Con la guida satellitare meno costi e più reddito

Speciale agricoltura di precisione
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La ricerca dei contenimenti dei costi deve rappresentare una indispensabile costante di lavoro per i gestori di meccanizzazione che devono saper individuare innovazione tecnologica rispondente a ciò, progettata anche a supporto degli operatori per migliorare la loro capacità di gestione con minore sforzo e maggiore padronanza delle molteplici variabili che si affrontano nell’operatività quotidiana.

La precisione dei sistemi di guida parallela varia dalla qualità del segnale ricevuto dal sistema satellitare che nel caso di segnale libero (free) non a pagamento determina errori di qualche decimetro che si riduce a 12 decimetri nel caso di segnale a pagamento con abbonamento, ma può arrivare a precisione di 1–2 centimetri con l’ausilio di un sistema di correzione a terra denominato RTK (Real Time Kinematic) che opera su di un bacino territoriale di qualche chilometro di raggio.

La entrata in attività del sistema satellitare Gps Europeo denominato Galileo, prevista entro pochi anni, permetterà di usufruire di un segnale gratuito di qualità superiore a quelli oggi disponibili migliorando significativamente la precisione dei sistemi riceventi, limitando i casi di necessità di correzione del segnale caratterizzati da maggiori costi di gestione.

Tre livelli di tecnologia
Le diverse esigenze di precisione di esecuzione operativa di varie attività in agricoltura determinano il ricorso a sistemi tecnologici di diverso costo, proporzionalmente maggiore all’aumento della precisione necessaria.

Principalmente si utilizzano tre diversi gradi di livello tecnologico come evidenziato nella Tab. 1 dove sono pure evidenziati i costi medi di acquisizione, l’eventuale costo di abbonamento al segnale e i costi di correzione a terra per ottenere il massimo di precisione attualmente disponibile.

Attualmente il sistema più diffuso nel nostro territorio (sistema base) è quello che fornisce indicazioni di percorso e guida gli operatori dei mezzi mediante indicazioni evidenziati da led luminosi posti su di una barra e o la visualizzazione su display di linee di riferimento che l’operatore è tenuto a seguire durante la guida per migliorare l’allineamento e la contiguità delle passate di lavorazione. A questo sistema di base che ha funzioni di indicazione di guida all’operatore, possono essere aggiunti organi di guida, che mediante azioni dirette, conseguenti ad inputs ricevuti dal sistema di elaborazione dati, sul volante oppure con organi integrati nella macchina che agiscono sugli organi di sterzo, previsti in fase progettuale negli allestimenti delle trattrici o dei mezzi agricoli più in generale in grado di agire con maggiore tempestività di quanto non sia possibile dall’operatore (secondo livello). Infatti all’operatore serve un tempo di reattività alla indicazione di correzione di guida maggiore di quanto necessita a questi ultimi e più sofisticati sistemi che risultano maggiormente in grado di gestire efficacemente segnali di altissima precisione, anche autonomamente dall’operatore, che può distogliere concentrazione dalla guida per meglio presidiare le altre funzioni relative alla qualità delle lavorazioni.

Miglioramenti operativi
Le analisi di sostenibilità economica dei sistemi di guida assistita da noi effettuate, hanno visto l’uso principalmente del sistema di base pur se con apparati di ultima generazione, utilizzate nell’esecuzione delle attività descritte nell’articolo riguardante le semplificazioni operative ed i miglioramenti qualitativi ottenibili.

I costi di gestione del sistema sono ovviamente inversamente proporzionali alla quantità di utilizzo annuo, pertanto la possibilità di un uso su vari cantieri in diversi momenti dell’anno è fondamentale al fine di contenere i costi. Gli apparati da noi utilizzati si caratterizzano per facilità di applicazione sui diversi cantieri di lavoro, anche quelli un poco datati, ove in pochi minuti evidenziano buona adattabilità, semplicità ed intuitività di utilizzo per le varie funzioni previste. I miglioramenti economici delle lavorazioni evidenziati derivano principalmente dalla valorizzazione economica conseguente al minore tempo impiegato dai cantieri a svolgere una determinata operazione sul medesimo appezzamento rispetto l’esecuzione in modalità tradizionale.

Al minore tempo impiegato ovviamente conseguono in ordine di rilevanza economica gestionale minore impiego di personale, minori consumi, e anche minori usure dei mezzi meccanici. Questi miglioramenti economici si evidenziano per unità di parametro nella tabella 3 a, aumentano al crescere del volume di tempo risparmiato espresso dai vari diversi contesti aziendali e poderali.

I risparmi economici unitari rilevati vanno calati nei singoli e diversificati contesti aziendali, al fine di verificare la congruità della applicazione in ordine alla indispensabile sostenibilità che ovviamente risulta molto difforme nelle varie realtà. Infatti come evidenziato nella tabella 3 b, l’incidenza dei costi di gestione varia per unità di parametro in funzione del volume di utilizzo svolto annualmente e nei diversi ambiti poderali.

Nel situazione analizzata il sistema utilizzato trova sostenibilità economica computando anche solo le economie conseguenti ai minori tempi di impiego dei cantieri per eseguire le lavorazioni agromeccaniche.

Risparmio di mezzi tecnici

A questi vantaggi economici della gestione agromeccanica si devono sommare quelli derivati da minore utilizzo di mezzi tecnici (fertilizzanti e agrofarmaci) conseguenti alle minori superfici oggetto di sovrapposizione rispetto la metodica tradizionale. Il contenimento di utilizzo dei mezzi tecnici può essere computato calcolando le minori superfici oggetto di sovrapposizione da cui derivano volumi di formulato, per quanto riguarda gli agrofarmaci e di fertilizzante per quanto riguarda la concimazione.

Tali quantità e corrispondenti valorizzazioni evidenziano che mediamente l’area di maggiore sovrapposizione rappresenta per i trattamenti e diserbi circa il 3 % della superficie lavorata tradizionalmente e nel caso della fertilizzazione fino all’89%. Da ciò ne deriva corrispondentemente un risparmio di mezzi tecnici da valorizzarsi sulla base del costo ad ettaro dei vari formulati come riportato nelle Tabb. 4 a e 4 b.

Computando le economie derivate dalla riduzione di impiego dei mezzi e dei servizi agromeccanici valorizzandole ai prezzi attuali, tendenzialmente progressivamente crescenti, si evidenziano complessivamente risparmi fino a 13 euro ad ettaro al netto dei costi ad ettaro derivati dalla gestione delle tecnologie innovative.

L’evidente sostenibilità economica della applicazione, nel contesto aziendale e negli ambiti poderali e colturali impiegata, sia per la fase di diminuzione dei costi della gestione della meccanizzazione, sia per il risparmio in mezzi tecnici, non deve comunque fare dimenticare gli ulteriori potenziali vantaggi indiretti che auspicabilmente l’applicazione deve generare.

Minore variabilità produttiva

Infatti dovrebbe tangibilmente diminuire la variabilità produttiva e qualitativa conseguente alla presenza negli appezzamenti delle aree oggetto di fallanze e o sovrapposizioni che come noto determinano forte variabilità conseguente ad eccesso, assenza o insufficienza di input tecnici sulle colture.

Basti ricordare alcune diffuse situazioni tuttora non difficilmente riscontrabili sulle produzioni: ad esempio nei cereali il fenomeno dell’allettamento a strisce negli appezzamenti spesso è derivato da eccesso di fertilizzante azotato distribuito con maggiore sovrapposizione durante la distribuzione. Peraltro di sovente alle strisciate di prodotto allettato si alternano strisciate di produzione che evidenziano carenze nutrizionali o su altre colture oggetto di trattamento erbicida, strisciate di piante stressate da eccesso di diserbante e o aree con sviluppo della produzione limitato dalla inopportuna presenza di malerbe che consumano risorse idriche e nutrizionali destinate alla coltivazione. Stesso ragionamento vale per gli effetti causati da scarsa qualità di distribuzione di prodotti antiparassitari nelle varie fasi colturali sulle produzioni, che peraltro talvolta la presenza di alta vegetazione della coltura rende poco definiti e visibili i riferimenti di guida per gli operatori in quanto lo schiumogeno che dovrebbe marcare la linea di riferimento nelle condizioni poste opera poco efficacemente.

Si evidenzia quindi credibilmente che la variabilità produttiva e qualitativa espressa dalle varie produzioni derivi non solo dalle interazioni tra pianta e variabilità delle caratteristiche pedologiche e di fertilità del suolo, ma pure da non omogeneo e preciso apporto degli input tecnici.

Aumenta la produzione
La maggiore evidente omogeneità e precisione di distribuzione conseguente all’utilizzo corretto delle tecnologie innovative dovrebbe quindi diminuire le variabili che generano variabilità contribuendo significativamente a migliorare le produzioni sia in ambito quantitativo che qualitativo. Pertanto ci si dovrebbe attendere un innalzamento della produzione che, se anche si limitasse a una percentuale non superiore al 2%, nel caso dei cereali ai valori medi di mercato attuali determinerebbe un innalzamento della Plv unitaria per ettaro significativo (1,2 q × € 14 = 16,8 €/ha).


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