Commercio mezzi tecnici

Studi di settore inadeguati
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Gli studi di settore nell’attuale fase di crisi economica sono stati al centro di un dibattito di natura tecnico-politica all’interno del quale Compag, la Federazione Nazionale Commercianti Prodotti per l’Agricoltura, ha cercato di portare avanti le istanze del settore dei mezzi tecnici per l’agricoltura e del commercio di cereali e oleaginose sottolineando soprattutto l’incapacità di tale strumento di individuare le reali peculiarità di questo complesso sistema economico.

Fu la stessa Compag a chiedere di modificare lo studio di settore che veniva utilizzato precedentemente per il commercio dei mezzi tecnici, allo scopo di differenziare tale settore che si occupa di commercio all’ingrosso, rifornendo aziende impegnate in un processo produttivo e non singoli consumatori, dal commercio al dettaglio di prodotti per l’agricoltura, che prevedeva marginalità più elevate, con l’attuale TM83U “Commercio all’ingrosso di fertilizzanti e altri prodotti chimici per l’agricoltura”.

Dati divergenti

Al riguardo sono stati realizzati degli incontri nel periodo marzo/aprile tra l’Agenzia delle Entrate e le Organizzazioni del commercio, dell’artigianato, e dei servizi. I partecipanti hanno sottolineato che la normalità economica fotografata dagli studi di settore, costruita su dati del 2006 o precedenti, rappresentava un quadro economico divergente, talora in modo significativo, dai risultati che le imprese stavano conseguendo nel contesto produttivo in atto, a seguito della grave crisi economica e finanziaria.

A questo andava aggiunta l’incapacità e quindi l’inadeguatezza degli studi di settore a rispondere a fluttuazioni congiunturali dei prezzi di mercato, soprattutto nelle forniture all’ingrosso. È quanto accaduto per esempio nel 2008 con l’incremento dei prezzi dei fertilizzanti cui non ha corrisposto un aumento proporzionale delle marginalità per via dei prezzi internazionali e d’importazione.

Ampia affidabilità

L’Agenzia delle Entrate negli incontri citati ha assicurato che l’applicazione degli studi di settore sull’anno 2008 dovrà necessariamente essere oggetto della massima attenzione al fine di garantire la più ampia affidabilità dello strumento di accertamento ed un più sereno contraddittorio, nell’ottica di un rinnovato rapporto tra operatori e organi di controllo.

È importante sottolineare, e questo era un obiettivo che Compag perseguiva per le sue implicazioni non certo secondarie, che a conclusione degli incontri la Pubblica Amministrazione ha ribadito come gli Studi non possano costituire in alcun modo una forma di catastizzazione dei ricavi, ma rappresentino per l’Amministrazione e per il contribuente uno strumento per valutare le singole posizioni rispetto ad imprese operanti in condizioni simili di normalità economica. Sono stati presi degli impegni ad operare affinché tale ruolo degli studi di settore divenga un patrimonio condiviso da tutti in quanto elemento di un trasparente sistema fiscale.


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