CONCIMI: I prezzi non caleranno ma verranno ampiamente ripagati

Le previsioni fino al 2020 redatte dagli esperti di Fertilizer Europe
STV_11_6_FO_concimi.jpg

Una delle esigenze più sentite da un’Associazione di settore e dai suoi aderenti è quella di poter contare su previsioni di mercato le più attendibili possibile. Come elaborarle dipende dalla possibilità di poter contare sul giudizio di un folto numero di esperti in grado di predire gli attuali e futuri comportamenti degli agricoltori.
Il modello sul quale ogni anno l’Associazione dei produttori europei di fertilizzanti si basa per elaborare le proprie previsioni, a breve e a lungo termine, utilizza proprio questo tipo di approccio.
Almeno una trentina di persone provenienti dai Paesi dell’Unione europea, basandosi sulla propria esperienza sia agronomica che di mercato, attraverso le proprie valutazioni su alcuni parametri, hanno elaborato una previsione di consumo degli elementi fertilizzanti principali (N,P2O5, K2O) da qui al 2020.
La previsione deriva della misura e dalle valutazioni delle aree dedicate ad alcune colture in ciascun Stato membro, dalle rese precedenti, dalla previsione di quelle future, delle quantità di fertilizzanti distribuiti, o che ci si attende che verranno distribuiti.
Moltiplicando le quantità di nutrienti per ciascuna coltura per l’area totale di quella coltura e sommando il tutto otteniamo le quantità di azoto, fosforo e potassio che si prevede dovrebbero essere consumati nei periodi presi in esame.
È chiaro che il tutto dipenderà da come ciascun esperto si porrà di fronte agli scenari che influenzeranno o dovrebbero influenzare le scelte degli agricoltori: scenari sia agronomici che economici.
Per quanto riguarda il settore delle colture, alcune regole generali che i previsori hanno dovuto tenere presente sono state:
a) il prezzo internazionale dei concimi;
b) i prezzi internazionali dei prodotti agricoli, e il loro trend produttivo;
c) lo sviluppo delle cosiddette colture energetiche per la produzione di carburanti alternativi;
d) un eventuale setaside volontario.
Vediamo quindi le scelte sulle quali il panel di esperti si è trovato d’accordo per elaborare le previsioni.
 

 

PETROLIO E GAS
Un prezzo alto per l’azoto non dovrebbe comunque influenzarne l’utilizzo almeno nei 15 tradizionali paesi europei. Il prezzo dei fertilizzanti azotati procede infatti di pari passo con quello del petrolio e del gas e, con un prezzo previsto del barile di greggio che va da qui al 2015 dagli 85 (previsioni europee) ai 100 $ (previsione americane) non si prevedono flessioni per l’azoto. Il fosforo ha già avuto il suo ribasso dopo il picco degli scorsi anni come pure il potassio e per tale ragione sia nel medio termine, che nel lungo termine, ci si attende un prezzo stabile significativamente più alto di quello storico.
In questo scenario il budget che gli agricoltori riservano ai concimi sarà significativamente diverso e più alto rispetto al consueto, e di questo se ne dovranno in qualche modo rendere ragione.
In particolare i nuovi Paesi Ue, dove agricoltori vengono giudicati molto reattivi ai prezzi dei fertilizzanti, potrebbero rendere l’esercizio di previsione molto più complicato.
L’attrattività a coltivare alcune colture piuttosto che altre dipende grandemente anche dai prezzi dei prodotti agricoli che gli agricoltori riusciranno a spuntare.
È stato assunto che i prezzi internazionali dovrebbero mantenersi remunerativi a causa dell’espansione dei biocarburanti e degli stock attualmente bassi. Il setaside o il recupero ambientale di alcune superfici aziendali da parte degli agricoltori non è più obbligatorio ma, per esperienza personale dei previsori, si dovrà tenere conto delle scelte nei rispettivi Paesi di non coltivare suoli poco fertili, o appezzamenti dove gli interventi ambientali vengono ripagati.
In generale ci si attende, come pubblicato dalla Commisione europea, Direzione generale agricoltura nelle proprie “Prospettive di mercato e redditività”, che la coltivazione dei cereali crescerà fino al 2018 a un ritmo di almeno 1% medio (meno in Eu 15, meglio in Eu 12 – nuovi stati membri).
Per quanto riguarda invece le colture oleaginose esse non troveranno vantaggio, sempre secondo la Commissione Europea, dell’aumentata domanda del biodiesel che verrà invece soddisfatto principalmente dall’importazione.
 

 

BIOENERGIE
Tenuto conto della politica energetica europea (sostituzione di una quota parte delle fonti fossili con quelle rinnovabili ivi comprese quelle da biomasse) e dalle azioni intraprese per combattere i cambiamenti climatici – la riduzione delle emissioni di CO2 è considerato uno degli impegni ambientali, se non “l’impegno ambientale europeo” –, un’attenzione particolare è stata riservata dai previsori all’impatto delle bioenergie e dei biocarburanti sulle scelte degli agricoltori. Nonostante questo essi non si aspettano che le colture energetiche influenzeranno in maniera significativa il consumo di fertilizzanti, eccetto che per le aree che andrebbero in sostituzione a quelle di uso alimentare, con il risultato di ridurle.
Ancora più marginale si ritiene la sostituzione delle attuali superfici coltivate con colture dedicate come il Miscanthus o il salice che, poiché la competizione è basata sulla profittabilità, avendo le due colture citate la caratteristica di essere poliennali, non concederebbero l’elasticità di cambiare a seconda degli andamenti del mercato.
Anche l’abolizione delle quote latte è stata tenuta in considerazione durante la preparazione della previsione.
Quello che certamente accadrà è che il numero delle vacche da latte diminuirà lungo il periodo considerato, la dimensione delle mandrie crescerà e la resa per animale aumenterà.
Questo comporterà un regime alimentare più intensivo, con potenziali effetti sulle colture per i mangimi, e quindi sull’uso dei fertilizzanti.
Ma gli aspetti che sempre più influenzeranno le scelte agronomiche e di conseguenza l’uso dei concimi saranno quelle di carattere ambientale volte alla sua protezione. Il compito più difficile per chi è chiamato a fare previsioni sulle concimazioni da qui a dieci anni sarà appunto quello di prevedere l’evolversi della normativa in atto o che verrà.
La direttiva quadro delle acque, che ha definito nel 2009 lo stato di qualità che dovrà essere traguardato, vedrà il raggiungimento dei suoi obiettivi nel 2015, proprio nel mezzo del periodo preso in considerazione dai previsori.
La revisione della direttiva nitrati introdurrà misure di controllo anche per il fosforo, e contemporaneamente è prevista una ulteriore implementazione della direttiva sulle acque di falda.
Durante il periodo preso in considerazione altre nuove e vecchie legislazioni di protezione ambientale incideranno sulle valutazioni dei previsori.
È in atto infatti una revisione del protocollo di Gothenburg sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero che imporrà maggiori restrizioni riguardo alle emissioni di ammoniaca dall’agricoltura e dalla zootecnia.
 

 

PRODUZIONI COMPETITIVE
Si è già avuto modo di accennare agli impegni di riduzione di emissione di gas serra e delle misure attualmente in vigore. Altri fattori sono stati presi in considerazione dai previsori e in particolare la Pac dopo il 2013 che si ritiene avrà un importante impatto sul consumo dei fertilizzanti.
Nella loro previsione però gli esperti hanno ipotizzato un bilanciamento tra l’aumento della pressione sui temi ambientali, parte sempre più integrante della politica agricola, e un chiaro orientamento verso un’agricoltura europea sempre più competitiva e produttiva.
Nell’elaborazione delle previsioni si è tenuto conto di un aspetto che assumerà sempre più importanza in sede comunitaria: il consumo sostenibile e la produzione alimentare. Questa tematica si svilupperà in due direzioni.
La prima sarà quella di creare un sistema di comunicazione per i consumatori che li inviti ad adottare criteri di sostenibilità nei confronti dell’alimentazione un po’ come si è fatto con i biocarburanti, i gas serra ed il consumo di energia. Questo si rifletterà sui consumi di certi tipi di alimenti. La seconda, legata a quanto detto sopra, sarà l’individuazione degli incentivi volti a cambiare la dieta della popolazione avendo come obiettivo un migliore uso delle risorse naturali.
Una volta tenuto conto di tutte le variabili descritte e pesate le conseguenze sui sistemi colturali dei propri Paesi gli esperti hanno elaborato dettagliate previsioni.
La tab. 1 riassume i consumi previsti da qui a 10 anni espressi in migliaia di tonnellate.
Nei calcoli sono stati introdotti anche degli anni di riferimento che rappresentano la media dei consumi dei nutrienti durante le campagne agrarie dal 2007-2008 al 2009-2010 che sono state caratterizzate da consumi anomali rispetto alle medie storiche (grandi picchi di consumo nella prima parte dell’intervallo, violenta caduta di utilizzo alla fine del periodo considerato).
Alla fine del periodo i consumi di N,P2O5, K2O dovrebbero rispettivamente attestarsi rispettivamente i 10,8, i 2,7 e i 3,2 milioni di tonnellate.
Per i 27 paesi, cosa abbastanza sorprendente, ci si attende un aumento di consumo di azoto del 4% di fosforo, del 14,1% e del 18,6% per il potassio. Sono previsioni significative che riflettono il ritmo del recupero, ma che necessitano di valutazioni più approfondite per una migliore comprensione della forza di tale recupero.
Come riportato nella tab. 3 il consumo previsto di azoto a fine previsione per i 27 Paesi Ue risulta essere circa il medesimo di prima della caduta; fatto 100 la media degli ultimi 5 anni si attesta a circa il 103%.
Per Eu 15 la previsione è invece al di sotto del recente minimo storico mentre per i restanti 12 nuovi Paesi la previsione sale al 120% della media degli ultimi 4 anni. Simile all’andamento del fosforo dove però la previsione per i paesi Ue 15 è significativamente più bassa di prima dello sconvolgimento di mercato mentre una crescita più marcata ad un fattore 136 è previsto per gli Eu 12. La previsione a 10 anni predice che la quantità di fosfati che si prevede verrà distribuita per ettaro sarà maggiore per i nuovi Paesi rispetto ai Eu 15 (tab. 2).
Analogamente per il potassio si conferma la medesima tendenza anche se ci si attende nei Paesi Eu 15 un recupero maggiore rispetto al fosforo (95 rispetto a 89). Gli esperti esprimono comunque preoccupazione per dei bassi livelli di utilizzo del fosforo e del potassio nei Paesi Eu 15 in quanto l’efficienza dell’azoto risulterebbe fortemente minacciata se la nutrizione vegetale non è correttamente bilanciata. Una disamina del bilancio dei nutrienti – input meno gli asporti – per la P2O5 e il K2O sulle maggiori colture suggeriscono un trend negativo nei Paesi Eu 15.
 

 

Le tabelle presentate agli associati di Fertilizer Europe sono ricche di dati e di spunti compresi valutazioni puntuali per ciascuno dei 27 Paesi presi in considerazione. Ci riserveremo quindi di approfondire il tema relativo al nostro Paese in un successivo articolo.

 

L’autore è di Assofertilizzanti – Federchimica.


Pubblica un commento