Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 7 al 13 ottobre 2011)

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Frumento tenero

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lo scenario resta profondamente influenzato dall’eccedenza dell’offerta di merce estera sui porti. La domanda non fatica a trovare grani con caratteristiche “medie” e di “forza” ed in presenza di eccesso di offerta la tendenza non può che confermarsi al ribasso sul breve periodo. La pressione degli arrivi comunitari ed il cambio tornato favorevole agli importatori, le cause degli ultimi cali sulle piazze i Bologna e Milano che fanno segnare dei meno 4-5 €/t. Stabili gli “spring” con USA e Canada che mantengono le posizioni in attesa che si risvegli la domanda per il Novembre-Febbraio, quando arriveranno anche i grani australiani di forza.

 

Frumento duro

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la domanda da segni di cedimento con previsioni di consumo 2011/12 viste al ribasso. La presenza di rivendite di merce estera e la pressione dell’offerta locale mantengono un clima di eccedenza che deprime le quotazioni su tutto il territorio. In attesa delle prossime aste del Nord Africa, la certezza è nelle scorte lunghe dei principali utilizzatori che già guardano al primo trimestre 2012 mentre i detentori vorrebbero chiudere volumi anche sul 2011. Dopo il recente crollo delle quotazioni all’AGER Bologna, si nota l’allineamento di Milano che cede 6-8 €/t e Bologna che ulteriormente cala di 5 €/t.

 

Mais

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una produzione molto buona, come rese e qualità della granella, ed un contesto Europeo e mondiale che migliora dal punto della domanda/offerta, dettano la tendenza al ribasso. In aggiunta, il basso prezzo dei cereali a paglia ed il possibile abbattimento dei dazi all’esportazione dal Mar Nero, aggravano il momento e deprimono le quotazioni sul breve. L’offerta eccede la domanda e le piazze del Nord fanno registrare prezzi partenza a ridosso dei 180 €/t: Bologna -2 €/t e Milano -6 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

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ITALIA

Cereali Foraggeri: l’effetto domino dell’ampia offerta di grani foraggeri ai porti e della produzione maidicola Europea si ripercuote sull’intero settore mangimistico che limita la domanda al breve termine. Il tenero tende ormai ai 200 €/t; il sorgo è già sui 180 €/t arrivo e l’orzo si riposiziona a 210 €/t partenza.

Oleaginose:
soia estera e nazionale guardano alla domanda asiatica ed a possibili aumenti, ma per ora solo ipotesi e la discesa dei prezzi si ferma a Bologna.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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