Crisi del latte, l’Ue cerca soluzioni

Le proposte della Commissione e del Parlamento europeo. Posizioni diverse tra i Paesi
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La crisi del prezzo del latte è al centro del dibattito politico. Le Istituzioni europee e nazionali stanno cercando di trovare qualche soluzione per sostenere un mercato in forte stagnazione e per evitare il tracollo di molte imprese.

Nel prossimo mese di ottobre il Consiglio dei ministri agricoli è chiamato ad adottare alcune importanti decisioni.
Molte imprese rischiano il fallimento e le organizzazioni agricole europee sono da molti mesi in stato di agitazione per sollecitare interventi. Ma le posizioni degli Stati membri, della Commissione e del Parlamento sono molto diverse.

Intanto in Italia, la crisi del latte ha spinto il Ministero e le Regioni ad inserire un sostegno specifico nell’ambito dell’Articolo 68, con una dotazione di 40 milioni di euro annui.

IL CALENDARIO
Il 22 luglio scorso la Commissione europea aveva presentato un pacchetto di misure per stabilizzare il mercato dei prodotti lattiero-caseari.

Queste misure sono state discusse dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo – presieduta da Paolo De Castro – e poi sono state approvate dalla sessione plenaria del Parlamento il 17 settembre scorso.

Com’è noto, tuttavia, il Parlamento esprime solamente un parere; infatti il pacchetto di misure anticrisi sarà votato definitivamente nel Consiglio dei ministri agricoli del 19-20 ottobre prossimo.

La diversità di posizioni tra gli Stati membri, la Commissione ed il Parlamento lascia ancora incerto l’esito finale su alcuni punti, ma il pacchetto di misure sarà sicuramente adottato.

LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE

La Commissione aveva già attivato, a partire da gennaio 2009, una serie di interventi di mercato nell’ambito degli strumenti a disposizione, in particolare, il regime di aiuti all’ammasso privato per il burro e gli acquisti all’intervento per il burro e il latte scremato in polvere.

Fino a luglio 2009, l’impegno dell’Ue sul mercato dei prodotti lattiero-caseari è stato rilevante: sono state ammassate 113.500 tonnellate di burro e sono state acquistate all’intervento 81.900 tonnellate di burro e 231.000 tonnellate di latte scremato in polvere.

La Commissione propone di prolungare questi due strumenti fino al 28 febbraio 2010, quando avrà inizio il nuovo periodo di intervento. Inoltre gli interventi saranno applicati anche nel corso del 2010 ove la situazione del mercato lo richieda.

Inoltre, nel mese di gennaio 2009, erano state ripristinate le restituzioni all’esportazione di prodotti lattiero-caseari. La Commissione propone di continuare a concedere restituzioni all’esportazione per tutto il tempo necessario.

Altra proposta riguarda il regime di distribuzione gratuita di latte nelle scuole, che sarà migliorato per renderlo ancora più allettante.

ANTICIPI DEI PAGAMENTI
Per contribuire alle difficoltà finanziarie degli allevatori, la Commissione ha permesso, eccezionalmente, agli Stati membri di versare il 70% dei pagamenti diretti agli agricoltori già a partire dal 16 ottobre 2009 anziché dal 1º dicembre 2009.

Questa proposta è già stata approvata con il Reg. Ce 691/2009 del 30 luglio 2009. Anche l’Italia si sta attrezzando per pagare il 70% dei pagamenti diretti ai suoi agricoltori, a partire dal 16 ottobre 2009. I problemi all’applicazione di questa decisione risiedono nella capacità di Agea e degli Organismi Pagatori regionali di predisporre le necessarie procedure amministrative. Sicuramente questa opportunità sarebbe un grande sollievo per molte imprese zootecniche, soprattutto per quelle che hanno forti indebitamenti o difficoltà finanziarie.

SOSTEGNI ANCHE DALLO SVILUPPO RURALE

La politica dello sviluppo rurale prevede una serie di misure per contribuire alla ristrutturazione del settore lattiero-caseario, tanto che esso rientra in una delle cinque “nuove sfide” dei PSR. Infatti l’health check della PAC ha stabilito che è possibile spendere per la ristrutturazione di questo settore parte i fondi aggiuntivi derivanti dalla modulazione a favore al Fondo dello sviluppo rurale.

Con tali risorse, le Regioni possono rafforzare l’utilizzo delle misure 121, 123, 124 e 214 con apposite “operazioni” rivolte al settore lattiero-caseario.
In questo caso, il Reg. Ce 74/2009 concede la possibilità di aumentare del 10% il tasso di contributo pubblico per gli investimenti a favore delle imprese della filiera lattiero-casearia.

Da questo punto di vista, molte Regioni italiane si sono attivate in tal senso. Ma il ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia ha lamentato che solo 12 Regioni hanno attivato misure specifiche per il settore e soltanto due Regioni hanno destinato al settore del latte almeno il 20% delle risorse aggiuntive disponibili.


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