Convegno Terra e Vita. Api e mais, la soluzione c’è

Seminatrici: un kit consentirebbe di ridurre dell’85% le dispersioni di polveri
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Secondo round romano del confronto-scontro tra api e mais. I ministeri della Salute e delle Politiche agricole dovranno decidere entro settembre se rinnovare lo stop ai concianti neonicotinoidi, un provvedimento che ha acceso una conflittualità senza precedenti tra maiscoltori e apicoltori. Dopo la tavola rotonda dello scorso febbraio, Terra e Vita ha organizzato il 6 luglio un nuovo convegno “Api e mais: una convivenza possibile”. Il mais italiano ha infatti recentemente incontrato rilevanti difficoltà: fino ai primi anni 2000 risultava il più produttivo, mentre oggi (2009) Francia, Spagna e Usa ci hanno superato. «Una bassa crescita delle rese legata amolti fattori – spiega Amedeo Reyneri dell’Università di Torino – : tra queste occorre inserire anche la sospensione all’uso della concia con insetticidi neonicotinoidi».

Reyneri pone particolare accento sul contributo di questa pratica al controllo della diabrotica, che interessa un areale sempre più vasto del nord Italia. Secondo il relatore il ruolo della concia con insetticidi non si può però esaurire nella sola valutazione del danno subito da insetti: poter ricorrere a questa pratica significa avere più successo nelle semine tempestive primaverili, meno vincoli di avvicendamento e nelle lavorazioni, più omogeneità nelle nascite e quindi nella maturazione, minore suscettibilità allo stress idrico e nutrizionale e, pertanto, rese più elevate, sicure e granella di qualità e sanità mediamente migliore.

La sospensione dei nicotinoidi si può però superare: con opportune modifiche nelle seminatrici penumatiche. «Basta solo – testimonia Paolo Balsari dell’Università di Torino – agire sul numero di giri della presa di forza, e quindi sulla potenza del ventilatore, per ridurre del 20% le dispersioni. Un abbattimento che arriva a oltre l’85% con l’applicaizone di un kit che consente di convogliare l’aria emessa in profondità nel terreno». Negativa invece l’opinione di Balsari sull’applicazione di filtri (un sistema che è stato studiato nell’ambito del progetto di ricerca Apenet). «Si sposta solo il problema: sul filtro si concentrano le polveri, aumenta la pericolosità per l’operatore e diventa difficile lo smaltimento». Rimane da chiarire la pericolosità dei neonicotinoidi sulle api.

Come spiega Domenica Auteri dell’Efsa, la valutazione dell’impatto sulle api nel processo di autorizzazione di questi agrofarmaci ha tenuto in cosiderazione le condizioni e l’epoca in cui questi interventi vengono eseguiti, e il fatto che con la concia aumenta la percentuale di prodotto destinata al target (e si riduce la quantità distribuita per ettaro). Ora occorre prendere delle decisioni equlibrate. In Francia è già stato fatto. «I monitoraggi e gli studi di post-registrazione – spiega Anne Alix, esperta del ministero dell’agricoltura francese – hanno consentito di decidere l’autorizzazione per la concia del mais con thiametoxam, con opportuni vincoli di utilizzo delle seminatrici».


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