Coltivare grano conviene sempre meno

Prospettive

«Se il mercato non darà segnali di ripresa, quest’autunno molte aziende potrebbero decidere di ridurre drasticamente le superfici seminate a grano duro, avviando subito quell’avvicendamento richiesto per poter usufruire dell’aiuto specifico per i seminativi previsto dall’articolo 68 della riforma Pac».
Così Confagricoltura ha lanciato l’allarme per la nuova campagna cerealicola. La produzione nazionale scenderà al livello più basso degli ultimi 15 anni, ma sui mercati il grano duro continua a soffrire la concorrenza del prodotto estero. E così, stretti tra i bassi prezzi e lo scarso interesse dei compratori, gli agricoltori potrebbero ridurre ulteriormente le semine di grano.
Il ribasso dei listini intanto è proseguito sulle principali piazze internazionali, da Chicago a Parigi, e nazionali. Gli agricoltori, denuncia Confagricoltura, sono preoccupati «per una campagna che si prospetta peggiore di quella appena conclusa». In Italia l’andamento climatico negativo ha già penalizzato il frumento, tenero e duro, sia in quantità sia in qualità.

Nel caso del grano duro il raccolto 2009, stimato ormai inferiore a tre milioni di tonnellate, si delinea ormai come il più basso degli ultimi 15 anni. Nonostante ciò, il prezzo continua a diminuire e la domanda di prodotto nazionale è quasi inesistente, vista la maggior convenienza del prodotto estero. Molti molini, tra giugno e luglio, hanno effettuato acquisti diretti nei Paesi Ue come Spagna, Francia e Grecia, o hanno ottenuto licenze d’importazione da far valere entro due mesi, per frumento duro di provenienza statunitense offerto a prezzi molto bassi .

Confagricoltura sottolinea inoltre come a livello mondiale sia sempre più accesa la competizione sul prezzo del frumento tra i Paesi tradizionalmente esportatori della Ue (Francia e Germania) e gli Usa, il Canada, la Russia e l’Ucraina, che si gioca anche sulle oscillazioni dei tassi di cambio tra il dollaro e le altre monete. «A determinare questa situazione – spiega l’associazione – hanno contribuito i recenti aggiornamenti del Governo Usa e dell’International grain council sui raccolti di frumento tenero nei principali Paesi produttori, previsti in crescita negli Usa, nella Ue e in Russia. Ulteriormente abbassate invece le previsioni dei raccolti in Canada, Ucraina e Argentina. Le stesse fonti indicano consumi mondiali sostanzialmente stabili, così come gli scambi. Di conseguenza si prevede un ulteriore appesantimento delle scorte a fine campagna».
Il livello dei prezzi all’esportazione registrati tra luglio e agosto negli Usa intanto ha indotto la Commissione europea a introdurre, per la prima volta in quasi un decennio, un dazio all’importazione di grano duro di bassa qualità, che col 1° settembre ha raggiunto i 16 euro a tonnellata. «Un segnale preoccupante – dice Confagricoltura – di quanto sia forte la richiesta di merce a basso prezzo da parte dell’industria molitoria».


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