Clementine, cinque mesi di raccolta con le nuove varietà metapontine

Fra le caratteristiche maggiormente apprezzate l’apirenia e la facile sbucciabilità
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In Basilicata la coltivazione degli agrumi interessa circa 8.000 ha, collocando questo gruppo di specie al secondo posto per estensione nell’ambito della frutticoltura regionale. Circa 5.850 ha sono coltivati ad arancio mentre la restante parte interessa gli agrumi a frutto piccolo, in questo gruppo la specie più diffusa è il clementine, con circa 2.000 ha con la varietà Comune.

Certamente il gruppo dei mandarino simili, e in particolare del clementine, è apprezzato dai consumatori, che hanno privilegiato frutti di piccole dimensioni, facili da sbucciare e apireni. Le maggiori introduzioni varietali avvenute negli ultimi anni riguardano questo gruppo, con l’obiettivo di dare una costanza di prodotto per un arco temporale maggiore rispetto all’attuale. Oggi non tutte le varietà disponibili riescono a soddisfare tali esigenze, soprattutto per gli aspetti organolettici e di sbucciabilità.

VARIETÀ PRECOCI E PRECOCISSIME
Tra le varietà più precoci ricordiamo il clementine Oronules, con frutti di colorazione arancio intenso molto attraente (con quelli esterni di qualità inferiore rispetto agli interni, che colorano anche meglio). Di facile sbucciabilità, si raccoglie due settimane prima del clementine Comune. Della stessa epoca è il clementine Caffin, con frutti interni di forma oblata, buccia con leggera rugosità, di colore arancio intenso, sapore interessante, peso medio di 85 g. L’epoca di maturazione è precocissima (III decade di ottobre negli areali precoci); la produttività è scarsa, e sono in corso di valutazione nuovi portinnesti che migliorano questo carattere; buoni risultati produttivi li ha dati in ambiente protetto.

A seguire si raccoglie il clementine Spinoso, che presenta frutti di forma oblata, più schiacciati rispetto al clementine Comune, con presenza di cicatrice stilare piccola e leggermente aperta; la buccia è di colore arancio, la polpa è mediamente succosa e peso medio di 80-90 g. L’epoca di maturazione è precoce (metà ottobre), con raccolta che si effettua massimo in due interventi. Una varietà interessante per la fase precocissima è il clementine Loretina, con frutti apireni di colore arancio intenso molto attraente, si sbuccia con facilità (easy peeling) e ha calibro leggermente inferiore a Marisol, del quale migliora le caratteristiche pomologiche. Varietà spagnola che merita attenzione è il Clemenpons, frutto simile a quello della Clemenules, di forma sferica e appiattita, di buona pezzatura; facile sbucciabilità, ma tende a “spigare” se lasciato per troppo tempo sulla pianta. La produttività è elevata, precoce è l’entrata in produzione. Di relativo interesse, con raccolta 10 giorni prima del Comune è il clementine Fedele, con frutto di forma oblata sferoidale, di colore arancio più intenso, tessitura della polpa grossolana, poco succosa, peso medio 80 g. L’epoca di maturazione è precoce (IIIII decade di ottobre). La raccolta deve essere immediata per evitare problemi di granulazione; dopo qualche anno, sono stati osservati dei disseccamenti dei rami a causa di patogeni fungini (Phellinus spp).

Buon comportamento vegeto-produttivo ha avuto negli areali jonici lucani, calabresi e pugliesi, il clementine SRA 89, che presenta elevato tasso di allegagione e sviluppo del frutto notevole nei primi stadi di sviluppo, che riduce sensibilmente l’incidenza della cascola. L’entrata in produzione è molto precoce: fruttifica già al secondo anno e la produttività è elevata. Il frutto è di forma oblata, con buccia di colore arancio e un peso medio di 80 g. Il sapore è buono, ma può essere soggetto ad asciugatura; la maturazione è precoce (fine ottobre-primi di novembre) e si colloca una settimana dopo Spinoso.

Contemporaneo è il clementine Corsica 1, che ha frutti di pezzatura medio-piccola, molto soggetti agli attacchi di mosca. Migliori risultati si sono avuti con il Corsica 2, che presenta frutti di forma oblata, simile al Comune,conbuccia di colore arancio, peso medio 75 g; l’epoca di maturazione è precoce (fine ottobreprimi di novembre).

Quasi contemporanea al Comune è l’Esbal, con frutto di forma oblata, simile al Comune, con buccia di colore arancio e peso medio 75 g. Caratteristiche organolettiche eccellenti, tende ad asciugare se lasciato sulla pianta, la raccolta è anticipata di qualche giorno rispetto al Comune.

Il capostipite di molte delle varietà considerate è il Comune, originatosi probabilmente come ibrido tra mandarinoAvana e arancio amaro “Granito”, osservato da frate Clemente nel 1902 a Misserghin (Algeria); frutto di colore arancio intenso, con superficie liscia, forma oblata, peso medio 80 g, buccia poco aderente, soffice, di spessore sottile. La polpa è di colore arancio, tessitura media, succosa, contenuto in solidi solubili totali e acidità entro valori medi, semi assenti. La produttività è media così come la maturazione (entro la metà di novembreinizio dicembre). La persistenza del frutto sulla pianta è bassa in quanto è molto soggetto a fenomeni di senescenza della buccia, fitopatia che rappresenta uno dei problemi più gravi per questa varietà. Selezione sanitaria del Comune è il clementine SRA 63, introdotta nel 1963 in Corsica dall’Sra Inra Cirad dall’Algeria (Boufarik). Varietà interessante è il clementine Nules, frutto di buon calibro, di colore arancio intenso con propensione alla spigatura se non raccolto a maturazione naturale. Il sapore è abbastanza equilibrato, la polpa è fondente, la raccolta è contemporanea al Comune.

VARIETÀ MEDIO-TARDIVE E TARDIVE

Nel periodo medio-tardivo sono poche le varietà di clementine disponibili, e quasi tutte caratterizzate da maturazione interna del frutto anticipata rispetto alla colorazione esterna della buccia. Per evitare il decadimento delle qualità organolettiche, alcune varietà, come Hernandina, si raccolgono in anticipo e vengono frigoconservate.

Gli areali più vocati sono i tardivi, purché non sia elevato il rischio di gelate che potrebbero danneggiare considerevolmente la produzione rendendola non commerciabile. Primo a essere raccolto è il clementine Rubino, con fruttificazione buona e costante, frutto di forma oblata, buccia di colore arancio di consistenza soffice e poco aderente; la tessitura della polpa è fine e deliquescente; pezzatura inferiore rispetto al Comune, con un peso medio 60-70 g. L’epoca di maturazione è tardiva (III decade dicembre-gennaio).

Successivamente matura il clementine Hernandina, con raccolta a gennaio-metà febbraio, con entrata in produzione al secondo anno, e in qualche ambiente si è osservata una certa alternanza di produzione. Il frutto è di forma oblata con buccia che non colora uniformemente; presenta qualche seme.

Sempre nella stessa epoca matura il clementine Nour, che presenta frutti con buccia di colore arancio intenso, pezzatura e sbucciabilità media, buon sapore; semi pochi o assenti. La maturazione interna e la colorazione esterna avviene dopo clementine Comune. La raccolta si effettua in gennaio-febbraio. È interessante per le zone tardive non soggette a gelate precoci. Le 3 varietà considerate sono presenti già in campi commerciali.

Un’altra varietà di clementine è il Tardivo, il cui frutto è di buona pezzatura, apireno di forma subsferica, con buccia di colore arancio intenso. Matura a gennaio e si può raccogliere fino a febbraio in quanto conserva buone caratteristiche nel tempo, caratteri questi, confermati dalle prime osservazioni effettuate in Basilicata. Rispetto alle altre varietà tardive viste in precedenza il Tardivo risulta uno dei più interessanti per la raccolta posticipata che si effettua a febbraio.


There are 2 comments

    1. Carmelo Mennone

      «La domanda probabilmente andrebbe rimodulata, non terreni paludosi ma terreni con eventuali ristagni idrici o pesanti. In questo caso il discorso non è legato alle varietà ma al portinnesto. La scelta di questo varia in base al terreno, considerando tanto le caratteristiche fisiche e che chimiche. Per cui sarebbe opportuno verificare questi dati ed evitare, laddove siano presenti, dei ristagni idrici che in ogni caso non sarebbero positivi per lo sviluppo della pianta a prescindere dal portinnesto utilizzato. Laddove ci siano ristagni di acqua bisogna cercare di sistemare il terreno in modo da favorire il deflusso. Pertanto sarebbero auspicabili delle pendenze adeguate della superficie del terreno, eventuale drenaggio di acque di falda, e se necessario assicurare con delle baulature un franco di coltivazione alla pianta.
      Per quanto riguarda le varietà anche la scelta di questa varia in base alla precocità dell’ambiente di coltivazione, infatti se questo assicura una certa precocità bisogna puntare su varietà precoci, diversamente, e in assenza di ritorni di freddo, bisogna puntare su varietà tardive».

      Carmelo Mennone

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