Contadini bolognesi. A Bentivoglio il museo guadagna nuovi spazi

A 35 anni dalla nascita
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Trampolino di lancio è stato il comune di Castel Maggiore (Bo) dove i contadini del “Gruppo della stadura”, oltre 35 anni fa, idearono il Museo della Civiltà contadina che fu poi collocato a villa Smeraldi di S.Marino di Bentivoglio (Bo).

Ora quel museo, unico di proprietà provinciale, apre una nuova esposizione permanente che sarà inaugurata il 9 e 10 maggio prossimi. 1.200 mq di spazi dedicati a oggetti, strumenti, prodotti e documenti che raccontano il lavoro e la vita delle campagne bolognesi negli anni che vanno dal 1750 al 1950. Arricchiranno le esposizioni esistenti (la casa contadina, il ciclo della canapa e della barbabietola da zucchero e i mestieri artigiani, fabbri, falegnami, carradori, arrotini…). Dunque un museo che trasmette competenze sul territorio e aiuta a capire parte della contemporaneità. È il frutto di una positiva collaborazione tra pubblico e privato (la Fondazione Carisbo e alcune aziende) per sviluppare attività culturali.

Attorno alla villa è stato recuperato anche il parco, un giardino romantico all’inglese: con disposizione irregolare di alberi e arbusti, pendenze, vialetti, siepi, finti ruderi e uno specchio d’acqua.

Laura Carlini, responsabile servizio musei dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali dell’Emilia-Romagna: «i musei devono stabilire un legame fra le varie generazioni. Gli ecomusei, in particolare, sono la nuova frontiera».

Con il tempo si sono moltiplicate le attività didattiche offerte in particolare alle scuole (visite guidate, laboratori e dimostrazioni).

Al convegno del 10 maggio si parlerà fra l’altro del nuovo mercato contadino, di valorizzazione dei territori circostanti e di nuovi progetti come gli orti didattici e della possibilità di noleggiare gli orti spiega Silvio Fronzoni, direttore di Villa Smeraldi.

Tutto rinnovato anche il sito web: www.museociviltacontadina.provincia.bologna.it


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