Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 25 novembre all’1 dicembre 2011)

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Frumento tenero

ITALIA

settimana di passione con l’offerta che trova difficoltà ad incontrare adeguata domanda, e lo scenario che potrebbe peggiorare in caso di cancellazione dei dazi per i foraggeri esteri. I molini trovano senza fatica più di un’origine alternativa per ogni classe merceologica, in un contesto Europeo e mondiale che si prefigura in rilascio. Gli acquisitori si coprono solo sul breve per il timore di ulteriori ribassi. In condizioni di perdurante incertezza, le piazze del Nord fanno registrare degli invariati che però potrebbero preludere a ulteriori cali con l’avvicinarsi delle feste.

 

Frumento duro

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ITALIA

la settimana è passata senza alcun segnale di rilievo sia in calo che in aumento. Domanda e offerta guardano al futuro con opposte speranze, ma la perdurante stasi negli scambi ed i prezzi dell’estero in progressiva riduzione sembrano dare conferma alla tesi ribassista dei molini. L’offerta, dopo aver collocato a sconto i grani peggiori, oggi fatica a trovare compratori per il Fino di qualità. Sembra tramontare l’interessamento degli operatori nostrani ad esportare verso il Nord Africa. In condizioni di scorte fino a Dicembre, sono invariati sia l’AGER Bologna che la Granaria di Milano. Semine 2011 viste in aumento di un 0,2 mio/ha.

 

Mais

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ITALIA

in pochi giorni si sta concretizzando l’effetto combinato delle ottime rese Italiane e Comunitarie, con la crescente aggressività del prodotto estero “non OGM” di origine Mar Nero. Nonostante la domanda sia progressivamente orientata ad un maggiore utilizzo di mais nelle miscele, il prezzo dei cereali a paglia d’importazione Russo-Ucraina impone stabilità sulle principali piazze del Nord: Milano perde 4 €/t e Bologna guadagna +1 €/t, con valori attorno ai 186 €/t arrivo.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

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ITALIA

Cereali Foraggeri: settimana all’insegna del nulla di fatto con ampia offerta estera. A congelare il corso c’è il lieve aumento del prezzo del mais, che ferma il calo del sorgo, invariato sull’AGER che oggi vale 180 €/t partenza; l’orzo tiene i 210 €/t, mentre il tenero è in tendenziale flessione.

Oleaginose:
la soia estera si consolida sui 345 ma con l’Ucraina resta sotto i 340 €/t partenza. Il girasole resta oltre i 340 €/t partenza.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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