Circolare Agea sulle multe latte

La compensazione scatta solo dopo la richiesta di rateizzare il pagamento delle multe latte
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Doveva essere il jolly che il ministro Zaia aveva deciso di calare sul tavolo del contrastato decreto sulla rateizzazione delle vecchie multe latte e invece, almeno per questa campagna, è diventata un’arma spuntata. Il jolly in questione altro non è che la cosiddetta compensazione tra aiuti Pac e prelievo da pagare, secondo quanto previsto dall’articolo 8 quinquies della legge n. 33/2009.

Funziona più o meno così: a chi decide di rateizzare il pagamento delle vecchie multe (fino a 25mila euro però si paga tutto e subito) saranno trattenuti gli aiuti comunitari ma anche altri tipi di provvidenze, come «pegno» sul pagamento della prima rata. Con l’impegno a restituire le somme eventualmente trattenute in eccesso.

Il principio resta, ma difficilmente sarà operativo, almeno per i grandi splafonatori, quelli cioè che hanno diritto alla rateizzazione. Tutta colpa del calendario: gli aiuti Pac, infatti, devono essere pagati agli allevatori entro il 30 giugno; per l’adesione alla rateizzazione, però, gli allevatori hanno 60 giorni di tempo dalla notifica dell’intimazione a pagare la multa. Siccome, nonostante gli elenchi siano pronti da tempo, le intimazioni non sarebbero ancora partite, l’operazione rateizzazione prenderà corpo non prima della fine di agosto. Superando così abbondantemente il 30 giugno.

Morale della procedura, secondo una recente circolare diramata da Agea – che stravolge le istruzioni dettate agli organismi pagatori non più di un mese prima – non si possono compensare i premi comunitari spettanti all’allevatore con l’importo della prima rata.

In sostanza, il provvedimento prevede che gli organismi pagatori:

non dovranno più effettuare le trattenute previste nella precedente circolare, bensì versare ai produttori il 100% delle somme dovute, al netto di eventuali recuperi determinati dall’iscrizione nel registro debitori a diverso titolo;
le somme già trattenute non dovranno essere riversate all’Organismo pagatore Agea, ma versate integralmente ai beneficiari;
eventuali somme già trattenute e riversate ad Agea saranno restituite a cura di quest’ultima ditrettamente ai produttori interessati.

La nota si conclude con la platonica sollecitazione degli stessi organismi pagatori ad attivare, come previsto dalla legge 33/2009, le procedure di recupero per compensazione a partire dalla data di richiesta da parte dei produttori di rateizzare le vecchie multe. Per dirla con un proverbio che nelle campagne è molto diffuso, si chiudono le stalle dopo che i buoi sono scappati.

Dall’incrocio delle date appare chiaro che fin dall’inizio il meccanismo sarebbe stato di fatto disinnescato: la legge in questione è infatti stata pubblicata solo all’inzio di aprile, mentre le intimazioni delle multe devono ancora essere spedite. Questo incidente di percorso, richiama un altro precedente di un paio di anni fa quando l’esordio della compensazione premi comunitari-multe latte fu vanificato da «un disguido informatico»: prima furono pagati i premi, poi scoppiarono le polemiche. Che nel settore non sono mai mancate. E noi vorremmo provare ad aggiungerne un’altra, molto piccola, ma di solidarietà dovuta: non ci sembra giusto che da questa correzione siano esclusi quegli allevatori che hanno limitato le loro multe entro il tetto dei 25mila euro, che non hanno quindi diritto alla rateizzazione e pertanto sono sottoposti al prelievo forzoso dei premi comunitari. Sono 1.500 allevatori, pari al 50% dei multati ma coprono solo il 10% dei 650 milioni di multe arretrate. In pratica, mazziati e beffati.


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