CONTOTERZISTI. Il frumento è una coltura da “curare” bene

CAMPAGNA CEREALI 2010/3
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Sembrava che dovunque tutto fosse andato per il verso giusto, tanto da far prefigurare ottime rese e brillanti esiti qualitativi, poi la mietitrebbiatura ha parzialmente smentito le attese.
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Chi ha una visione “in diretta” della campagna cereali sono, oltre agli agricoltori, ovviamente anche i contoterzisti. Che si sono ritrovati a dover trebbiare a più non posso per recuperare parte del tempo perduto a causa delle piogge. E che confermano una certa variabilità di risultati.

Ad esempio nel Trevigiano si passa da rese per il frumento tenero di 55-60 q/ha a 25-30 q/ha, una differenza dovuta sostanzialmente all’effettuazione o meno delle operazioni agronomiche (trattamenti, diserbo e concimazione). Che invece non sembrano aver influenzato la qualità del prodotto, per lo meno in termini di peso specifico e proteine. Più che la volontà di non intervenire da parte degli agricoltori, infatti, sono state le piogge a ritardare o a rendere impossibile l’ingresso in campo delle macchine. In altre parole, alla fine gli interventi sono stati effettuati, ma mai nel momento ideale. La concimazione in particolare sembra aver giocato un ruolo di primo piano, soprattutto se effettuata dopo la semina in 2-3 passaggi, l’ultimo dei quali con concime liquido assieme al trattamento anti-Fusarium. Rispetto allo scorso anno, comunque, si è registrato un aumento medio delle rese, che si erano attestate sui 30-40 q/ha.

Passando al Lodigiano, si è sentita molto la difficoltà a intervenire a causa delle piogge, nonostante l’intenzione degli agricoltori di concimare, diserbare e trattare, tanto che le rese sono stimate in soli 45 q/ha circa. Il prodotto alla raccolta si presentava inevitabilmente “sporco”, ma non tale da causare problemi alla mietitrebbia. Non sembrano invece essersi registrati casi di prodotto pregerminato e dal punto di vista agromeccanico la stagione viene considerata positivamente, perchè una volta arrivato il bel tempo si è riusciti a iniziare bene la trebbiatura e a finirla altrettanto bene.

Nel Piacentino, infine, è stata evidentemente possibile una gestione agronomica oculata, che ha consentito di raggiungere rese di 60-70 q/ha, con pesi ettolitrici buoni (da 78 a 81). Fondamentale in questo areale sembra sia stata la precessione colturale con pomodoro, mentre chi ha fatto ristoppio ne ha pagato le conseguenze, lasciando diversi quintali sul campo. E i prezzi stimati nella prima settimana di luglio si aggiravano intorno ai 13 euro al quintale.

C’è in ogni caso un minimo comun denominatore nel giudizio da parte dei contoterzisti su questa stagione per il frumento tenero. Nel senso che non può essere considerata una coltura “secondaria”, per la quale ci si può permettere il lusso di trascurare le pratiche agronomiche. Quest’anno si è avuta una chiara riprova del fatto che il frumento è una coltura principale a tutti gli effetti, per cui solo se ben curata dal punto di vista agronomico, risponde con rese elevate e qualità altrettanto elevata. Viceversa, è una vera e propria rimessa.


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