Costituita l’holding Consorzi agrari d’Italia

24 Cap, capitale di 4 milioni e società aperte a tutti
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A Cernobbio, al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione è stata presentata ufficialmente Consorzi agrari d’Italia, la nuova holding che aggrega 24 Cap in bonis.

La struttura nasce con capitale di 4 milioni di euro, un fatturato di 2,5 miliardi, l’80% del giro d’affari totale del sistema consortile (pari circa 3 miliardi), 1.300 punti vendita e una platea di 300mila aziende agricole di riferimento.

La gestione sarà duale: un consiglio di sorveglianza presieduto da Luigi Gruppi, presidente del Cap Milano-Lodi, e un consiglio di gestione guidato da Pierluigi Guarise, direttore del del Consorzio agrario Lombardo-Veneto. Per ora hanno deliberato l’adesione e versato la quota 17 Consorzi, mentre per altri sei sono in attesa le delibere. Si tratta comunque di una società aperta a tutti i Consorzi con i conti in ordine.

Braccio operativo per la realizzazione del piano industriale saranno società di scopo attive nel trading, nella gestione dei punti vendita, nella trasformazione industriale e nella gestione del patrimonio immobiliare.

L’obiettivo della nuova società consortile per azioni è di ampio raggio e spazia dallo sviluppo di servizi multifunzionali, logistici e finanziari, al rafforzamento di una rete distributiva destinata a favorire i prodotti firmati dagli agricoltori.
Ma nella strategia rientra anche l’impulso alla ricerca e l’innovazione in cui sono già impegnati molti Cap e la creazione di «marchi comuni». Tra le priorità inoltre il rilancio di una presenza nel Mezzogiorno, dove oggi la rete Cap è quasi inesistente, e il debutto nelle agroenergie. Tra circa un mese sarà presentato il piano industriale che definirà nel dettaglio le azioni.«È un momento storico – ha dichiarato alla presentazione del progetto Gruppi – è il segnale della reazione del mondo agricolo al difficile momento di crisi. In alcuni territori le aziende preferiscono non seminare. La sfida della nuova società è di rendere coesi i Consorzi agrari e creare così economie di scala e sinergie a vantaggio delle imprese. È un contenitore – ha aggiunto – che ha all’interno progetti concreti per dare valore aggiunto all’agricoltura». «Vogliamo costituire – ha affermato Guarise – una rete efficiente di servizi per tutte le imprese agricole e in tutto il paese ricostituendo la rete nel Mezzogiorno».

Guarise ha sottolineato che si tratta di servizi commerciali, creditizi, assicurativi. «Si punta – ha ribadito – a concentrare l’offerta delle commodity agricole per rafforzare la posizione dei produttori agricoli. Le società di scopo sono aperte a tutti i soggetti che condividono il progetto e sono titolari di interessi nel sistema agricolo». E si pensa perciò anche ad alleanze con la cooperazione, l’industria e la grande distribuzione.

«È un progetto fortemente ambizioso e fortemente possibile, una risposta alla crisi dell’agricoltura, una risposta positiva di un’associazione che non va soltanto in piazza ma fa proposte serie e concrete quando c’è un momento di difficoltà» è stato il commento di Sergio Marini, presidente della Coldiretti «regista dell’operazione».

La holding ha avuto anche la «benedizione» del Governo. Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha giudicato con molto favore l’aggregazione che – ha detto «rappresenta un salto economico e culturale, una delle poche occasioni in cui non si presenta la solita lista delle richieste e delle lamentele ma si offre qualcosa di concreto».

L’holding si impegnerà in tutte le filiere, ma uno dei settori più sensibili sarà quello dei seminaivi da anni nell occhio del ciclone. Trading, trasformazione e mangimifici sono le parole d’ordine dell’azione di valorizzazione della filiera.

Consorzi agrari d’Italia si candida dunque a indirizzare le produzioni nazionali in termini quantitativi e qualitativi, a gestire la logistica e la capacità di stoccaggio per garantire omogeneità dell’offerta, rintracciabilità, sicurezza e certificazione, a partecipare direttamente alla trasformazione e infine a razionalizzare mangimifici e sementifici dei Cap. La società ha anche annunciato da Cernobbio che sta lavorando ad accordi con istituzioni finanziarie «per una piattaforma di trading che garantisca la necessaria liquidità e la copertura dai rischi.


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