti dall’Imu i fabbricati rurali strumentali ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all’elenco dei comuni predisposto dall’Istat.

Non esenti: fuori dall’esenzione sopra indicata, i fabbricati rurali strumentali sono soggetti all’Imu, e la loro base imponibile si calcola rivalutando del 5% la rendita catastale (ovvero, in mancanza, quella presunta) e applicando il moltiplicatore 60, e quindi l’aliquota base dello 0,2%, ottenendo così l’imposta totale (vedi sopra schema 2).

 

FABBRICATI INAGIBILI O INABITABILI

Il provvedimento stabilisce che per tali fabbricati, anche rurali, la base imponibile è ridotta del 50% limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva. Agli effetti dell’applicazione della riduzione a metà della base imponibile, i comuni possono disciplinare le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta, non superabile con interventi di manutenzione.


Pubblica un commento